Andrew Garfield racconta il suo rapporto con i social, la voglia di lasciare Hollywood e il ruolo di Roy nella serie Wild Things.
Andrew Garfield e il lato oscuro dei social
Andrew Garfield non è immune al fascino dei social network. L’attore britannico ha ammesso di avere un account Instagram segreto e di trascorrere più tempo del previsto sul telefono. Un rapporto che definisce quasi una vera dipendenza.
Sono dipendente quanto chiunque altro. Le notifiche sul tempo trascorso davanti allo schermo mi fanno orrore. È come se avessi regalato tutte quelle ore a niente”, racconta. “È davvero esasperante, perché non abbiamo il controllo su questi impulsi quanto dovremmo e tutto questo è stato progettato apposta. Quando ci pensi, è piuttosto inquietante.
Tra le sue esplorazioni su Instagram ci sono “ceramiche strane” e “molti artigiani giapponesi”.
Il tema della tecnologia occupa un posto centrale anche in The Magic Faraway Tree (L’albero magico), il nuovo film interpretato da Garfield e Claire Foy, adattamento della serie di libri di Enid Blyton. I due interpretano Tim e Polly, una coppia londinese che decide di trasferirsi in campagna con i figli, ormai abituati a vivere tra telefoni e tablet.
La figlia più piccola, Fran, interpretata da Billie Gadsdon, smette di parlare fino a quando scopre un albero magico abitato da creature simili agli elfi.
Andrew Garfield sogna una vita lontana da Hollywood
L’attore ha davanti a sé un periodo particolarmente intenso. Oltre a The Magic Faraway Tree, Garfield sarà protagonista del dramma d’azione in costume The Uprising – Cuore ribelle, interpreterà Sam Altman in Artificial di Luca Guadagnino e Roy nella serie televisiva Wild Things, dedicata alla celebre coppia di illusionisti Siegfried & Roy.
Proprio l’intensità del lavoro lo ha portato a riflettere sulla possibilità di allontanarsi dal mondo dello spettacolo. Così Andrew Garfield:
Quest’anno ho lavorato moltissimo. Ho passato qualcosa come 11, 12 mesi consecutivi a lavorare, un progetto dopo l’altro. Voglio che le persone vedano quei progetti, quindi dovrò parlarne. Lo capisco. Ma se potessi scegliere, vorrei semplicemente che la gente li vedesse e poi poter andare a intagliare il legno nella campagna del Somerset, chiedendomi cosa staranno facendo gli uccelli.
Una prospettiva molto diversa dai sogni che aveva a 27 anni, quando stava per diventare uno dei volti più celebri del cinema grazie a The Amazing Spider-Man.
I nuovi sogni di Andrew Garfield
Quindici anni fa, Andrew Garfield aveva sogni molto diversi. Tra questi c’era proprio quello di interpretare Spider-Man.
Facevo Spider-Man. Quello era un sogno di 40 anni fa, quindi stavo realizzando uno dei miei grandi sogni. Stavo anche realizzando il sogno di essere semplicemente un attore. Ho ancora dei sogni, ma oggi sono un po’ più legati alla terra rispetto a quelli di prima. Forse sono più filosofici ed esistenziali che orientati ai risultati. Ora penso soprattutto di volere una certa qualità della vita. Voglio avere un certo tipo di rapporto con la mia famiglia e i miei amici. Voglio avere un certo tipo di rapporto con me stesso.
Il rapporto con la tecnologia
Il problema della dipendenza dagli smartphone torna anche quando Andrew Garfield parla dei protagonisti di The Magic Faraway Tree, costretti a fare i conti con l’uso continuo dei dispositivi elettronici da parte dei figli.
Penso che tutti abbiamo avuto l’impulso di distruggere il telefono, lanciarlo nella foresta o gettarlo in mare, perché sappiamo che in qualche modo ci sta portando via la nostra vita. Non sono migliore degli altri. Mi hanno detto, e trovo che sia vero, che lasciare il telefono in un’altra stanza aiuti moltissimo. Appena è nella stessa stanza, sei praticamente fregato.
L’attore riconosce quindi che anche un semplice gesto, come lasciare il telefono in un’altra stanza, può fare la differenza. L’obiettivo del film non era però demonizzare la tecnologia.
Non volevamo dire che tutta la tecnologia fosse malvagia o negativa. Volevamo semplicemente avere con essa un rapporto più sano. Era questo lo spirito anche sul set. Non c’è bisogno di vietare le cose, ma non vogliamo nemmeno che questi strumenti prendano completamente il controllo delle nostre vite.
Judi Dench è un frigorifero molto speciale
Nel film c’è spazio anche per una presenza vocale d’eccezione. Judi Dench presta infatti la voce a un frigorifero intelligente. Per Andrew Garfield, si è trattato di un incontro particolare, anche perché durante le riprese non sapeva ancora chi avrebbe dato voce al personaggio.
Era la prima volta. Non sapevo nemmeno che stessi lavorando con lei. L’ho scoperto dopo. Durante le riprese, quella voce esisteva solo nella mia immaginazione. E ora, Dio, se avessi saputo che era Judi, avrei recitato in modo diverso. Che donna straordinaria! Che leggenda.
Andrew Garfield e Jude Law in Wild Things
Come abbiamo accenato, tra i progetti più attesi c’è anche Wild Things, serie televisiva dedicata a Siegfried & Roy. Garfield interpreterà Roy, mentre Jude Law sarà Siegfried.
L’attore ha raccontato con entusiasmo il momento in cui Law è entrato nel progetto.
Ho firmato circa un anno e mezzo prima dell’inizio delle riprese, poi è arrivato Jude. È stato come dire: ‘Oh mio Dio, Jude Law nei panni di Siegfried? Cazzo, sì! Devo essere in prima fila per assistere a tutto questo’. Ora gli voglio bene come a un fratello.
Andrew Garfield spiega poi perché la storia di Siegfried & Roy lo abbia conquistato.
Le loro vite sono più strane della finzione. È stato un set davvero impegnativo, ma anche estremamente gratificante. Non ci sono soltanto fascino, stile, estetica e un certo gusto camp, c’è anche un grande cuore e una grande anima. Ci sono una ferita profonda, un desiderio, c’è amore e c’è pericolo. La posta in gioco non potrebbe essere più alta. Ti ritroverai a esultare e ridacchiare sulla poltrona del cinema.
Insomma: per Andrew Garfield, malgrado il desiderio di allontanarsi da Hollywood, il cinema resta sempre una passione irrinunciabile.