Feralia: disponibile in streaming, su Amazon Prime, il nuovo gioiello dalle tinte horror del regista Davide Cancila, che esplora i confini tra i vivi e i morti.
Il lungometraggio Feralia, del regista Davide Cancila (Palermo, 1981), regista, montatore e videomaker italiano celebre nel campo dell’horror e del fantastico, è finalmente approdato sulle grandi piattaforme. E’ possibile infatti vederlo su Amazon Prime. Grande salto per un progetto di qualità e degno di nota.
Feralia, la trama
Lori, in seguito al suo trasferimento nella sua nuova abitazione, ritrova un misterioso e inquietante medaglione.
In seguito al suo ritrovamento, scompare nel nulla.
Il suo compagno, Sergio, in cerca di spiegazioni, viene a sapere che l’oggetto in questione ha dei legami con una festività risalente a molti anni prima, collegata ai cosiddetti Feralia, ossia il giorno in cui il confine tra i vivi e i morti diventa meno distante. Questo secondo l’antica tradizione dell’antica Roma.
Cercando di ritrovare e salvare Lori, Sergio entra in possesso di un secondo medaglione. Anche lui però, come Lori, scompare misteriosamente nel nulla senza lasciare traccia.
Toccherà allora all’amico Diego, legato alla coppia da una profonda amicizia, indagare sulla sparizione dei due giovani. Dopo una serie di ricerche, scopre che il tutto sembra essere legato al culto di Cecere, e ad un altro profondo rituale rimasto celato da sempre.
Diego chiede a sua volta la collaborazione di due ricercatori specialisti, finendo con il ritrovarsi in una storia forse più grande di lui, tra tinte horror e soprattutto tradizionaliste e piene di superstizioni pericolose.
Feralia, il cast
A guidare un gruppo di artisti ben collaudato, c’è il regista Davide Cancila.
Molto attivo soprattutto nel campo della produzione video e della fotografia, inizia con i suoi primi lavori già dagli anni 2000. Esperienza che attraversa anche numerosi cortometraggi, molti dei quali ricevono riconoscimenti nei festival più importanti (I nostri bei sabati sera, Mara, Necromance).
Il suo primo progetto importante però, dopo una lunga e formativa gavetta, arriva nel 2020. Dal titolo The Iced Hunter. A questo seguirà, quattro anni più tardi, Feralia, completato dopo un lungo lavoro ed espansione di un cortometraggio del 2019 realizzato in collaborazione con la DOP Noemi Ester Romani.
Pur trattando un tema delicato come l’horror, Cancila riesce ad essere equilibrato e spontaneo, mai troppo aggressivo , con una sensibilità degna solo dei grandi artisti.
Il ruolo di Lori è affidato all’attrice napoletana Rita Rusciano (già ammirata in serie di successo come Un Posto al Sole, lungometraggi quali Succede in una notte, per cui ha di recente vinto il premio come miglior attrice al Vesuvius Film Festival, e molto attiva anche nel campo televisivo e teatrale, con un corso di dizione da lei stessa gestito dal nome “La dizione per tutti“), che riesce a dare al personaggio quel tocco di emozione che basta per attirare il grande pubblico, suscitando interesse ma al tempo stesso preoccupazione negli spettatori.
Accanto a lei, attori di altrettanta caratura, come Alessio Cherubini (Sergio), Serena Bilanceri (Bea), Federico Mariotti (Diego), Silvio Zanoncelli (Marco), Piera Dabizzi (Greta), e Saverio Monni (prof. Aberrante).
La tematica
Al centro del lungometraggio vi è come sopra anticipato, il sottile confine che esiste tra il mondo dei vivi e quello dei morti.
I Feralia, ossia il giorno esatto in cui la distanza tra le due realtà sembra essere più sottile, quasi trasparente, portando lo spettatore in un viaggio nell’antica tradizione italiana, romana, fatta di culti, misteri, tradizioni, superstizioni, e soprattutto antichi riti pagani.
Il 21 febbraio segnava il momento più alto dei cosiddetti Parentalia, nove giorni in cui i due confini tendevano ad avvicinarsi.
Secondo tale tradizione, se i vivi non avessero onorato a dovere i defunti con varie offerte di sale, pane bagnato nel vino e ghirlande, questi ultimi sarebbero potuti essere liberi di girare per le strade sfogando la propria ira.
Ripercorrere argomenti così importanti, che affondano le loro radici nella storia, non era semplice, immaginare un rito legato alla famosa sfera di Cecere.
Difficile, ma non impossibile, come dimostrano gli ottimi risultati raggiunti, con ispirazioni che spaziano dal cinema Argento e Fulci alle suggestioni di Tiziano Sclavi, rivisitate però da Cancila secondo la sua idea, che si centra sull’equilibrio tra pace e tormento, tra identità e perdita del proprio essere.
Regia, produzione e suono
Le riprese, dirette da Davide Cancila, hanno avuto luogo tra la Toscana (Prato e Sesto Fiorentino) e l’area archeologica (per restare nella tradizione) di Sorano.
Produzione di Ikelos Film.
Soggetto e sceneggiatura dello stesso Cancila, fotografia e color grading a cura di Noemi Ester Romani, montaggio di Davide Cancila,.
Musica e suono sono invece opera di Daniele Pistocchi.
Linguaggio e stile
Lo stile è lineare, fluido, mai banale o volgare. Ogni dettaglio viene studiato e poi arricchito accuratamente, senza mai lasciare nulla al caso. Il linguaggio è scorrevole, tetro al punto giusto per creare quella giusta suspence a cui il regista punta.
In ultimo, si può dire che il risultato finale è di pregevole fattura, un gioiello destinato a crescere sempre di più, e a restare impresso nella memoria del suo pubblico più affezionato (italiano, e non solo).
Il lungometraggio è attualmente disponibile grazie a CG Entertainment, in streaming, su Cgtv.t, Amazon Prime, Apple TV e Youtube.