The Toxic Avenger: quando la ribellione diventa istituzione

The Toxic Avenger: quando la ribellione diventa istituzione

A distanza di quarant’anni dal suo esordio, The Toxic Avenger torna sul grande schermo in una versione contemporanea che cerca di accontentare un po’ tutti.

Era il 1984 quando la Troma, grazie a Michael Herz e Lloyd Kaufman, portava nelle sale The Toxic Avenger. Un film anarchico, una spinta ribelle che si scagliava con violenza contro la società americana dell’epoca senza risparmiare nessuno. Con un budget decisamente superiore,  Macon Blair prende quella storia e la adatta ai giorni nostri, portandoci la sua visione del vendicatore tossico.

The Toxic Avenger, la trama

La vicenda ricalca una storia di origini da cinecomic piuttosto lineare. Ci troviamo nella cittadina di St. Roma Village, dove Winston Gooze (Peter Dinklage) si barcamena tra le bollette da pagare e la crescita del figlio Wade (Jacob Tremblay). L’uomo lavora come addetto alle pulizie presso l’azienda che detiene il potere in città, la BTH. A seguito di un tragico incidente, però, il corpo di Winston viene mutato dagli scarti tossici dell’azienda, che lo trasformano in un mostro dall’aspetto deforme. Affiancato da J.J. (Taylour Paige), una ragazza che cerca di smascherare le atrocità commesse dalla BTH, l’uomo cercherà di opporsi alla criminalità di St. Roma mentre cerca di ricucire il rapporto con suo figlio.

I personaggi sopra le righe in The Toxic Avenger

Dal gruppo metal assetato di sangue al senzatetto che si proclama dottore, in The Toxic Avenger tutte le figure con cui Winston entra in contatto sono caratterizzate in maniera volutamente eccessiva. Esemplare è il personaggio interpretato da Elijah Wood, dall’aspetto gobbo e deforme che ricorda in parte il Pinguino interpretato da Colin Farrell nel Batman di Reeves. Fra tutti, però, Kevin Bacon è indubbiamente l’attore che convince maggiormente. Il suo Bob Garbinger riesce ad essere esattamente come dovrebbe: un dirigente narcisista a capo di un’azienda senza scrupoli. Le scene in cui è presente sono quelle che rimangono maggiormente impresse.

Kevin Bacon in una scena del film The Toxic Avenger

Una regia indecisa

Se la caratterizzazione dei personaggi omaggia il film del 1984, lo stesso non si può dire dell’atmosfera. La fotografia patinata ed i movimenti di camera classici respingono quello spirito ribelle che caratterizzava l’opera di Herz e Kaufman. Il risultato è uno strano contrasto che dovrebbe cercare di accontentare un po’ tutti, non riuscendo ad accontentare nessuno. Certo, il film ha un buon ritmo, non annoia e intrattiene riuscendo a strappare anche qualche risata, ma non basta. Il comparto di effetti visivi e speciali, che vorrebbe ricalcare le atmosfere da film di serie b, viene inserito in una cornice dorata che ne smonta la potenza visiva ed il richiamo al passato.

In conclusione

The Toxic Avenger è un film confuso, che cerca di adattare ed istituzionalizzare un’opera sovversiva senza riuscirci. I punti di forza del film del 1984 erano la violenza e la brutalità eccessive per l’epoca. Blair sembra invece aver tenuto il freno a mano, cercando di dosare il gore per rendere il film più accessibile, perdendo però di mordente. In una società come quella odierna un braccio strappato di netto, anche con litri di sangue che spruzzano, non supera le immagini reperibili quotidianamente sui social. Più coraggio nella messa in scena avrebbe forse reso più interessante un film che risulta invece godibile ma non di certo memorabile.

🎬 Valutazione

Regia
★★★
Interpretazioni
★★★
Storia
★★★
Emozioni
★★
🏆 Voto Totale
2.8
★★⯨