Animazione e cinema dal vero, come lo chiama il maestro Bruno Bozzetto, sono state considerate arti parallele, e soli in pochi hanno pensato di incrociarle.
In un’annata cinematograficamente sorprendente e senza precedenti come quella che il 2026 si confermerà essere alla fine della stagione, ci sono ovviamente delle categorie di opere che hanno trovato ben poco spazio nel tempo del pubblico. Se l’horror è diventato un punto centrale della distribuzione, c’è un genere – se si può definire così – che si porta avanti strascichi del passato.
L’animazione sembra essere arrivata al punto in cui deve affidarsi ai suoi grandi franchise per riuscire a fare breccia tra gli spettatori. Toy Story 5, Zootropolis 2, Shrek e quant’altro. E ancora conviviamo con la costante opinione che il cinema d’animazione e il cinema dal vero siano due arti parallele ma che non si incrociano. E non è proprio così. Anche il prossimo Coyote vs. Acme ce lo dimostrerà.
Fantasia
A fine anni ’30, quando Walt Disney si avvicinava politicamente verso un paese dell’Europa occidentale, la Disney era preoccupata per ogni suo progetto. Se già Biancaneve e i sette nani era un insuccesso preannunciato dai lavoratori interni, Fantasia sembrava un qualcosa di impossibile per il pubblico. Dieci registi diversi, musica classica, no dialoghi, e scene reali che introducono quelle animate. Una follia ed una scommessa vinta.
Mary Poppins
Per quanti problemi possa avere, per quanto sia invecchiato male, Mary Poppins di Robert Stevenson del 1964 rimane un cult essenziale. Altro film Disney, nonchè uno degli ultimi con il vecchio despota ancora in vita, Mary Poppins è il perfetto mondo fantastico per usare l’espediente dell’unione di animazione favolistica e realtà scadente.
Allegro non troppo
Dichiaratamente ispirandosi all’importantissimo e citato Fantasia, nel 1976 il già citato e fin troppo poco acclamato maestro Bruno Bozzetto realizza Allegro non troppo. Dopo anni alle prese con produzione di cortometraggi d’animazione e con un solo corto girato dal vero, il maestro passa alla tecnica mista con un capolavoro fondamentale per il cinema italiano e quello internazionale.
Chi ha incastrato Roger Rabbit?
Nel 1982, uno degli allievi di Bozzetto, Maurizio Nichetti, scrive un soggetto dal titolo Volere volare, un film pazzo che mischia personaggi animati da fumetto con persone reali. Non se ne fa nulla fino al 1990, solo dopo che nei cinema di tutto il mondo esce Chi ha incastrato Roger Rabbit di Robert Zemeckis, e tutto il resto è storia che cambia.

Space Jam
Descrivere l’infanzia di almeno tre diverse generazioni con solamente due parole è possibile: basta dire Space Jam. Realizzato cavalcando l’onda del successo del più grande atleta di sempre, ovvero, Michael Jordan, la pellicola in tecnica mista unisce il cestita più famoso con i cartoni più famosi, ovvero, i Looney Toones, rimanendo una delle intuizioni commerciali ed artistiche più centrate che ci siano state.
SpongeBob – Il film
Nel 2004, una serie ha colto tutto il mondo con un successo inimmaginabile, ma sembra ora destinata a chiudersi dopo tre stagioni fenomenali e non prima del suo film al cinema. SpongeBob – Il film rimane ancora oggi uno dei più alti tentativi cinematografici d’animazione, riuscendo ad essere un coraggioso adattamento dell’Odissea ed una pazzia illogica con David Hasselhoff.
Happy Feet
George Miller inizia a fare ufficialmente cinema nel 1971 e crea nello stesso periodo la saga di Mad Max. Poi fa Le streghe di Eastwick, poi fa il sequel di Babe – Maialino coraggioso e poi, nel 2006, fa Happy Feet. Un falso documentario che segue la vita e le avventure di Mambo ed il suo contiguo gruppo di pinguini.
Spider-Man: Across the Spider-Verse
Esattamente come per The Batman di Matt Reeves, Spider-Man: Across the Spider-Verse ha un problema fondamentale: quanti anni dovremo aspettare per un seguito? Troppi sicuramente. Detto ciò, Across the Spider-Verse ha consacrato questo universo animato come il migliore al mondo ed ha regalato a tutti un capolavoro incredibile.