Gala Cinema: non sono mancate le sorprese, gli addii, i nuovi arrivi, e soprattutto i colpi di scena all’ultima cerimonia tenutasi di recente a Berlino.
Durante l’ultima cerimonia di premiazione all’ultimo Gala Cinema di Berlino, si sono susseguiti vari arrivi, addii, saluti e colpi di scena inattesi, il tutto ad arricchire una già magnifica serata.
Gala Cinema, la varietà degli eventi
Hilary Clinton e la vedova di Renee Good partecipano al Gala Cinema for Peace di Berlino, al tempo stesso Kaouther Ben Hania lascia il premio definitivamente.
“Sento più responsabilità che gratitudine”, ha affermato la regista di “The Voice of Hind Rajab.”
Gli ospiti
L’ex segretario di Stato americano Hilary Clinton, la vedova di Renee Good, Becca Good, e anche l’attore Kevin Spacey erano tra gli ospiti di maggior rilievo alla cerimonia tenutasi lo scorso lunedì sera.
La regista tunisina Kaouther Ben Hania ha deciso di sfruttare il suo discorso di ringraziamento per lanciare un duro rimprovero politico.
Il suo ultimo film è attualmente candidato all‘Oscar e al BAFTA, e ha inoltre ricevuto il premio Film più prezioso all’Adlon Hotel di Berlino.
“Quello che è successo a Hind non è un’eccezione. E’ parte di un genocidio. E stasera, a Berlino, ci sono persone che hanno dato copertura politica a quel genocidio, riformulando l’uccisione di massa di civili come autodifesa, come circostanze complesse. Denigrando coloro che protestano- ha dichiarato la regista- Ma come forse sapete, la pace non è un profumo spruzzato sulla violenza, quindi il potere può sembrare raffinato e può sentirsi a suo agio. E il cinema non è un riciclaggio di immagini.”
La pace senza responsabilità è priva di significato, questo il senso del suo discorso.
“Giustizia significa responsabilità. Senza responsabilità, non c’è pace. L’esercito israeliano ha ucciso Hind Rajab: ha ucciso la sua famiglia; ha ucciso i due paramedici che erano venuti a salvarla, con la complicità dei governi e delle istituzioni più potenti del mondo. Mi rifiuto di lasciare che la loro morte diventi lo sfondo di un discorso educato sulla pace.
Non finchè le strutture che li hanno resi possibili rimarranno intatte. Quindi stasera non porterò a casa questo premio. Lo lascio qui come promemoria. E quando la pace sarà perseguita come un obbligo legale e morale, radicato nella responsabilità per il genocidio, allora tornerò e lo accetterò con gioia.”
In seguitosi è poi tenuto l’intervento di Becca Good, che ha ritirato il Nobel, e il tutto si è arricchito con l’attacco di Geldolf nei confronti del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Una cerimonia sicuramente non all’insegna della noia e della tranquillità, ma sempre capace di far parlare di sè.