Videodrome è un film di David Cronenberg. Riflette sul rapporto tra sessualità, violenza e mass media, facendo uso dell’estetica body horror.
Videodrome è un film realizzato da David Cronenberg nel 1983. Ha permesso una radicale innovazione dello stile hollywoodiano, conducendolo verso il cyberpunk.
La trama
Max Renn (James Woods) è il proprietario di una TV via cavo che trasmette contenuti violenti e pornografici. Grazie a un suo collaboratore, Harlan (Peter Dvorsky), Max scopre un programma pirata. Questo programma, caratterizzato da spettacoli incentrati sulla tortura, suscita grande interesse in Nicki Brand (Debbie Harry), ragazza dalle tendenze masochiste con cui Max ha una relazione sessuale. Indagando, Max scopre che lo spettacolo è legato al Professor Brian O’Blivion (Jack Creley). Verrà quindi a conoscenza del progetto di ingegneria sociale che si nasconde dietro il programma.
Videodrome è più reale della realtà?
Videodrome esplora i media come strumento in grado di influenzare la mente delle persone, mutandone la relazione con la realtà. Secondo il Professor O’Blivion
“lo schermo televisivo, ormai, è il vero unico occhio dell’uomo. Ne consegue che lo schermo televisivo fa ormai parte della struttura fisica del cervello umano. Ne consegue che quello che appare sul nostro schermo televisivo emerge come una cruda esperienza per noi che guardiamo. Ne consegue che la televisione è la realtà e la realtà è meno della televisione”.
Reazioni critiche
La critica riconosce unanimemente Videodrome come
“il ‘manifesto’ del cinema di Cronenberg: un film paradigmatico, pluristratificato e scioccante”.
Su Sentieri selvaggi è stato descritto come
“il film più ‘cronenberghiano’ di sempre. Serve al mondo un pasto (nudo) di orrore interiore puro: le viscere si intrecciano come rizomi; le carni vive si ibridano ai tubi catodici; le immagini si contaminano su plurimi livelli, e provocano allucinazioni”.
Videodrome e la rivoluzione di Hollywood
David Cronenberg, attraverso Videodrome, fa sua la tesi di Marshall McLuhan secondo cui
“il medium è il messaggio”
(dove medium va inteso come tutto ciò che risulta in grado di generare un cambiamento). Secondo McLuhan la tecnologia è in grado di esercitare sull’essere umano una forma di ipnosi, suscitando in esso un ‘narcisistico torpore’. Questa visione ha influenzato notevolmente la produzione hollywoodiana, portando nel tempo alla declinazione cinematografica del cyberpunk. In questo genere, come già nel film di Cronenberg, la critica alle multinazionali e al controllo corporativo esercitato dalle stesse costituisce un tema ricorrente.
La violenza in Videodrome
Videodrome nasce anche come critica al sistema di Hollywood, percepito da Cronenberg come ipocrita. Il regista si era dovuto spesso scontrare con la censura, che considerava i suoi film troppo violenti. Il pubblico è tuttavia attratto verso la televisione proprio perché questa fonde violenza e sensualità. La forma di trasgressione proposta dall’audiovisivo non potrebbe essere accettata nella vita reale, e viene per questo sublimata nello spettacolo. Da qui l’idea della “nuova carne”, di una realtà mediatica più reale della vita stessa.