fermata d'autobus

100 anni di Marilyn: Fermata d’autobus

ln occasione del centenario della nascita di Marilyn Monroe, ecco la recensione di Fermata d’autobus, una delle più iconiche interpretazioni della Diva. 

Fermata d’autobus (Bus stop) è un film del 1956 diretto da Joshua Logan, tratto da una pièce teatrale di William Inge di grande successo a Broadway. Forte dell’esperienza maturata all’Actors Studio, Marilyn Monroe si calò completamente nel ruolo: adottò un accento del Sud, optò per abiti modesti e calze rovinate, scelse un trucco pallido quasi gessoso e costruì persino uno stile di canto e di danza volutamente impacciato e ingenuo, offrendo così una delle prove più riuscite della sua carriera.

Fermata d’autobus, la trama

Bo, (Don Murray), giovane aitante e un pò rozzo cowboy del Montana, sogna di trovare una moglie che assomigli a un angelo e incontra Chérie, (Marilyn) ballerina in uno squallido night club di Phoenix, che corrisponde ai suoi desideri. Dopo una sola conversazione con la ragazza, Bo vuole che la ballerina lo assista mentre partecipa al rodeo locale e diventi sua moglie il giorno seguente. Inizia così una persecuzione, che provoca a Chérie costante imbarazzo, mettendo la coppia in situazioni comiche e romantiche.

Il talento di Marilyn

Fermata d’autobus rappresenta la consacrazione attoriale della diva hollywoodiana, che si emancipa dallo stereotipo maschilista della donna bionda prorompente – Quando la moglie è in vacanza e Gli uomini preferiscono le bionde – interpretando un ruolo più intimo e umano, che mette in risalto le sue doti recitative. Chérie è una ragazza di provincia che brama di andare a Hollywood e diventare una star, e cerca di mettere insieme un pò di denaro che possa permetterle di continuare il viaggio verso quel sogno.

Marilyn si confronta con sequenze comiche, drammatiche e romantiche calandosi nella parte e restituendo un personaggio più umano, rispetto alle sue classiche interpretazioni che l’avevano elevata come diva irraggiungibile. La sua figura è meno sessualizzata, e seppur mantenendo la candida ingenuità caratteristica dell’attrice, Marilyn fornisce a Chérie quel tocco intimo e autobiografico – “Gli uomini si sono interessati a me da quando avevo tredici anni” e “sto cercando di diventare qualcuno” afferma durante il film – che abbatte la distanza con lo spettatore e rende il personaggio più autentico.

Il plauso della critica

Marilyn grazie a questa pellicola raggiunse il successo, ottenendo anche il plauso della critica che l’aveva etichettata e marginalizzata nel suo ruolo di bella e svampita. L’interpretazione di Chérie le consentì di ricevere la candidatura ai Golden Globes come miglior attrice. Le venne riconosciuto di avere fornito spessore alla sua recitazione, dimostrando di andare oltre lo status di bellezza iconica.

L’attrice si esprime con un’ampia e variegata gamma di emozioni che mettono in risalto il desiderio, la paura e la voglia di crescere insita nel suo personaggio. Fermata d’autobus, oltretutto, riesce a creare quasi un’atmosfera da buddy movie: i dialoghi tra Bo e Chérie sono spassosi, taglienti e sempre brillanti. La coppia funziona e mette in scena una relazione che convince per la sua carica romantica e fisica, alimenta lo sviluppo e la tensione narrativa, contribuendo a rendere il film dinamico, vivace e brillante.

L’aspetto satirico dell’opera

Fermata d’autobus è una commedia dai ritmi impeccabili, in cui l’elemento satirico gioca un ruolo preponderante. Viene reso ridicolo il maschilismo dell’uomo di campagna, che appare smarrito di fronte alle abitudini e alle convenzioni della vita cittadina. La satira seppur semplice e indulgente, riesce a mettere in scena le contraddizioni di chi riesce a confrontarsi più facilmente con la vita campestre, rispetto a quella della società. Evidente, in tal caso è la sequenza in cui Chérie viene presa con il lazo, lanciato da Bo. 

Inoltre, l’impostazione spiccatamente teatrale, evidenziata dalla recitazione sopra le righe, esalta la vena satirica dell’opera; allo stesso tempo, crea un netto contrasto che rende ancor più intimi i momenti di pausa dalla comicità, focalizzando l’attenzione sull’emotività profonda del legame tra Bo e Chérie.

Fermata d’autobus, in conclusione

Questa pellicola rappresenta una preziosa opportunità per rivalutare lo straordinario spessore artistico di Marilyn Monroe. Troppo spesso confinata dai cliché dell’epoca nel ruolo riduttivo della “bionda svampita”, qui l’attrice rompe gli schemi e offre un’interpretazione vibrante, capace di toccare corde intime e profondamente umane. Con questa prova attoriale così autentica, Marilyn rivendica la propria caratura drammatica, dimostrando al mondo di essere un’interprete complessa e non soltanto un’eterna icona di fascino.

Fermata d’autobus è una commedia romantica vivace e dal ritmo incalzante, sorretta da un’alchimia perfetta tra i due protagonisti. Il film riesce a coinvolgere lo spettatore, trascinandolo con partecipazione nelle turbolente e appassionanti vicende sentimentali che strutturano l’intera narrazione.

🎬 Valutazione

Regia
★★★
Interpretazioni
★★★★
Storia
★★★
Emozioni
★★★
🏆 Voto Totale
3.3
★★★