A real pain

A Real Pain e non solo: la Top Ten dei film sul lutto

A Real Pain è solo l’ultimo di tanti film che hanno affrontato il tema della perdita e la sua elaborazione. Ecco la Top Ten dei migliori film sull’argomento.

Vai al cinema noi sei solo: portare sullo schermo un dolore grande come la perdita di una persona cara fa da catalizzatore.

La cinematerapia, la medicina in una Top Ten

Anche un film può nel suo piccolo aiutare nell’elaborazione.

Infatti l’azione di vedere su un grande schermo la propria esperienza vissuta da altre persone può far prendere coscienza e provocare quasi una catarsi.

Questo è più un elenco che una classifica, un percorso per aiutare il animo, in una montagna russa d’emozioni.

A Real Pain, al vertice della Top Ten

Lo mettiamo al primo posto perché è il più recente, ma anche perché è effettivamente ben riuscito nella sua semplicità.

Uscito quest’anno per la regia di Jesse Adam Eisenberg, si tratta di un film-viaggio: Benji e David Kaplan, due cugini un tempo molto uniti ma ora distanti, vanno in Polonia per riscoprire le proprie radici ebraiche, finanziati dall’eredità della nonna.

Le loro personalità opposte generano tensioni: Benji è impulsivo e senza filtri, mentre David è riservato e pragmatico.

Il racconto risulta familiare, strutturato e prevedibile, però è realizzato con cura. Trasmette un significato più profondo, che ogni spettatore può interpretare in modo personale.

Resta comunque una commedia indipendente leggera, ben recitata e incentrata sulle dinamiche umane.

Love Life

Girato dal regista giapponese Kōji Fukada nel 2022 e presentato l’anno precedente alla Mostra del Cinema di Venezia.

La narrazione ruota attorno a un tragico incidente e alla perdita prematura di un figlio, il tutto raccontato attraverso la sensibilità del cinema giapponese, caratterizzato da un’emozione trattenuta ma profondamente dolorosa.

Taeko e suo marito Jirō conducono una vita tranquilla insieme al figlio Keita. Tuttavia, la morte improvvisa del bambino a causa di un incidente domestico riporta nella loro esistenza il padre biologico del piccolo, un uomo sordo e senzatetto che era scomparso da tempo.

Attraverso distacchi e riavvicinamenti, silenzi significativi e dettagli toccanti, il film dipinge con delicatezza il difficile percorso di elaborazione del dolore, da cui nessuno può uscire indenne.

La stanza del figlio

Il tema della perdita di un figlio era stato affrontato anche da Nanni Moretti nel 2001.

Giovanni (Nanni Moretti) è uno psicoanalista, padre e marito affettuoso.

Durante un’immersione il figlio Andrea muore, lasciando un vuoto insopportabile e scatenando una profonda crisi, personale e familiare.

Grazie a lettera, scritta e inviata da un’amica di Andrea, un pezzo alla volta il dolore si ricompone e si affronta.

La stanza del figlio è un film intenso e struggente, che racconta il difficile percorso di elaborazione del lutto.

Estranei

In Estranei, film del 2023 di Andrew Haigh, Adam è uno sceneggiatore alle prese con un blocco creativo.

Per fuggire dalla sua crisi e dalla sua timidezza che gli ha anche impedito di intessere un rapporto con un affascinante vicino, torna a Croydon, nella casa dei suoi genitori, morti in un incidente stradale quando lui aveva dodici anni.

Inaspettatamente ad accoglierlo trova sua madre, rimasta identica a trent’anni prima.

Ricuce così il legame con i suoi genitori, tra mille sorprese.

Il libro è tratto dal romanzo dello scrittore giapponese Taichi Yamada e si vede: è una storia di recupero di momenti intimi, in maniera introspettiva, costruita su silenzi e rimpianti inespressi arricchita dalla paura di mostrarsi per ciò che si è davvero.

Dolore che si trasforma in rinascita e nell’accettazione di sé.

Al di là dei sogni

Nel 1998 Robin Williams ci fece piangere e non poco con la sua interpretazione nel film del regista Vincent Ward.

Al di là dei sogni è un film fantasy-drammatico dai tratti danteschi.

Chris e Annie sono una coppia felice, con tutto ciò che si possa desiderare: benessere, stabilità e due figli. Ma la loro vita viene sconvolta da una tragedia quando i bambini muoiono in un incidente.

Da quel momento, il dolore non ha più fine. Lui muore e finisce in paradiso, mentre lei, sopraffatta dalla disperazione, si toglie la vita ed è condannata all’inferno.

Tuttavia, il loro legame è troppo forte per essere spezzato. Lui non si arrende e decide di scendere a cercarla. Quando finalmente la trova, l’amore dimostra di essere più potente di qualsiasi barriera.

Amore, morte, reincarnazione, arte: tutti elementi che rendono davvero speciale questo film.

La fontana della vergine, un classico nella Top Ten

La vendetta è alla base del film del 1960 di Ingemar Bergman con Birgitta Pettersson, Gunnel Lindblom, Max von Sydow, Birgitta Valberg.

La fontana della vergine è ambientato nella Svezia medievale.

Töre, un proprietario terriero, chiede a sua figlia Karin di portare dei ceri alla Madonna, un compito che la tradizione riserva a una giovane vergine. Karin è accompagnata dalla serva Ingeri, ma durante il viaggio un gruppo di briganti la violenta e la uccide, mentre Ingeri non interviene, spinta dall’invidia nei confronti della ragazza.

I briganti, durante la loro fuga, cercano rifugio per la notte proprio presso la casa di Töre, il padre di Karin. Dopo aver mangiato, offrono alla madre di Karin la veste della figlia morta. I genitori capiscono rapidamente la verità su quanto accaduto e cominciano a pianificare la loro vendetta.

Soul

Nella Top Ten non poteva mancare un’opera Disney-Pixar.

L’aldilà come riscatto in Soul, film di animazione 2020 diretto da Pete Docter e Kemp Powers.

Joe aveva sempre sognato di diventare un musicista jazz ma si ritrova, senza molta voglia, a insegnare musica nelle scuole medie.

Dopo una morte improvvisa, finisce per aiutare un’altra anima a scoprire la sua vera passione e a scoprire le risposte alle domande più importanti della vita, in un avventuroso viaggio tra le strade di New York a altre galassie.

Il film ha vinto 7 Annie Award, 2 Bafta e 2 Oscar: uno per il miglior film d’animazione e l’altro per la miglior colonna sonora, realizzata da Trent Reznor e Atticus Ross per le parti elettroniche e da Jon Batiste per quelle jazz.

Dick Johnson is dead

Intenso documentario del 2020 diretto da Kirsten Johnson trasmesso dalla piattaforma Netflix.

La regista esplora la malattia del padre Richard affetto da demenza.

Immagina e rappresenta diverse possibilità su come potrebbe morire, da una caduta dalle scale a una ferita al collo.

Il padre partecipa a questa rappresentazione con un umorismo nero, mettendo perfino in scena il suo stesso funerale.

Netflix film in top ten

La regista ha dichiarato che l’idea le è venuta grazie a un sogno in cui “c’era un uomo in una bara che si alzava e diceva: ‘Sono Dick Johnson e non sono ancora morto'”.

Quando ha proposto l’idea al padre gli ha chiesto: “Papà, e se facessimo un film in cui ti facciamo morire ripetutamente fino a che non muori davvero?” E lui ha riso.

Il film ha vinto il Premio Speciale della Giuria al Sundance 2020.

Always – Per sempre

Remake del film Joe il pilota, film del 1943 diretto da Victor Fleming e con protagonista Spencer Tracy, Always – Per sempre segna il ritorno nel 1989 della collaborazione tra Steven Spielberg e Richard Dreyfuss, che avevano già lavorato insieme con grande successo negli anni ’70 in Lo Squalo (1975) e Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977).

Pete Sandich è un pilota di aerei antincendio che vive felicemente con Dorinda, la donna che ama.

Durante una missione perde la vita a causa di un’esplosione del serbatoio.

Nel dopo vita, Pete diventa un angelo e incontra Hap, un altro spirito che lo incarica di vegliare su Dorinda e su Ted Baker, un giovane aviatore che prenderà il suo posto. Ted però è anche intenzionato a conquistare il cuore di Dorinda, che nonostante tutto continua a pensare a Pete. Questo crea conflitto, con Pete che cerca di ostacolare il rapporto tra i due.

Attraverso la metafora del volo il film ragiona sull’amore e sul vuoto che lascia la perdita degli affetti. Attraverso il fantastico tocca temi umani i desideri e le pulsioni che sono alla radice delle emozioni.

Magnifica ultima interpretazione di Audrey Hepburn.

Coco, chiusura in dolcezza per la Top Ten

19º lungometraggio realizzato da Pixar, uscito nel 2017 insieme a Cars 3: si tratta della seconda volta in cui due film della Pixar sono stati rilasciati nello stesso anno.

Diretto da Lee Unkrich e co-diretto da Adrian Molina, narra della storia di Miguel, un giovane ragazzo messicano che in maniera molto rocambolesca si ritrova nel mondo dei defunti. Qui, cerca il supporto del suo trisavolo musicista per riuscire a tornare nel mondo dei vivi e ottenere l’approvazione della sua famiglia riguardo la sua passione per la musica.

Ispirato alla tradizione messicana del Día de los Muertos, il film è a tratti commovente e poetico ma anche molto divertente e manda un messaggio positivo sui legami famigliari, sui propri sogni per i quali bisogna sempre lottare, sull’importanza del ricordo e su un argomento per il quale la società occidentale ha un tabù insormontabile quando si tratta di spiegarlo ai bambini: la morte.

Anche visivamente è un balsamo per gli occhi: colori sgargianti e animazione perfetta rendono questo lungometraggio d’animazione uno dei più riusciti in casa Disney-Pixar.

Lo abbiamo collocato in coda a questa Top Ten proprio per la sua carica positiva e di immensa dolcezza.

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