Loro: il tramonto triste e colorato del potere berlusconiano

Loro: il tramonto triste e colorato del potere berlusconiano

 Loro è l’addio dolceamaro di Sorrentino all’era Berlusconi: Toni Servillo dipinge un venditore di sogni stanco, tra feste vuote e solitudine

Riguardare oggi Loro, nel 2026, fa un effetto strano. Se nel 2018 sembrava cronaca (o satira), ora appare come un requiem barocco. Paolo Sorrentino non ha mai voluto fare un film politico nel senso stretto del termine; ha voluto fare un film antropologico. Al centro non c’è il politico, ma l’uomo Silvio, interpretato da un Toni Servillo che qui abbandona la rigidità di Andreotti (Il Divo) per abbracciare una maschera di gomma, perennemente sorridente, arancione e disperata. Il film è diviso, quasi spezzato: la prima parte racconta “Loro” (la corte dei miracoli, le escort, i ruffiani che cercano di arrivare al Sole), la seconda racconta “Lui”.

E quando “Lui” entra in scena, il film cambia pelle. Non è il mostro che molti si aspettavano, né il santo che altri veneravano. È un venditore. La scena in cui chiama una casalinga a caso per venderle un appartamento inesistente solo per verificare se “sa ancora farlo” è forse una delle sequenze più lucide e malinconiche del cinema italiano recente. Sorrentino ci dice che il potere, alla fine, è solo la capacità di sedurre, anche quando non c’è più nulla da vendere.

La noia dietro il Bunga Bunga

Visivamente, il film è un’orgia di colori saturi, corpi nudi e musica pop, ma sotto la patina glamour c’è un vuoto pneumatico. Le feste non sono divertenti; sono tristi, stanche, ripetitive. Sorrentino dipinge la decadenza di un impero che si sgretola mentre cerca disperatamente di rimanere giovane. In questo senso, l’opera dialoga perfettamente con La Grande Bellezza: Roma è indifferente, ma la Sardegna di Loro è una prigione dorata.

Il duello con Veronica

Il cuore emotivo della pellicola risiede nel confronto con Veronica Lario, interpretata da una magistrale Elena Sofia Ricci. Nel lungo dialogo finale, crollano le maschere. Lei è la realtà che irrompe nella fantasia, l’unica capace di smontare la narrazione dell’eterna giovinezza del Cavaliere.

Loro è un film imperfetto, forse troppo lungo (nella versione originale in due parti), ma necessario. È un ritratto tenero e spietato di un uomo che aveva paura di tutto, tranne che della sua stessa ambizione.

🎬 Valutazione

Regia
★★★★
Interpretazioni
★★★★
Storia
★★★
Emozioni
★★★
🏆 Voto Totale
3.5
★★★⯨