Shining è un film del 1980. Diretto da Stanley Kubrick, è liberamente ispirato al romanzo scritto da Stephen King nel 1977. Ha come protagonista Jack Nicholson.
Shining è un film di Stanley Kubrick, con Jack Nicholson, Shelley Duvall e Danny Lloyd come attori protagonisti. Divenuto in breve tempo un cult movie, è oggi considerato tra i migliori film horror nella storia del cinema. Nel 2018 è stato inserito nel National Film Registry.
La trama
Jack Torrance (Jack Nicholson) è uno scrittore che decide di lavorare come custode invernale all’Overlook Hotel, per potersi dedicare con calma alla scrittura di un romanzo. Il direttore dell’albergo, Stuart Ullman (Barry Nelson), lo mette però in guardia: un custode precedente ha avuto un esaurimento nervoso, ha ucciso la sua famiglia e si è suicidato. Con il passare del tempo, anche Jack inizia a mostrare segni di cedimento psicologico. Sua moglie, Wendy (Shelley Duvall), capisce che la situazione è ormai irrecuperabile quando legge il manoscritto del marito, nel quale è stata ripetuta all’infinito la stessa frase. Dovrà quindi impegnarsi per permettere a sé stessa, e a suo figlio Danny (Danny Lloyd), di sopravvivere all’albergo.
Perdersi in Shining
Shining presenta una regia straordinaria, evidente già dalla prima sequenza, nella quale vengono mostrati, con inquadrature panoramiche, i monti del Colorado. La fotografia si distingue per un sapiente uso della simmetria, e gli interni dell’albergo riescono a generare un adeguato senso di liminalità. E’ inoltre molto piacevole osservare le performance di Nicholson, Lloyd e Duvall, dotati soprattutto di grandi capacità espressive. Shining non è un film per tutti: Stanley Kubrick, infatti, ha realizzato un’opera ‘fredda’, sacrificando gran parte del coinvolgimento emotivo in nome di una struttura narrativa alienante.
Shining visto da Stephen King
Shining è stato percepito da Stephen King come un film “freddo e distaccato”. Jack, nel film, ha comportamenti aggressivi sin dall’inizio, mentre nel romanzo discende lentamente in un abisso di follia. Nel libro, inoltre, viene dato molto più spazio ai fantasmi dell’Overlook. Nonostante le evidenti qualità attoriali di Shelley Duvall, la ragazza è stata aspramente criticata da King. Secondo lo scrittore, infatti, “si trovava lì solo per strillare ed essere stupida”.
Il fallimento esistenziale di Jack Torrance
Jack Torrance viene presentato come un uomo estraniato dalla società, come uno scrittore fallito e come un padre mediocre. Dopo aver rotto il braccio del figlio in uno scoppio di rabbia, è stato costretto dalla moglie a smettere di bere. Quando, però, si trova alle prese con il fantasma di un barista, Jack sostiene di aver accettato con ben poca convinzione l’imposizione di Wendy. Incapace di scrivere il romanzo cui si sta dedicando, inoltre, diventa progressivamente aggressivo verso di lei, dandole la colpa del suo fallimento.
Le parole di Stanley Kubrick
Secondo il regista “c’è qualcosa di intrinsecamente sbagliato nella personalità umana. C’è una parte malvagia”, ed è appunto questa che, nel corso del film, prende il sopravvento sulla mente di Jack Torrance. “Tra le altre cose, le storie horror possono mostrare gli archetipi dell’inconscio. Nell’horror possiamo vedere la nostra parte malvagia senza doverci realmente confrontare con essa”.
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