Margot Robbie accende il dibattito: meglio piacere al pubblico o ai critici? La star difende un cinema pensato per chi compra il biglietto.
Negli ultimi anni Margot Robbie si è imposta non solo come attrice di grande richiamo, ma anche come produttrice influente e voce autorevole nel dibattito su cosa debba significare fare cinema. Intervistata in occasione dell’uscita del suo ultimo film, il nuovo adattamento di Cime tempestose, Robbie ha dato una dichiarazione che sta già facendo discutere critica e pubblico: Io faccio film per le persone che comprano i biglietti. Non mi preoccupo di cosa pensano i critici.
Cinema per il pubblico o per i critici?
Il ragionamento di Margot Robbie è che il cinema deve parlare alle persone che vanno in sala a vedere il film, che magari di cinema non capiscono niente ma vogliono solo distrarsi, non a una élite di recensori. In un’intervista insieme al collega Jacob Elordi, l’attrice ha spiegato che sulla sua produzione cinematografica non pesa la domanda: Cosa diranno i critici? Al contrario, Robbie afferma di pensare all’esperienza emotiva dello spettatore, a come il film fa sentire chi si siede in sala, piuttosto che a come sarà accolto da una recensione da 4 stelle o da un punteggio su Rotten Tomatoes. Insomma, delle stelle o dei voti che prende le importa ben poco.
Questo pensiero non avviene in questo momento a caso, ricordiamo infatti che Margot Robbie è in sala con la nuova versione di Cime tempestose diretta da Emerald Fennell e con Robbie protagonista e produttrice, che domina il botteghino internazionale: ha debuttato al primo posto negli Stati Uniti e ha raccolto decine di milioni di dollari nei primi giorni di programmazione, questo soprattutto grazie a un’ottima campagna marketing che ha garantito l’afflusso di spettatrici e spettatori nelle sale. Eppure la risposta della critica è stata mista, con giudizi contrastanti sulla recitazione, sulla visione di Fennell e persino sulla presenza o meno di una fedeltà al romanzo.
Un’opinione che divide
La dichiarazione dell’attrice non può essere altro che divisiva, da un lato il valore artistico di una pellicola non può essere ridotto solo alla risposta del pubblico o agli incassi, ci sono ottimi film che non vengono apprezzati al momento della loro uscita in sala. Ovviamente dall’altro lato abbiamo chi guarda i film per divertimento o per distrazione e giustamente si interessano poco di un’analisi critica, l’unica cosa che conta è se il film è bello o no. I critici attraverso i loro giudizio, condiviso o meno dagli attori, valutano la qualità narrativa, anche se spesso non coincide con quella del grande pubblico.
Insomma, una pellicola non può essere fatta solo per il pubblico o solo per la critica, entrambi i punti di vista contano. Che si sia d’accordo o meno con l’opinione di Margot Robbie, accende un dibattito molto importante: come avvicinare il pubblico alle sale?. In un momento in cui il cinema si fruisce a casa sul divano, bisogna capire cosa fa avvicinare una persona alla sala e dargli delle motivazioni per cui pagare il biglietto piuttosto che un abbonamento.