Sean Penn, in merito alla conquista del premio Oscar, ha confessato al Tribeca Festival: “Il massimo che sono riuscito a provare è stato sollievo”.
Ospite della rassegna Storytellers, Sean Penn ha chiarito i motivi della sua discussa assenza alla cerimonia degli Oscar di marzo, dove non ha potuto ritirare di persona il premio come Miglior attore non protagonista. L’attivista ha svelato: “Il massimo che sono riuscito a provare è stato sollievo. Sapendo che non avrei più potuto farlo, quest’anno ho partecipato a un evento simile. Sono andato ai Golden Globe; non c’ero mai stato prima. Ed è lì che ho deciso: ‘Non ce la faccio più”. E ha aggiunto: “Per me gli Oscar hanno sempre rappresentato un disagio sociale”.
Penn, inoltre, ha raccontato al pubblico riunito a New York al Tribeca Festival, una sua precisa regola relativa agli incontri sociali: “Non vado da nessuna parte se non sono in un gruppo di più di otto persone. Se riduci di due ore la tua serata, hai 15 minuti a persona”.
Sean Penn e una carriera di successi
L’attore, regista e produttore si è aggiudicato il suo terzo Oscar come miglior attore non protagonista per il ruolo del dispotico Colonnello Steven J. Lockjaw, nell’acclamata pellicola, Una battaglia dopo un’altra, diretta da Paul Thomas Anderson. Il riconoscimento si aggiunge alle vittorie come Miglior attore per Mystic River di Clint Eastwood, in cui interpretava il ruolo tragico e drammatico di Jimmy Markum, e Milk, biopic di Gus Van Sant incentrato sul primo politico apertamente gay eletto presso una carica pubblica negli Stati Uniti.
Sean Penn non era presente alla cerimonia degli Oscar per ritirare il premio, per il quale era considerato favorito. Giorni dopo, è stato rivelato che era volato in Ucraina per incontrare Volodymyr Zelenskyy. Dopo aver concordato di non partecipare alla cerimonia con il cast di Una battaglia dopo un’altra, ha dichiarato di aver programmato deliberatamente il suo viaggio in Ucraina in concomitanza con la trasmissione degli Oscar.