5 motivi per vedere il Superman di Gunn finché è in sala

5 motivi per vedere il Superman di Gunn finché è in sala

5 bei motivi (senza fare spoiler) per scegliere di dare una possibilità al Superman di James Gunn finché è ancora al cinema. Anche se dovesse farvi schifo.

 

Siete indecisi se spendere o no i soldi del biglietto per andare a vedere questo nuovo Superman? Un Superman fresco, giovane e che ha diviso la critica fin dal primo giorno. Potreste avere quindi il dubbio riguardo a quale amico e testata dare retta.

Oltre che consigliare di giudicare sempre con la vostra testa, noi cercheremo di offrirvi un ulteriore supporto con 5 motivi per cui dare una possibilità a questo Superman finché è ancora in sala.

 

Questa non sarà affatto la recensione del film, ma nient’altro che un invoglio (senza spoiler) siccome il film ci ha convinto particolarmente.

Poi se state solo aspettando i Fantastici 4 e non volete dare soldi alla concorrenza, è un altro paio di maniche.

 

Il fattore sala

 

Vedere un film al cinema è sempre un’esperienza magica. Un’esperienza  che (soprattutto per noi di Almanacco Cinema) ci ha fatto amare quest’arte. La maestosità dello schermo e i particolari che solo lì si possono rilevare, l’odore di pop corn, il suono avvolgente, il fatto di condividere la visione con altre persona aventi lo stesso interesse. Non è per forza sempre così: le sale non sono tutte uguali e nemmeno tutti i clienti.

Questo, però, è uno di quei film che vanno visti in sala. In una società che ci vuole sempre meno mobili e socializzanti, questa è un’esperienza perfetta da fare con amici, famiglie o parnter. Tornare bambini con il film, commentarlo, magari mangiarsi una pizza insieme dopo.

 

Anche se il film dovesse farvi schifo. Lo farà probabilmente per l’assurdità e perciò comunque in qualche modo vi divertirete. Di certo non vi ammorberete come per L’uomo d’acciaio. Un’esperienza che culminerà alla perfezione con quel Punkrocker dei Teddybears, una cosa 100% Gunn.

 

Prove di Justice League

 

E’ un progetto, poi, quello di questo nuovo universo targato James Gunn che merita senz’altro un po’ di fiducia dagli incassi in sala. Gunn lo ha sempre detto: storie autonome con un fascino autonomo.

Tutt’altra storia rispetto alla grande manovra di marketing della Marvel, che va avanti ormai da anni, e che ti costringe a vedere anche storie che normalmente non ti interesserebbero (e spesso di fattura più scadente) solo per poter comprendere anche le altre. Se non è una truffa è marketing allo stato puro. Basti pensare a No Way Home o Endgame. Si è arrivati ultimamente ad un punto in cui di certi film si aspettavano soltanto le scene post-credit, come per Thor: Love & Thunder o The Marvels. Scherziamo?

 

I tanti personaggi di contorno potrebbero spaventare ma, anche se non tutti sono proprio super-essenziali o approfonditi, ognuno si ritaglia il proprio giusto spazio nella storia. Non è comunque un film corale, alla Guardiani della galassia, questo va chiarito.

 

Il miracolo di Gunn sta nell’aver riacceso l’interesse per questo mondo e questi eroi, dopo i disastri del DCEU. Questo superman più giovane e scanzonato risulta molto più simpatico anche dell’ottimo Cavill. Ma soprattutto nell’essere riuscito a far nascere quella sensazione, arrivati a fine film, di volerne ancora.

Vedendo comunque la Justice Gang di questo film, l’idea di una vera e propria Justice League diretta da James Gunn alletta eccome.

 

 

Superman, il potente trailer rilancia l’uomo d’acciaio

La politica di questo Superman

 

Ogni nostra scelta è politica, ed ogni opera artistica ne per questo una. Quella di Gunn è molto chiara.

Da classico “boyscout patriottico” il suo Superman diventa un eroe per i popoli e gli indifesi, non un’ennesima estenzione dello strapotere statunitense. Kal-El più volte nel film lo ribadirà e prenderà le distanze dalla semplice rappresentanza degli USA.

 

Un Superman estremamente calato nella modernità e quindi c’è anche un grosso riferimento alle situazioni Israele-Palestina e Russia-Ucraina. Situazioni che Gunn tratta con un enorme dito medio antimilitarista. Verde.

 

Anche il modo in cui vengono trattate le donne è molto bello. Non sono le donne forti antipatiche, ma neanche le donzelle da salvare o interamente dedite al proprio uomo. Soprattutto, ovviamente, Lois Laine. Perfino l’omosessualità viene normalizzata in questo film, seppur con un unica linea di dialogo di Lex Lutor. Molto meglio rispetto ad un Deadpool & Wolverine che, senza neanche volerlo, ci dice che sia ancora un taboo ed una cosa di cui ridere.

 

E poi una delle macro-tematiche riguardanti Kal-El: il razzismo e l’immigrazione. Non a caso è chiamato più volte “Il kriptoniano”. Un Superman che, più che travestirsi da umano, dimostra e rivendica la sua natura umana. Una natura umana che è la chiave di volta del suo potere.

 

Ovviamente Trump tutte queste cose o non le a capite o non gliele hanno proprio dette, perciò ha fatto pubblicare una foto di questo Superman con la sua faccia applicata sopra. Strano per un personaggio che di solito non dice assurdità.

 

 

La rottura dello schema fisso della narrazione supereroistica 

 

Comunque sia, questo è un film che trasuda James Gunn da tutti i pori. Dalla luce al kaiju, dai piani sequenza in stile Guardiani della galassia fino proprio a questo tipo di politica. 

 

Superman

 

La narrazione in medias res potrebbe disorientare gli spettatori meno attenti, ma la sceneggiatura del film ricamerà perfettamente tutta la storia. Per gli appassionati, è risparmiata la solita storia delle origini. Per le prime volte, comunque non restano orfani della storia del personaggio di Superman.

 

E’ da decenni che i film di supereroi ci raccontano sempre la stessa storia. Presentazione personaggi – scoperta del potere – il supereroe picchia – il supereroe le prende – siccome il film deve finire il supereroe stavolta vince.

 

Questo superman, invece, inizia dalla prima sconfitta e ci presenta un eroe che le prende dall’inizio alla fine. Ma, oltre ad esserci un motivo preciso, le prende perché più che un superman wrestler è un superman che si preoccupa di salvare letteralmente tutti. Un Superman che salva, ma che per primo ha bisogno di essere salvato.

 

E’ lampante che Gunn non voglia un film epico e maschio. Tuttavia, il film è comunque ricco di scene che sono destinate a diventare iconiche. Basti pensare a quella con il bambino. Vedete il film e senz’altro capirete.

Krypto

 

Il cagnolino è la firma definitiva di Gunn per il suo Superman, ispirato al suo vero trovatello. Una firma che può avere il rovescio della medaglia di presentarsi forse un po’ troppo.

Però c’è poco da dire è “cuccioloso”, dolce,  fa morire dal ridere ed è anche fatto da Dio.

Interamente fatto in CGI (un’ottima CGI, come per Rocket Racoon) perché, per tutte le scene d’azione in cui è protagonista, il passaggio tra cane vero e CGI sarebbe stato fin troppo visibile e straniante. Meglio farlo da 0, ma bene dall’inizio alla fine.

 

A Gunn piace scrivere sceneggiature semplici, ma ricche di elementi elementi emotivi e personaggi, in cui tutti i puntini possano ricollegarsi. Ed ecco, quindi, che sul finale c’è anche una bella sorpresa che riguarda proprio Krypto e che fa capire il perché del suo comportamento assolutamente fuori controllo, ma allo stesso modo adorabile.