Un bambino e la sua passione, la danza. Billy Elliot è un incantevole esempio di come, se lo si vuole davvero, si può raggiungere qualsiasi risultato, anche andando contro tutto e tutti.
Uscito all’inizio del nuovo millennio, Billy Elliot è uno di quei film che hanno segnato una generazione. Diretto dal regista britannico Stephen Daldry (nominato agli Oscar 2001 come miglior regia), il film rientra nella categoria di quelli che non si dimenticano. Ma che anzi, si citano quando si vuole prendere ad esempio un protagonista determinato e libero. Un film dai temi forti come la redenzione sociale, gli stereotipi di genere e la libertà di espressione.
Billy Elliot, la trama
Il film è ambientato nell’Inghilterra degli anni ’80, durante lo sciopero dei minatori nella contea di Durham. Billy (intrepretato da Jamie Bell) è un ragazzino di 11 anni di famiglia operaia e orfano di madre, che frequenta controvoglia lezioni di boxe. Ben presto scopre per caso la passione per la danza classica. Nonostante l’opposizione del padre Jackie (interpretato da Gary Lewis) e del fratello Tony (Jamie Draven), che vedono il balletto come qualcosa di inadatto a un ragazzo, Billy continua a esercitarsi in segreto con l’aiuto della sua insegnante, interpretata da Julie Walters (nominata all’oscar per la sua interpretazione da non protagonista).
Grazie al suo talento e alla sua determinazione, Billy riesce a superare le tante difficoltà postesi sul suo cammino, aprendo la strada a un futuro diverso da quello che sembrava già scritto per lui.
La ricerca del sé e gli stereotipi di genere
Il cuore della storia è una perenne ricerca della propria identità, che viviamo a stretto contatto con il protagonista, partecipando a tutte le sue sofferenze. Billy scopre la sua passione per la danza in un contesto che la considera “inappropriata”: quasi 50 anni fa nel Regno Unito rurale, ma come in molti paesi occidentali (e purtroppo in certi contesti ancora oggi), la danza era vista come una pratica strettamente femminile. Billy viene costretto dal padre a praticare pugilato, di contralto uno sport per maschi, ma che lui non vuole fare.
Questa visione chiusa del mondo porta il film a sfidare i classici stereotipi, focalizzando il messaggio che la passione e il talento non hanno genere. Durante tutto il film quindi, è sempre più evidente come il protagonista lotti per affermare la propria identità contro le aspettative sociali e familiari. Questo lo porta a nascondere la sua passione, ma anche a lottare per affermarla. Lo scontro con i familiari, soprattutto il padre, non tarda ad arrivare.
La famiglia e il contesto sociale
Il contesto familiare gioca un ruolo fondamentale nella vita e nella passione di Billy. Date le difficoltà economiche e la perdita della madre/moglie, la famiglia Elliot sembra ad un passo dal baratro. Ma è proprio la passione di Billy per la danza che la porta e rialzarsi e a trovare qualcosa per cui vale la pena lottare. Il contesto sociale spesso può comportare limiti importanti per il raggiungimento dei propri sogni. Una verità che accende ancora di più la sfida, e che rende la volontà di Billy ancora più decisiva.
Il rapporto tra Billy e il padre è centrale. Jackie è un uomo stanco e afflitto, che non sa come difendere la famiglia dalle difficoltà esterne. Inizialmente contrario alle volontà del figlio, la sua rigidità si affievolisce fino a diventare comprensivo e a combattere al fianco di Billy per raggiungere il risultato sperato. Questo cambiamento lo si percepisce sempre di più nel trascorrere del film: dato il rapporto che Billy aveva con la madre (quasi un’amica e confidente), Jackie riesce a prendere il posto anche della defunta moglie. Uno sforzo enorme, che lo porta ad essere una delle figure più importanti del film, seconda solo al protagonista.
L’arte è libertà
La danza non è solo una passione per Billy, ma anche l’unico modo che il bambino ha per esprimere le proprie emozioni, qualcosa che non riesce a comunicare a parole. Nella vita di tutti i giorni Billy è un ragazzo semplice, figlio di una realtà povera e scontrosa. Così anche i suoi modi di fare e approcciarsi con gli altri non lo rendono irrequieto, taciturno e spesso aggressivo.
Quando danza, invece, Billy è tutt’altro: una figura quasi eterea, divertita e divertente. Questo dimostra che l’arte, quando viene dal cuore, riesce a plasmarci e a tirar fuori la parte migliore di noi. Il film perciò vuole anche raccontare di quanto il concetto di arte, qualunque essa sia e che ognuno di noi a modo suo possiede, è indispensabile per la nostra crescita personale.
La figura del mentore
Un altro personaggio indispensabile per la trama e le ambizioni del protagonista è l’insegnante di Billy, la signora Wilkinson, interpretata splendidamente da Julie Walters. La figura del mentore è fondamentale quando abbiamo difficoltà a riconoscere noi stessi e ciò che ci serve per crescere. Spesso questo personaggio lo si trova all’interno delle mura familiari, ma non è sempre così.
Come abbiamo detto, il padre è fondamentale sia come “nemico” che come sostenitore del bambino, ma non è la guida. Il vero mentore, la figura propulsiva che fa capire a Billy che la danza non è una fuga dalla realtà ma una vera vocazione, è la sua insegnante. Una figura all’inizio sullo sfondo, la signora Wilkinson capisce subito le potenzialità di Billy. Il protagonista inizialmente tenta di resisterle, impaurito da un mondo che non lo capisce. In seguito invece inizia ad ascoltarla, apprende i suoi consigli e insegnamenti, e pian piano impara ad ascoltare anche se stesso.
Quando ci sentiamo oppressi o sperduti, in una vita che non ci sentiamo nostra, è fondamentale avere qualcuno accanto che non solo ci sostenga, ma che riesca anche a capirci. Una figura che creda in noi anche quando noi non ci riusciamo.
Conclusioni
Trattandosi di un film dove il fulcro è la danza, importante è il ruolo che detiene la musica: da Cosmic Dancer dei T.Rex a London Calling dei The Clash, fino a Town Called Malice dei The Jam e molti alti brani iconici. Il rock di quegli anni, soprattutto in Inghilterra, era un’espressione artistica di ribellione e protesta contro i poteri forti. I brani stessi ne parlano. Canzoni che hanno fatto la storia, e sopra le quali il piccolo ballerino si esibisce felice, arrabbiato, triste, buttando fuori tutte le sue emozioni.
Billy Elliot è un film a cui è difficile non rimanere affezionati. Una storia molto semplice ma allo stesso tempo profonda, che riesce a toccare tutti noi. Nel nostro piccolo, se ci crediamo davvero e abbiamo la fortuna di un sostegno, possiamo riuscire a farla diventare realtà.
🎬 Valutazione