Luca Guadagnino

Artificial, Luca Guadagnino trasforma OpenAI in cinema

Andrew Garfield sarà Sam Altman in Artificial, il film di Luca Guadagnino sulla crisi OpenAI: Silicon Valley, intelligenza artificiale e potere.

Luca Guadagnino ha scelto il materiale più tossico e cinematografico della tecnologia recente: il caos OpenAI del novembre 2023. Artificial, con Andrew Garfield nei panni di Sam Altman, racconta il licenziamento lampo e il ritorno altrettanto rapido del CEO di OpenAI, trasformando una crisi da consiglio d’amministrazione in un dramma sul potere nell’era dell’intelligenza artificiale.

Una società che cambia il mondo, una guerra interna, una figura carismatica al centro e un’industria che finge di parlare del futuro mentre litiga furiosamente sul presente: il The Social Network dell’era AI.

Artificial: Andrew Garfield diventa Sam Altman

Il 17 novembre 2023, OpenAI annunciò ufficialmente l’uscita di Sam Altman da CEO e dal board, nominando Mira Murati CEO ad interim. Nel comunicato, il consiglio dichiarava di non avere più fiducia nella sua capacità di guidare la società, accusandolo di non essere stato “costantemente franco” nelle comunicazioni con il board.

Cinque giorni dopo, il ribaltone: ritorno di Altman come CEO, con un nuovo board iniziale guidato da Bret Taylor, insieme a Larry Summers e Adam D’Angelo. Nel frattempo, quasi tutto il personale di OpenAI, oltre 700 dipendenti, aveva minacciato di lasciare l’azienda se Altman non fosse stato reintegrato.

Il film è scritto da Simon Rich, già autore legato alla comicità americana, ed avrà anche una colonna sonora prodotta da Damon Albarn, nome che sposta subito il progetto fuori dal semplice biopic su un manager tech. Nel cast compaiono anche Yura Borisov come Ilya Sutskever, Cooper Hoffman come Greg Brockman e Ike Barinholtz in una versione satirica di Elon Musk.

Il vero film per Luca Guadagnino è la guerra per controllare l’AI

Il punto interessante di Artificial è che Luca Guadagnino non sta solo mettendo in scena una crisi aziendale, ma sta entrando nel punto esatto in cui Hollywood oggi guarda l’intelligenza artificiale: non più come gadget futuristico, ma come macchina di potere, reputazione, denaro e paura.

Il paragone con The Social Network funziona perché anche lì il cuore non era Facebook come sito, ma la nascita sporca di un impero. Qui il materiale è ancora più esplosivo: OpenAI non vendeva un social network, ma l’idea stessa di una tecnologia capace di cambiare lavoro, informazione, creatività e controllo.

Se il film manterrà davvero il taglio satirico delle anticipazioni, Artificial potrebbe diventare il primo grande film hollywoodiano capace di raccontare l’AI senza robot, astronavi o apocalissi, ma attraverso la sociopatia tipica della Silicon Valley: persone ricchissime, brillantissime e spaventate, chiuse in stanze dove si decide chi comanda il futuro.