Come un tuono, la recensione su Almanacco Cinema

Come un tuono, custodi del passato e figli del destino

Legami di sangue, destino e memoria: Come un tuono di Cianfrance ci ricorda come il passato riaffiori nella vita di chi ci è legato. Per sempre.

Un attimo può cambiare tutto e lasciare echi nel futuro di chi è legato a noi. Siamo eredi del passato e questo talvolta si diffonde come una condanna. Come un tuono (The Place Beyond the Pines, 2012) di Derek Cianfrance racconta proprio questo: l’ereditarietà della memoria, del tempo e dell’identità. Un dramma che attraversa generazioni, innescando inevitabili conseguenze irreversibili. Come se il destino attraversasse il tempo in un batter di ciglia.

Come un tuono, la trama

Luke Glanton (Ryan Gosling) è un motociclista acrobatico. L’uomo conduce una vita improvvisata e di stenti, ma un giorno scopre di avere un figlio – qui l’incidente scatenante che cambia tutto. Luke desidera diventare padre e si reinventa come può per offrire un futuro degno al figlio. Tuttavia, scelte discutibili,  seppur necessarie lo porteranno a un destino drammatico che ha il volto del poliziotto Avery Cross (Bradley Cooper). Tuttavia, la vita continua attraverso un effetto domino di eventi, fino all’incontro tra Jason, figlio di Luke, e AJ, figlio di Avery. Come un tuono si scaglia così la potenza dell’ereditarietà familiare e questioni lasciate in sospeso.

Il tempo circolare e l’eterno ritorno

Tutto ritorna, il tempo scorre e costruisce un mosaico di memorie: fotografie, frammenti, gesti, abitudini, modi di fare. Questo fa Cianfrance, ricomponendo i tasselli di una linea che non è lineare bensì circolare. Ciò che viene strappato, dimenticato o che è evanescente ritornerà sempre. Il tragico destino di Luke, apparentemente e ingiustamente sepolto, riaffiora nel presente, quando Jason si mette sulle tracce di un padre mai conosciuto. D’altro canto, AJ rimane nell’ombra di un padre come Avery, distante emotivamente. Dunque, scelte e pensieri continuano a risuonare perpetuamente.

Il fantasma di Avery

C’è un punto in cui Come un tuono cambia nettamente: il protagonista non è più Luke, bensì Avery. Una scelta azzardata, eppure Cianfrance riesce nell’impresa con una naturalezza potente. È come se Luke, come un fantasma, camminasse costantemente al fianco di Avery. Privando Jason di un padre, è come se anch’egli avesse perso qualcuno, poiché non è più capace di essere un genitore appieno. Dunque, l’uomo, pur avendo un figlio, non riesce a instaurare con lui un vero legame. In questo modo, Come un tuono racconta come il trauma non sia generato esclusivamente dall’evento scatenante, ma dall’incomunicabilità che esso ha generato, una ferita irrimediabile.

Siamo vittime del nostro destino?

Nasce da sé che una conseguenza del tema centrale del film sia che nulla si può alla disparità sociale. Luke vive ai margini, non ha radici né prospettive; Avery appartiene a un mondo di privilegi e opportunità. Ciò fa da specchio per i rispettivi figli: Jason, pur essendo autentico e di buon animo, cade nelle trappole di una vita già segnata; invece, AJ, crescendo in agi e vizi, rimane vittima di un vuoto emotivo e affettivo. Come spettatori, è inevitabile arrivare a una conclusione: il sangue non mente… ma le condizioni sociali e il corso degli eventi sono un marchio di condanna.

Come un tuono, la recensione su Almanacco Cinema

Un dramma in tre atti

La potenza del film è notevole, e risiede in ogni cosa. Fotografia, colonna sonora, conseguenzialità degli eventi, ma soprattutto, interpretazione degli attori. Gosling esprime con lo sguardo la fragilità di un uomo segnato, ma dotato di forza e resilienza, che passa magistralmente il testimone di protagonista a Cooper, al suo vuoto affettivo e alla sua incapacità di dare amore. Eva Mendes interpreta Romina, amore impossibile di Luke e madre di Jason. Una donna che trattiene emozioni forti fino alla rassegnazione. I tre atti sono emblematici: c’è un prima e un dopo in cui cambia tutto. Luke, Avery poi i due figli. Cianfrance riesce così a creare un racconto funzionale sotto ogni punto di vista, quasi a personificare tempo e destino.

Come un tuono, considerazioni finali

Come un tuono si rivela un film che decisamente avrebbe dovuto avere più risonanza e riconoscimento, ma non è il solo che ha incontrato un destino non del tutto giusto, così come i suoi protagonisti. L’emozione nasce dalla capacità del film di mostrare come, nonostante tutto, la solitudine è l’unica compagna; ma soprattutto dalla forza dei legami che racconta. Luke e Jason, pur non essendosi mai incontrati, si tengono per mano, uniti da un filo invisibile. Al contrario, Avery e suo figlio rimangono sconosciuti, pur avendo condiviso una vita insieme. Dunque, un film struggente e straordinario che mostra come i legami, seppur invisibili, determinano ogni cosa. 

🎬 Valutazione

Regia
★★★★★
Interpretazioni
★★★★★
Storia
★★★★★
Emozioni
★★★★★
🏆 Voto Totale
5
★★★★★