Busan 2026: Big Tech e AI entrano in scena

Busan 2026: Big Tech e AI entrano in scena

Google DeepMind, AWS, Kling AI e Alibaba arrivano all’Asian Contents & Film Market con un programma che collega produzione, distribuzione e perfino reazioni biometriche del pubblico.

Il futuro del cinema, almeno a Busan, non si presenta come un film ma come un ecosistema. Dal 10 al 13 ottobre, durante il Busan International Film Festival, il mercato professionale ACFM ospiterà InnoAsia 2026: quattro giorni nei quali intelligenza artificiale, cloud, effetti visivi, microdrama, pubblicità e analisi del pubblico verranno sistemati lungo un’unica catena produttiva.

Il comunicato ufficiale del festival parla di un ambiente nel quale cinema e tecnologia coevolvono. Guardando il programma, però, l’evoluzione sembra già organizzata come una filiera: dall’analisi del copione fino alla misurazione delle emozioni dello spettatore.

Accanto a Google DeepMind, Amazon Web Services, Kling AI, BytePlus e Alibaba Cloud ci saranno Eyeline Studios, lo studio VFX di Netflix, la piattaforma di scambio di risorse digitali i.AM del Korean Film Archive, società di produzione AI e XR come Atlas V e Mateo AI Studio, oltre alle piattaforme di microdrama Mango TV, FlickReels e Vigloo.

Big Tech non entra in sala: entra dove i film vengono finanziati

Il programma di InnoAsia comprende circa dodici iniziative divise fra sperimentazione tecnologica e investimenti, creazione e produzione, industria e politiche pubbliche. Kling AI organizzerà due appuntamenti dedicati alle nuove possibilità cinematografiche della generazione video e ai rapporti commerciali con il mercato asiatico. AWS e MegazoneCloud lanceranno invece gli AWS Awards: le startup verranno selezionate dopo una fase di proof of concept e i vincitori riceveranno crediti per utilizzare l’infrastruttura cloud di Amazon.

Al centro del programma ci sarà la conferenza Cinematic AI, dedicata al lavoro di animazione di Google DeepMind e a un progetto associato a Darren Aronofsky già presentato a Cannes Next. Nel 2025 Google annunciò che Primordial Soup, lo studio fondato dal regista, avrebbe prodotto tre corti diretti da autori emergenti, assistiti dal gruppo di ricerca DeepMind e supervisionati da Aronofsky. Il primo, ANCESTRA, è stato diretto da Eliza McNitt; il successivo Goodnight Lamby, presentato a Cannes, è opera dell’artista Dustin Yellin.

È lo stesso Aronofsky che a Cannes ha difeso questi esperimenti sostenendo che non sostituiscano produzioni tradizionali, perché quei film senza l’AI non sarebbero esistiti.

Dal copione ai battiti cardiaci: produzione e consumo in un circuito di feedback

La parte più interessante del programma non riguarda i nomi più famosi, ma le sette startup coreane selezionate attraverso una call organizzata con AWS e il Busan Center for Creative Economy & Innovation. Prese insieme, le loro tecnologie descrivono quasi ogni passaggio della produzione audiovisiva.

CASTLINK di Lumicraft utilizza l’AI per individuare gli attori e collegare casting, contratti e pagamenti. PRE-FLOW di Reproduction analizza le sceneggiature e condivide i dati necessari alla produzione. Voithru propone con Totus un sistema di doppiaggio automatico in un massimo di 29 lingue, mentre XL8 lavora sulla localizzazione video e sull’interpretazione in tempo reale. La piattaforma i.AM trasforma modelli ed elementi VFX in risorse scambiabili; Digion Cinema porta la visione su cinema online e occhiali per la realtà aumentata.

MyStarChain presenterà un sistema di voto basato su blockchain, mentre HiStranger mostrerà Insight Flow, una tecnologia che utilizza segnali biometrici per analizzare le reazioni emotive degli spettatori. In un solo ecosistema, quindi, il copione viene scomposto in dati, il cast viene selezionato, il film prodotto e localizzato, la visione mediata da dispositivi e la risposta del pubblico nuovamente convertita in informazione.

Un’ulteriore sessione affronterà modelli fondamentali indipendenti, proprietà intellettuale, risorse AI e diritto d’autore: questioni che il settore ha spesso trattato come complicazioni giuridiche e che ora riconosce, più realisticamente, come parti dell’infrastruttura.

La pubblicità diventa cinema, il cinema diventa formato

L’esperimento più rivelatore è Cinema by Brand 2026, concorso di ACFM e INNOCEAN per cortometraggi destinati alle piattaforme OTT e alle sale. Il tema è l’energia solare prodotta nello spazio, collegata alla strategia industriale di Hanwha: fra circa dodici proposte saranno scelti tre progetti, finanziati fino a 500 milioni di won ciascuno e poi riuniti in un film antologico.

L’autonomia del regista resta centrale, purché si muova nell’orbita narrativa stabilita: non è più il prodotto a entrare nel film, ma il film a nascere come forma evoluta del prodotto. Il marchio non compra trenta secondi di attenzione, ma finanzia un racconto costruito per non sembrare pubblicità.

La stessa logica ritorna nei microdrama, mercato che ACFM valuta in 18 miliardi di dollari. Formati brevi, produzione accelerata, localizzazione automatica e analisi delle reazioni permettono di collaudare storie e personaggi a una velocità irraggiungibile dal cinema tradizionale. Busan offre già la scala industriale necessaria: nel 2025 il mercato ha riunito 1.222 aziende, 3.024 professionisti di 55 Paesi e 8.438 incontri commerciali.

Lo schermo, così, non rappresenta più la fine del film ma diventa il sensore attraverso cui il pubblico rientra nella produzione sotto forma di dati.