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The Strangers - Chapter 1, buone intenzioni ma poco coraggio

The Strangers – Chapter 1, buone intenzioni ma poco coraggio

Il film The Strangers – Chapter 1 sembrava scomparso nel nulla, invece è uno slasher recuperabile, che prova a reinventarsi pur rimando attaccato ai classici.

The Strangers – Chapter 1, disponibile attualmente su Prime Video, è il primo capitolo di una trilogia slasher diretta da Renny Harlin. Il regista finlandese, noto per film come Cliffhanger e Deep Blue Sea, prova a dare un nuovo aspetto al mondo dell’orrore. Il progetto è una reinterpretazione moderna del cult horror The Strangers del 2008, scritto e diretto da Bryan Bertino. Nel capostipite, i protagonisti erano Liv Tyler e Scott Speedman, una coppia con una buona chimica. Quel film, prodotto da Rogue Pictures, riuscì a costruire una tensione disturbante e costante, basata su un senso opprimente di isolamento e minaccia invisibile.

Questa nuova versione, prodotta da Lionsgate e girata quasi interamente in Slovacchia per motivi di budget, si presenta come il primo tassello di una storia più ampia. Madelaine Petsch, la Cheryl di Riverdale, interpreta Maya, mentre Froy Gutierrez interpreta il giovane Ryan. I due rappresentano una coppia che viaggia in giro per il territorio americano, in cerca della classica fuga romantica. Come in tutte le storie di questo tipo, dietro il divertimento è già in attesa un incubo. L’ambientazione, le figure sinistre e i cittadini ambigui sono tutti elementi usati per abbracciare volutamente i cliché degli horror anni ‘80 e ‘90.

The Strangers - Chapter 1, buone intenzioni ma poco coraggio

Atmosfere classiche, ombre e semplicità per The Strangers – Chapter 1

Ciò che distingue The Strangers – Chapter 1 dai suoi predecessori non è la trama elementare e prevedibile, ma il modo in cui costruisce la tensione. A differenza del film del 2008, che giocava sulla suspense pura, qui Renny Harlin opta per un approccio più visivo e atmosferico. Niente jumpscare scontati, il terrore si nasconde dietro le porte socchiuse e nei corridoi bui. Le ombre si muovono appena fuori campo e giocano con lo spettatore. È un “vedo-non vedo” che in parte riesce a coinvolgere con quella sensazione fastidiosa di claustrofobia e ansia.

La fotografia invece, è un’arma a doppio taglio. Se da un lato contribuisce a creare un’atmosfera cupa e minacciosa, dall’altro risulta eccessivamente scura in molte sequenze. Il pubblico quindi fa difficoltà a comprendere cosa stia effettivamente accadendo. La regia fa il suo dovere, con inquadrature strette, movimenti lenti e spazi chiusi, ma manca di guizzi creativi. Lo stile di ripresa rimane molto ancorato a una grammatica visiva troppo scolastica.

The Strangers - Chapter 1, buone intenzioni ma poco coraggio

Personaggi che funzionano a metà e tensione abbastanza dispersa

I protagonisti, Petsch e Gutierrez, reggono abbastanza bene la scena, soprattutto nella prima parte del film. La loro chimica è credibile, e la vulnerabilità dei personaggi è trasmessa con onestà. Tuttavia, man mano che la narrazione procede, le loro azioni diventano sempre meno credibili. Alcune scelte di sopravvivenza risultano forzate, quasi scritte solo per far avanzare la trama, senza una reale coerenza con i personaggi.

Un’occasione mancata è rappresentata dai personaggi secondari, che nella prima parte del film sembrano custodire misteri e potenziale narrativo. Strani e ambigui, svaniscono troppo presto nel nulla, riducendosi a semplici comparse senza peso. Le sequenze d’azione, invece, tentano di alzare il ritmo ma spesso si perdono in coreografie confuse. Anche i momenti di tensione scivolano via senza lasciare il segno.

The Strangers - Chapter 1, buone intenzioni ma poco coraggio

The Strangers – Chapter 1 ha un finale curioso e dei killer quasi memorabili

Un punto a favore del film è senza dubbio il nuovo design dei killer. Le iconiche maschere del trio di assassini tornano, ma con un’estetica più decadente e sporca. Non sono più solo volti nascosti, sono presenze marce e quasi figlie di un mondo in rovina. C’è del potenziale visivo e narrativo in questo restyling, che potrebbe dare vita a sviluppi più interessanti.

Il curioso finale riesce a rialzare le sorti del film per pochi minuti. Non solo lascia spazio per una continuazione, ma riesce anche a costruire un cliffhanger alla maniera delle migliori serie tv. Infatti, la chiusura suggerisce che quanto visto finora era solo l’inizio di qualcosa di più grande. Peccato però, che la parte centrale del film risulti troppo vuota e scontata. Manca il mistero, manca il crescendo narrativo e l’interesse si affievolisce proprio quando dovrebbe esplodere.

The Strangers - Chapter 1, buone intenzioni ma poco coraggio

Il sequel è atteso per l’autunno e qualcuno spera in un miglioramento

The Strangers – Chapter 1 è un horror slasher che si muove con cautela tra passato e presente. Cerca di omaggiare i classici di John Carpenter o di Tobe Hooper, ma fatica a trovare una sua voce originale. La voglia di rinnovare c’è, ma è frenata da una sceneggiatura debole e da personaggi mal gestiti. Il progetto ha però basi solide, ovvero un’estetica decente, una protagonista carismatica e un finale aperto che incuriosisce.

Non a caso, The Strangers – Chapter 2 è atteso per l’autunno di quest’anno e molti sperano in un miglioramento. Infatti, Renny Harlin e il team di Lionsgate voglio provare ad osare davvero. L’intenzione è di scavare più a fondo nei personaggi, rompendo gli schemi del genere. Se tutto questo dovesse essere messo in atto, allora l’intera trilogia potrebbe diventare qualcosa di più di un semplice revival. Per ora, rimane un esperimento imperfetto, ma con qualche piccolo spiraglio di luce.