Cannes 2026

Cannes, le parole di gioia di Sophie Okonedo

Cannes: l’attrice Sophie Okonedo ha affermato in una recente intervista di essere stata fiera di portare il suo personaggio al festival, tra lacrime e felicità.

L’attrice Sophie Okonedo, in una recente intervista, ha dichiarato di essersi sentita veramente contenta per il percorso effettuato dal suo personaggio, arrivato fino a Cannes.

Cannes, le parole dell’attrice

Afferma che portare Clarissa dalla Nigeria al Festival sopra descritto l’ha fatta veramente piangere di gioia.

I registi Arie e Chuko Esiri vengono definiti veramente unici nella loro visione.

Le sue dichiarazioni

La Okonedo, candidata all’Oscar per Hotel Rwanda, partecipa inoltre alla Quinzaine des Realisateurs con Clarissa, adattamento del romanzo di Virginia Woolf del lontano 1925, Mrs Dalloway, con la regia dei registi sopra menzionati.

Okonedo interpreta il ruolo della protagonista, Clarissa, e da qui in poi la storia segue una sua giornata nell’alta società mentre è intenta ad organizzare una cena.

Il racconto viene spostato a Lagos (il romanzo della Woolf era in Gran Bretagna), per far si che ci fosse un contesto contemporaneo.

“Mi sembra di averlo appena finito di girare, e si, è pazzesco. Io, Chuko e Arie eravamo tipo …Ero in lacrime. Non sono mai stata a Cannes.”

Poi aggiunge:

“Non ci sono mai stata prima, e per di più con questo film! Ho detto: Se non succedesse nient’altro, sarebbe più di quanto avremmo mai potuto desiderare per questo film. E’ stato così difficile farlo decollare.

Ed era complicato realizzare un film in Nigeria. Ovviamente, hanno l’enorme industria di Hollywood. Ma questo è un tipo di film diverso, e riuscire a girare un film in 35 mm, con una troupe quasi interamente nigeriana, è semplicemente straordinario. Ci sono stati tanti momenti in cui per poco non si faceva, fino all’ultimo, davvero.”

Dice che poi che la sua prima conversazione con i registi era avvenuta durante il lockdown. E’ stata ricontattata dopo un anno intero, ricevendo una sceneggiatura. Non vi erano soldi, ma l’euforia era molta così come la voglia di realizzare un grande progetto.

Afferma poi che questo è un momento entusiasmante, fiorente, per i cineasti di origine nigeriana.

Completare la sceneggiatura, passo dopo passo, ha richiesto forza di volontà, impegno, e soprattutto molta pazienza e sacrifico giornaliero.

Il materiale fornito per Cannes è ancora grezzo, in attesa di mettere su quello ufficiale e di valore ben più alto. Gli elogi ai registi si riferiscono in particolare alla loro audacia e nel loro continuo credere in loro stessi.

“Non ho capito niente del libro. L’ho letto da giovane e non avevo la minima idea di cosa diavolo parlasse. Poi l’ho riletto ora, alla mia età, e mi ha lasciato a bocca aperta.”

Anche la scelta di girare a Lagos e spostare lì la scena è stata un rischio e ha comportato non poche difficoltà. Luogo caotico. Ma nonostante ciò l’impresa è ben riuscita.

Ci sono anche punti in cui la sceneggiatura guarda indietro per un periodo di 20 o 25 anni.

Elogi poi a tutti gli altri personaggi del film, con un cast d’eccezione. come Warren Smith (il soldato Septimus), David Oyelowo (Peter), Toheeb Jimoh, anche lui nigeriano, interpreta invece il giovane Peter.

Sul pubblico cui è destinato:

“C’è un altro punto di vista. Certo, non ci sono tantissimi cinema, ma la gente guarda qualcosa …forse non nel modo in cui vorresti, ma la gente guarda comunque qualcosa.”

Un inizio sfavillante che promette altri grandi successi ed un futuro in prima linea nel mondo cinematografico che conta.