Ancestral Visions of the Future, il docufilm di Lemohang Jeremiah Mosese, è stato appena distribuito su MUBI. Si tratta di una meditazione sull’esilio.
Ancestral Visions of the Future, film realizzato da Lemohang Jeremiah Mosese nel 2025, è stato definito dal The Guardian come un
“intenso ritorno a casa, che passando lascia una scia fiammeggiante”.
Chi è Lemohang Jeremiah Mosese?
Lemohang Jeremiah Mosese è un regista mosotho residente a Berlino. Nato e cresciuto a Hlotse, si è formato guardando B-Movies in 16 mm. I suoi film trattano tematiche politiche e spirituali. Noti per un’estetica minimalista, presentano trame in cui infanzia, identità e morte sono elementi ricorrenti. Forte, nelle opere di Mosese, anche la simbologia poetica. Le sue opere principali sono Mother, I Am Suffocating. This Is My Last Film about You (presentato al Festival Internazionale del Cinema di Berlino del 2019), This Is not a Burial, It’s a Resurrection (proiettato alla 76esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia) e Ancestral Visions of the Future.
Ancestral Visions of the Future
Ancestral Visions of the Future è stato presentato al 75esimo Festival Internazionale del Cinema di Berlino. Narra l’infanzia del regista, le sue esperienze in Lesotho e l’esilio a Berlino. Il film è tratto dalla mostra presentata dallo stesso Mosese al Berliner Festspiele, durante il Performing Exiles del 2023. E’ stato realizzato grazie a una sovvenzione da 30 mila euro, ricevuta attraverso il World Cinema Fund della Berlinale. Ancestral Visions of the Future ha inoltre partecipato al Final Cut della Mostra di Venezia, progetto che supporta i film africani e medio-orientali in post-produzione.
Il trailer di Ancestral Visions of the Future
Il trailer pubblicato da MUBI per la promozione di Ancestral Visions of the Future è caratterizzato da un monologo del regista.
“Va sempre tutto a pezzi. E’ tutto in divenire”,
questa la voce fuori campo che può essere ascoltata mentre appaiono crude immagini metaforiche.
“Nulla inizia, nulla finisce davvero. Ha visto l’ascesa, il risveglio. E’ una storia scritta nelle stelle”.
Nel finale del trailer, quindi, appare il titolo del film, sovraimpresso a un telo rosso.
Voci critiche
I recensori che hanno osservato e commentato l’opera sono stati affascinati dalla creatività di Mosese. Guy Lodge è persino giunto a definirla “un’ode al cinema”. Infatti il film presentato al Festival di Berlino, secondo il giornalista di Variety,
“è cinema nella sua forma più stimolante e ricca di immagini. Invita gli spettatori a stabilire connessioni, a loro piacimento, tra vista e suono”.