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Send help, la recensione

Send Help, la recensione su Almanacco cinema

Send Help è sia un horror che una black comedy riuscita, che dà al pubblico quello che vuole e che si aspetta da un veterano come Sam Raimi.

Infatti il film, ora nelle sale, fa satira sulle dinamiche di potere a livello lavorativo ma anche sul rapporto di potere fra maschile e femminile. Al centro ci sono due attori estremamente in parte, che riescono a dare tridimensionalità a personaggi che nascono per incarnare due stereotipi. La “nerd”, gran lavoratrice, trasandata Linda (Rachel McAdams) e il rampollo, figlio di papà, senza qualità Bradley (Dylan O’Brien). Ma fino a che punto il nuovo film di Raimi può definirsi politico? E quanto un film che vuole intrattenere e divertire il suo pubblico?

Send Help, la trama

La protagonista di Send Help è Linda, interpretata da Rachel McAdams. Il film, infatti, è filtrato dal suo punto di vista ed è con lei che empatizziamo. Linda lavora nel settore di “strategia e pianificazione” per una grande azienda ed è in attesa di una promozione dirigenziale dopo 7 anni di duro lavoro. Almeno questo è quello che le ha promesso il capo. Ma dopo la sua morte a prendere il suo posto arriva l’aitante figlio Bradley, ovvero Dylan O’Brien.

Bradley vede Linda come una persona sciatta, goffa e non conforme alla sua idea di “persona vincente”. E vuole dare il ruolo che le spetterebbe all’amico del college Donovan (Xavier Samuel), arrivato solo da 6 mesi in azienda. Se ciò non bastasse, ad avere questa idea di “sfigata” della povera Linda sono un po’ tutti in azienda. La donna è molto in gamba nel suo lavoro ma in definitiva sola, se non fosse per un pappagallino di cui si prende cura a casa.

Bradley, dopo sue rimostranze, mette in chiaro a Linda che non vuole concederle la promozione, ma decide di portarla con sé in un viaggio di lavoro in Thailandia perché necessita delle sue qualità. Le concede, quindi, una possibilità per dimostrare il “suo valore”. Durante il volo si sprecano le vessazioni, spesso sessiste, alla donna e per la legge del contrappasso l’aereo precipita. Donovan e gli altri colleghi muoiono. A sopravvivere sono solo Linda e Bradley.

La donna è una grande appassionata di programmi tv e libri sulla sopravvivenza e se la cava molto bene sull’isola su cui i due naufragano. Così, Bradley si trova costretto a cercare di celare, a fatica, la propria arroganza per poter sopravvivere. Ma la situazione e il ribaltamento di potere creeranno i presupposti per una lotta all’ultimo sangue fra i due.

Una commedia brillante

Send Help è un film molto divertente, che costruisce dinamiche e battute che fanno ridere sinceramente. La comicità è data da un lato dalla follia e stravaganza di Linda, dall’altro dall’inettitudine di Bradley, un uomo incapace in tutto.

C’è un chiaro ribaltamento di prospettiva perché quella goffaggine, quello stare fuori posto in azienda, che contraddistinguevano Linda ora si riversano sul povero Bradley.

O’Brien dà il volto a un giovane che tutto sommato fa tenerezza, dopo la giusta antipatia che ha suscitato nel prologo del film. Uno dei momenti più spassosi è quello in cui si rende conto in lacrime che non è in grado in alcun modo di avere la meglio su Linda, sempre un passo avanti rispetto a lui.

Altro momento memorabile è la lotta di Linda con un cinghiale, in cui dà la prima grande prova di quanto sia l’eroina survivalista del nostro film. Mentre Bradley non può far altro che assistere impotente alla forza sia fisica ma soprattutto mentale della donna. Quanto è possibile, però, accettare che quella che era una sottoposta da vessare adesso abbia il potere? Send Help si pone la domanda e rimarca anche il fatto che ad avere il potere è ora una donna e non più un maschio viziato.

Send Help è un horror giusto

Send Help, nuova immagine con Dylan O’Brien e Rachel McAdams

Si può dire che Send Help proprio perché si pone delle domande e le lega alla stretta attualità, con la giusta dose di violenza, rientri a pieno titolo nel genere horror.

Infatti, le scene splatter sono calibrate e mai gratuite. Il momento della lotta per la sopravvivenza, grazie alle trovate del regista, è particolarmente soddisfacente. Le scene jumpscare, invece, sono volutamente posticce e rientrano nel genere comedy horror caro a Raimi. Ma tutto è estremamente calibrato e piacevole.

Anche la costruzione dei personaggi e lo svolgersi degli eventi crea quella tensione che non può mancare in un thriller-horror. Infatti, Linda e Bradley non sono un’eroina e un anti-eroe, sono imperfetti e spaventosi entrambi a loro modo. Ottima interpretazione degli attori, che non eccedono mai.

Send Help ci concede anche un breve scavo psicologico nei personaggi durante una scena a cuore aperto fra i due. Il mondo li ha resi quello che sono. In particolare, Linda non ha nulla a cui tornare a casa, perché la vita le ha dato più colpi bassi che soddisfazioni. E allora anche i suoi comportamenti più efferati trovano comprensione. Ma questo non ci esime dal pensare che sia una persona instabile e che forse non vorremmo trovarci su un’isola deserta con lei.

Tra le scene meglio riuscite, in questo senso, c’è sicuramente quella della tortura psicologica a cui sottopone Bradley dopo averlo reso incapace di muoversi. Anche lo svolgersi degli eventi in Send Help non è scontato e regala delle sorprese, come nei più classici film dell’orrore.

Un Raimi politico?

Send Help sicuramente è un film che fa critica sociale. Si interroga sul potere e su come venga utilizzato quando se lo si trova tra le mani.  Ma sottolinea anche quanto le donne debbano faticare per raggiungere ruoli di questo tipo, soprattutto quando non rientrano in un ideale estetico-comportamentale creato dagli uomini.

Bradley si circonda di uomini “vincenti” come lui, di bell’aspetto e concentrati sulla forma ma che esprimono poca sostanza. Il film li fa apparire ridicoli e spietati. Send Help suggerisce che se Linda fosse stata un uomo in sovrappeso e che si veste male avrebbe ottenuto quella promozione. Perché per gli uomini l’estetica è contorno, per le donne è un imprescindibile biglietto da visita.

Questo, però, appunto viene solo suggerito. Perché la vera riflessione è su come ci comportiamo quando quel potere lo abbiamo ottenuto. Linda appare comunque meno spietata di Bradley e lei stessa ci tiene a metterlo in evidenza. Ma alla fine vede quel ragazzo che ha fra le mani e dipende da lei come un pappagallino a cui preparare da mangiare. Infatti, Bradley si trasformerà proprio nell’animaletto domestico di Linda. Senza che abbia vera voce in capitolo sul suo destino.

Conclusioni

Per rispondere alle domande iniziali, Send Help è sia un film politico sia un film che diverte e intrattiene al meglio. Ottimo intrattenimento, riflessione accennata, potremmo riassumere. Questo in particolare in relazione al finale che non delude le aspettative ma neanche regala una chiusura davvero pungente.

Raimi fra il cinismo beffardo e la strizzata d’occhio al pubblico sceglie la seconda. Ma non gliene si può fare una colpa, è coerente con le premesse e anche con il tono di tutto il film. Un tono divertente e divertito che vuole sottoporre a due ore di tortura psicologica il privilegio sociale.

🎬 Valutazione

Regia
★★★★
Interpretazioni
★★★★
Storia
★★★
Emozioni
★★★★
🏆 Voto Totale
3.8
★★★⯨