23 ottobre 2026 Storia Del Cinema

Almanacco del 23 ottobre 2026: Dumbo, Pleasantville, The Last Broadcast, Ang Lee, Sam Raimi, Ryan Reynolds e altre ricorrenze nella storia del cinema

Dumbo, Pleasantville, The Last Broadcast, Ang Lee, Sam Raimi, Ryan Reynolds e altre ricorrenze nella storia del cinema.

Accadde oggi al cinema

1941 – Dumbo spicca il volo a New York

Il 23 ottobre 1941 Dumbo di Ben Sharpsteen tiene la sua première al Broadway Theatre di New York. La distribuzione generale americana arriverà successivamente: quindi il 23 è precisamente il giorno del debutto newyorkese, non una data generica attribuita retroattivamente al film. Disney indica comunque ufficialmente il 23 ottobre come data di uscita del titolo.

È il quarto lungometraggio animato prodotto da Walt Disney e arriva in un momento tutt’altro che tranquillo per lo studio. Pinocchio e Fantasia erano costati moltissimo e non avevano ancora recuperato gli investimenti. Dumbo viene quindi realizzato con una filosofia quasi opposta: 64 minuti, una storia estremamente semplice e un costo di circa 812.000 dollari. Il risultato restituisce finalmente un profitto allo studio.

Il film vince l’Oscar per la colonna sonora di Frank Churchill e Oliver Wallace, mentre Baby Mine viene candidata come miglior canzone. Ma la cosa forse più sorprendente succede qualche settimana dopo: Dumbo arriva vicinissimo a conquistare addirittura la copertina di TIME. Ci torneremo alla fine.

Dumbo - 23 ottobre storia del cinema

1968 – Elvis Presley canta una canzone destinata ad avere una seconda vita trent’anni dopo

Il 23 ottobre 1968 esce negli Stati Uniti Live a Little, Love a Little di Norman Taurog, con Elvis Presley nei panni di Greg Nolan, fotografo costretto a destreggiarsi contemporaneamente tra due lavori e una relazione sentimentale decisamente complicata. Il sito ufficiale di Elvis Presley conferma il 23 ottobre come data di uscita.

Non è certamente uno dei film più importanti della carriera cinematografica di Presley. Contiene però qualcosa destinato a sopravvivergli in modo imprevedibile: A Little Less Conversation.

La canzone viene registrata per il film e pubblicata nel 1968 senza diventare uno dei grandi successi di Elvis. Decenni dopo una versione remixata da Junkie XL la trasformerà invece in un successo internazionale. È uno di quei casi nei quali un elemento quasi secondario di un film mediocre finisce per avere una vita culturale infinitamente più lunga dell’opera che lo conteneva.

1998 – Pleasantville scopre che il colore può essere pericoloso

Il 23 ottobre 1998 apre commercialmente negli Stati Uniti Pleasantville di Gary Ross, con Tobey Maguire, Reese Witherspoon, Joan Allen, William H. Macy e Jeff Daniels. Il film era già passato da festival come Toronto e Austin: il 23 ottobre è quindi la data dell’uscita nelle sale americane, non della prima proiezione assoluta.

Due adolescenti degli anni Novanta vengono risucchiati dentro una sitcom televisiva degli anni Cinquanta nella quale tutto è ordinato, innocente e soprattutto in bianco e nero. Il colore comincia ad apparire soltanto quando gli abitanti di Pleasantville scoprono desiderio, arte, sesso, conoscenza e possibilità di vivere in maniera diversa da quella prescritta.

Quello che potrebbe essere soltanto un virtuosismo visivo diventa così il cuore politico del film. Ogni macchia di colore rappresenta qualcosa che non può più essere rimesso dentro le regole precedenti, e la reazione degli abitanti ancora in bianco e nero assume progressivamente forme sempre meno rassicuranti.

Il film ottiene poi tre candidature all’Oscar, per scenografia, costumi e colonna sonora di Randy Newman.

1998 – Lo stesso giorno, un film arriva nei cinema senza essere mai stampato su pellicola

Il 23 ottobre 1998, mentre Pleasantville entra normalmente nelle sale attraverso New Line Cinema, un film infinitamente più piccolo prova quasi di nascosto a cambiare il modo in cui un film può arrivare in un cinema.

The Last Broadcast di Stefan Avalos e Lance Weiler viene proiettato contemporaneamente in cinque città americane attraverso trasmissione satellitare digitale. Non viene spedita una copia su pellicola: il film viaggia come dati. Wired, quello stesso giorno, presenta l’esperimento come un nuovo capitolo della storia della distribuzione cinematografica.

La cosa diventa ancora più notevole considerando come era stato realizzato: girato in video digitale, montato su normali computer e prodotto, secondo i suoi autori, con circa 900 dollari. Il BFI lo identifica nella propria cronologia del cinema digitale come il primo film girato e distribuito digitalmente.

Il film in sé è un falso documentario horror su una troupe televisiva che entra nei boschi del New Jersey alla ricerca del Jersey Devil. Arriva un anno prima dell’esplosione di The Blair Witch Project e utilizza anch’esso immagini apparentemente amatoriali, testimonianze, materiale televisivo e registrazioni ritrovate.

Ma la vera rivoluzione quel 23 ottobre non è dentro il film. È tra il film e lo schermo.

Oggi inviare un file digitale a una sala sembra banale. Nel 1998 significava dimostrare che, almeno teoricamente, un film poteva essere girato, montato, distribuito e proiettato senza che esistesse mai una copia cinematografica tradizionale.

2009 – Antichrist arriva nelle sale americane

Il 23 ottobre 2009 comincia la distribuzione cinematografica statunitense di Antichrist di Lars von Trier, con Willem Dafoe e Charlotte Gainsbourg. È importante precisare il mercato: il film aveva debuttato mesi prima a Cannes ed era già uscito anche in Italia il 22 maggio. Negli Stati Uniti IFC Films lo apre invece inizialmente in appena sei cinema.

È probabilmente uno dei film di von Trier che più chiaramente dividono il pubblico tra repulsione e fascinazione. Una coppia devastata dalla morte del figlio si ritira in una baita nel bosco nel tentativo di elaborare il trauma; da quel punto il film procede invece verso un universo in cui dolore, sesso, colpa, natura e violenza sembrano alimentarsi reciprocamente.

Commercialmente negli Stati Uniti rimane minuscolo — poco più di 400.000 dollari complessivi — ma la quantità di discussioni prodotte dal film è enormemente superiore alle sue dimensioni distributive.

2020 – Borat torna senza passare dalle sale

Il 23 ottobre 2020 arriva su Prime Video Borat Subsequent Moviefilm di Jason Woliner. Sono trascorsi quattordici anni dal primo film e Sacha Baron Cohen torna nei panni del giornalista kazako Borat Sagdiyev in un’America completamente diversa, nel mezzo della pandemia e a pochi giorni dalle elezioni presidenziali statunitensi.

Amazon confermò il lancio globale su Prime Video e registrò decine di milioni di stream nel weekend d’apertura. La data del 23 ottobre riguardò anche l’Italia.

La sorpresa del film è soprattutto Maria Bakalova, praticamente sconosciuta al grande pubblico internazionale prima di interpretare Tutar, figlia di Borat. Arriverà fino alla candidatura all’Oscar come miglior attrice non protagonista; il film riceverà anche una candidatura per la sceneggiatura adattata.

È anche un perfetto documento della distribuzione cinematografica del 2020: un sequel di un grande successo da sala viene acquistato da una piattaforma e lanciato simultaneamente nelle case di gran parte del mondo. Un’eccezione provocata dalla pandemia che, pochi anni dopo, apparirà molto meno eccezionale.

Nati il 23 ottobre nella storia del cinema

Il 23 ottobre 1954 nasce a Taiwan Ang Lee, uno dei registi che più difficilmente possono essere rinchiusi dentro un genere o perfino dentro una cinematografia nazionale. Da Il banchetto di nozze e Mangiare bere uomo donna passa a Ragione e sentimento, La tigre e il dragone, Hulk, Brokeback Mountain e Vita di Pi. Diventa inoltre il primo regista asiatico a vincere l’Oscar per la regia, grazie a Brokeback Mountain, e ne vincerà un secondo con Vita di Pi. Nel 2026 compie 72 anni.

Cinque anni dopo, il 23 ottobre 1959, nasce nel Michigan Sam Raimi. Con pochissimi mezzi, Bruce Campbell e The Evil Dead costruisce all’inizio degli anni Ottanta uno dei nuovi linguaggi dell’horror americano; dopo Evil Dead II, L’armata delle tenebre, Darkman e A Simple Plan, Hollywood gli affida Spider-Man. La trilogia con Tobey Maguire contribuirà in maniera decisiva a trasformare il cinecomic nel blockbuster dominante del nuovo secolo.

Il 23 ottobre 1976 nasce a Vancouver Ryan Reynolds, che nel 2026 festeggia quindi 50 anni. Dopo una lunga serie di commedie e tentativi non sempre fortunati nel cinema d’azione e nei supereroi, trova in Deadpool il personaggio praticamente costruito sulla sua velocità verbale e sulla capacità di rivolgersi direttamente allo spettatore.

Il 23 ottobre 1986 nasce a Londra Emilia Clarke, che oggi compie 40 anni. La notorietà mondiale arriva con Daenerys Targaryen in Game of Thrones, ma al cinema entra contemporaneamente in due delle più grandi mitologie della cultura pop: interpreta Sarah Connor in Terminator Genisys e Qi’ra in Solo: A Star Wars Story.

Infine il 23 ottobre 1994 nasce Margaret Qualley, figlia di Andie MacDowell. Dalla danza e dalla moda passa alla recitazione e nel giro di pochi anni attraversa The Nice Guys, C’era una volta a… Hollywood, Povere creature!, Kinds of Kindness e The Substance, oltre alle serie The Leftovers e Maid.

Ci hanno lasciato oggi

Il 23 ottobre 1950 muore a San Francisco Al Jolson, 64 anni. La sua figura oggi richiede necessariamente due letture contemporanee. Da una parte è uno degli entertainer più importanti dell’America della prima metà del Novecento e il protagonista di The Jazz Singer del 1927, film che contribuì in maniera decisiva all’affermazione del sonoro. Dall’altra, una parte fondamentale della sua iconografia è legata al blackface, pratica razzista della tradizione minstrel americana che appare anche nel film.

The Jazz Singer non fu letteralmente “il primo film sonoro”, formula con cui viene spesso riassunto. La Library of Congress lo definisce più precisamente il primo lungometraggio a includere sequenze di dialogo parlato sincronizzato. Gran parte del film è infatti ancora muta, ma bastano quelle brevi sequenze a dimostrare a Hollywood che il pubblico vuole sentire gli attori parlare.

Il 23 ottobre 1952 muore a soli 31 anni Susan Peters, una delle giovani attrici sulle quali MGM aveva puntato durante gli anni Quaranta. Per Prigionieri del passato – Random Harvest aveva ottenuto una candidatura all’Oscar come non protagonista.

La sua carriera era stata spezzata il primo gennaio 1945 da un incidente durante una battuta di caccia: un fucile esplose accidentalmente e il proiettile lesionò la colonna vertebrale, lasciandola paralizzata dalla vita in giù. Peters continuò comunque a lavorare in radio, teatro, cinema e televisione, arrivando a interpretare nel 1951 una protagonista in sedia a rotelle nella serie Miss Susan.

Il 23 ottobre 2009 muore a New York Lou Jacobi, 95 anni, uno di quei caratteristi il cui volto sembra appartenere contemporaneamente a decine di film. Aveva interpretato Mr. Van Daan a Broadway in Il diario di Anna Frank e aveva ripreso lo stesso ruolo nell’adattamento cinematografico del 1959. In seguito sarebbe passato da Irma la dolce a Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso… di Woody Allen, Arthur e Avalon.

La frase del giorno

“L’obiettivo è semplice: stiamo solo cercando di spaventare la gente”.

Sam Raimi, parlando con il Los Angeles Times nel 2016 del motivo per cui l’horror può funzionare anche con budget molto piccoli.