Almanacco Cinema presenta: l'intervista al padre di Marissa Bode di Wicked

Le interviste: Wicked, una favola dentro la storia. Parla il padre di Marissa Bode

In esclusiva, noi di Almanacco Cinema siamo riusciti ad intervistare Sean, padre di Marissa Bode che in Wicked interpreta il personaggio di Nessarose.

“Camminare nelle scarpe degli altri” è un modo di dire della cultura anglo-americana, che noi italiani abbiamo tradotto con “mettersi nei panni di qualcuno”, ovvero sia empatizzare con l’Altro, capirne i punti di vista, il vissuto, i sentimenti, la storia. Calarsi nei panni del personaggio, anche, per parlare in termini artistici.

Così ad esempio un attore, quando comincia a studiare un ruolo, cercherà inizialmente di capire quali sono le caratteristiche principali del personaggio che dovrà interpretare, partendo da quei punti in comune che ha col personaggio, per poi arrivare a quelli da cui si discosta completamente. Tenendo conto che, molto spesso, il nostro opposto è, in realtà, più simile a noi di quanto crediamo.

Ed è proprio questo che racconta Wicked: l’empatia con il nostro opposto, grazie alla quale è possibile empatizzare con l’Altro, e, soprattutto, COMUNICARE con lui. Certo, fare questo non è sempre semplice, ed ecco che il concetto di “scarpa” è fondamentale a rendere l’idea: perché indossare una giacca, sia che essa sia troppo larga o troppo stretta, è semplice. Ma camminare con una scarpa della misura sbagliata ci porrà in una situazione di disagio, facendoci davvero sentire ciò che l’altro sente, vivere ciò che l’altro vive.

Nelle fiabe, poi, dove i protagonisti viaggiano di regno in regno, i piedi sono in un certo senso “indispensabili”: in Cenerentola, Scarpette rosse, Il gatto con gli stivali, sono le scarpe a creare la magia, e a segnare il destino di questi personaggi. Lo stesso succede con le mitiche scarpette d’argento di Dorothy, appartenenti in realtà (come ci mostra Wicked) alla mamma di Elphaba e Nessarose.

“Le scarpe d’argento hanno poteri prodigiosi. Una delle loro qualità più curiose è che possono portarti in qualsiasi posto del mondo in soli tre passi e ogni passo avrà la durata di un battito di ciglia. Non devi far altro che battere tre volte i tacchi e comandare alle scarpe di portarti ovunque tu voglia andare” sono le parole di Glinda nel Mago di Oz, quando descrive la magia delle scarpe.

Valentina Ferranti, antropologa, ha suggerito un’interessante lettura a spiegare questo passaggio: “Possono portarti in qualsiasi posto del mondo (…) Ecco che le scarpe svelano la loro potenza simbolica: sono un lasciapassare, un elemento fondante che permette di camminare sulle proprie gambe e agire nella realtà”. Analogamente “everyone deserves a chance to fly”: sono le parole di Elphaba, che concludono Defying Gravity a fine film.

Ciascuno è libero di essere artefice del proprio destino. E quelle scarpe sono il simbolo che consente alle “streghe” come Elphaba e Nessa (e a tutte le “streghe” della storia che hanno voluto “camminare con le proprie gambe” e dare voce al proprio pensiero) di seguire il proprio sentiero. Quando questa possibilità, poi, accade non solo su carta, ma anche nella vita, la cosa diventa meravigliosa.

È proprio Nessarose, non a caso, la prima ad indossare le scarpette d’argento, il primo elemento magico in assoluto ad apparire nel film.

La magia dello schermo

Siamo in un periodo culturale in cui impera il concetto di “woke culture”, e ormai nei grandi film sembra essere fondamentale l’inclusione razziale, o quella dell’inserimento, in sceneggiatura, di ruoli pensati per la comunità LGBT, o per la conversione di ruoli originariamente nati per eterosessuali (o, usando il termine forse più corretto, cis-gender) trasformati in personaggi fluidi o bisex o con una identità sessuale non definita.

Eppure, questa propensione alla diversità che, a volte, diventa più eccessiva che effettiva, spesso sembra dimenticare quelli che davvero sono i passi davvero importanti. Cosa che, invece, non ha trascurato la produzione di Wicked, che per la prima volta affida un ruolo principale ad una interprete sulla sedia a rotelle.

Il ruolo di Nessarose Thropp, sorella della protagonista Elphaba, è stato infatti affidato a Marissa Bode, giovane interprete che ha perso l’uso delle gambe in seguito ad un incidente accaduto all’età di 11 anni; fatto che non ha impedito all’attrice di perseguire la sua passione e i suoi studi nel campo della recitazione e del musical.

Marissa ha recitato sin dall’età di otto anni in piccole produzioni locali di musical come La piccola bottega degli orrori, Peter Pan, e Mary Poppins. Quindi, nel 2021, ha scritto, prodotto e diretto il suo primo film cortometraggio, dal titolo You’re Adorable, in concorso al Wisconsin Film Festival. Quando le venne affidato, nel 2022, il ruolo di Nessarose, per lei fu una doppia vittoria: “To be that representation for not only disabled people but disabled people of colour is so exciting and so surreal”, furono le sue parole.

La questione davvero importante, qui, è che Marissa avrà la possibilità non solo di rappresentare una categoria di persone, ma di donare maggiore verità alle emozioni di un personaggio che, esattamente come lei, si trova a vivere su una sedia a rotelle, con tutto ciò che questo comporta, con le difficoltà dell’essere spesso messe da parte, di essere respinte dal ragazzo che si ama (allerta spoiler Wicked 2), di dover scegliere tra bene e male.

Intervista a Sean Bode, papà di Marissa Bode, interprete di Nessarose nel film ormai cult Wicked

Noi di Almanacco Cinema abbiamo avuto l’interessante opportunità di parlare con Sean Bode, padre di Marissa, che ci ha raccontato qualcosa in più sulla storia di Marissa, di quale sia stato il suo percorso umano e professionale prima di approdare in questo importante set e di compiere il primo passo verso la realizzazione della propria favola personale.

Sean, da ciò che ho letto sul web, tu sei stato il primo a dirigere Marissa in una regia cinematografica (ndt: il cortometraggio No Roles Written), in seguito al suo incidente. Com’è stata quell’esperienza?

“Ho chiesto a Marissa alcuni suggerimenti per la stesura della sceneggiatura di No Roles Written, poiché si basava sulle sue esperienze. Ho avuto una troupe molto valida che ha condiviso appieno il messaggio di Marissa riguardo alle difficoltà che hanno nel recitare ne persone con disabilità. Paige Brien era la mia producer e ha lavorato molto bene con Marissa. Il lavoro con lei e gli altri attori è stato buono. Comunque è stato reciproco, e la situazione si è invertita, perché anche Marissa ha diretto me: ha realizzato un paio di brevi video e mi ha avuto come uno dei suoi attori. Quando vuole che qualcosa venga fatto, è piuttosto determinata!”.

Il film Wicked è stato, da tanti punti di vista, una vera sorpresa. È già molto difficile che un film ispirato ad un musical di Broadway possa rendere, sullo schermo, in modo più spettacolare e “magico” rispetto alla performance teatrale; qui succede, ma non solo: sembra che questo film sia piaciuto anche a coloro che normalmente non amano il genere musical-theatre. Mi piacerebbe che ci raccontassi tu la tua esperienza con Wicked, fin da quando Marissa è stata presa nel cast, e il tuo coinvolgimento durante tutto il processo.

Ammetto di non aver mai visto la versione on stage di Wicked, mentre mia moglie e Marissa sono andate a vederlo anni fa, quando era in scena all’Overture Center di Madison, Wisconsin. Tutto ciò che sapevo della storia, fino a quel momento, era che le due protagoniste, Elphaba e Galinda, alla fine diventano amiche. Quando Marissa ha fatto il provino per il film, mi ha spiegato lei il personaggio di Nessarose e la sua importanza nella trama.

Prima dell’audizione per Wicked, avevo già aiutato Marissa con altre audizioni tramite riunioni Zoom: lei mi inviava copie della sceneggiatura e io le leggevo le battute degli altri personaggi. Quando mi ha parlato dell’audizione per Wicked, era piuttosto convinta che voleva che questo provino venisse bene. Quindi ho preso due ore di ferie dal lavoro per aiutarla a leggere la parte. Nel giro di poche ore, ha ricevuto una chiamata dal suo agente per un call back. Per la successiva settimana e mezzo, ha avuto diversi altri call back prima con Jon Chu, il direttore del casting, poi con il suo agente e altri.

Dopo l’ultimo call back, ha pensato di non avere ottenuto il ruolo. Inoltre, stava lavorando al JAMS Boys and Girls Club di Santa Monica e il suo supervisore preferito se ne stava andando. Questo la rattristò e decise di realizzare un breve video per distrarsi. Poiché era ottobre e stava iniziando il periodo di Halloween, ha realizzato un cortometraggio sulla stregoneria e lo ha pubblicato su Instagram. Jon Chu lo vide e decise di usarlo quando le offrì il ruolo. Cinque giorni dopo, Marissa ci telefonò, piangendo di gioia, per aver ottenuto la parte di Nessarose, e … beh, eccoci qua”.

Il casting di questo film è stato fatto con una speciale accuratezza. Ogni personaggio sembra comunicare una propria “verità”. Glinda, Elphaba… e Nessarose. Marissa, sullo schermo, dà la sensazione di utilizzare la propria vita per rendere il proprio personaggio. Tu cosa ne pensi?

“Non c’è nessuno migliore di una persona con disabilità per interpretare questo personaggio, e il fatto che, prima d’ora, il ruolo non sia stato interpretato da una persona con disabilità, dice molto riguardo all’ esclusione delle persone disabili nel mondo dell’arte, sia sul palcoscenico che al cinema. L’ interpretazione di Nessarose fatta da Marissa rende più autentico e aggiunge profondità al personaggio, e questo chiaramente si vede, sia nella sceneggiatura che sullo schermo”.

Oggi i media usano (e spesso abusano) il termine “cultura woke”, per indicare che la cultura cinematografica deve essere in tutti i sensi “inclusiva”. Ma questo non è del tutto vero, spesso. Nessarose è un vero successo, perché è un ruolo che -affidato a Marissa- dimostra come una persona con disabilità può essere un performer di musical. A tuo parere quale importanza può rappresentare?

È davvero importante che persone con background molto diversi siano tutte rappresentate in modo equo. Gli Stati Uniti sono spesso definiti un melting pot, ma in questo nuovo clima politico questa percezione sembra essere ignorata da molti, ed è molta la gente che si rifiuta di conoscere gli altri.

Il ruolo di Marissa è estremamente importante per la comunità dei disabili e l’effetto si vede già. Sia lei che la nostra famiglia hanno ricevuto così tante risposte positive riguardo la sua importanza rappresentativa, e speriamo che questo apra le porte ad altro e ad altri, sia nel cinema che nelle nostre comunità”.

Wicked è (o dovrebbe essere) una sorta di prequel della storia narrata nel Mago di Oz. In quest’ultimo, Dorothy è una giovane ragazza che cerca un luogo dove rifugiarsi, per fuggire da una realtà in bianco e nero e trovare un luogo che la accolga, colorato di tutti i colori dell’arcobaleno. In Wicked, il colore verde della pelle di una giovane donna e il fatto che gli animali sappiano parlare è un problema nel regno di Oz. In questo mondo, cosa accade invece, e quali sono i “colori” che creano un problema?

“Beh, questa sì che è una domanda interessante! Nel Mago di Oz, il mondo di Oz di Dorothy è un sogno, mentre il mondo dai colori vivaci è solo idealistico. Quando il libro fu pubblicato, inizialmente, conteneva quelli che erano alcuni commenti politici dell’epoca. Con Wicked, Elphaba e gli animali rappresentano la lotta contro l’autoritarismo. Il colore verde può significare “vita” e “salute”, come nelle piante e nella natura. Può essere calmante. Può anche significare “andare” o “azione”, proprio come il semaforo verde qui negli Stati Uniti. Per questo motivo, la pelle di Elphaba può rappresentare azione o progresso“.

Un progresso di cui, speriamo, questo film e l’azione intrapresa da persone come Marissa e Sean Bode siano solo i primi passi, e che la cultura woke non sia più soltanto qualcosa di abusato ed eccessivo, e questo nostro mondo non sia più soltanto idealistico, ma la magia del diverso sia reale, e ogni colore e ogni “scarpa” possano essere accettati.