NAZA, il nuovo documentario sulla guerra a Gaza

NAZA, il nuovo documentario sulla guerra a Gaza

Yuval Abraham e Rachel Szor, già noti per No Other Land, hanno realizzato un documentario sul bombardamento israeliano contro le abitazioni palestinesi: NAZA.

Yuval Abraham Rachel Szor, registi vincitori del Premio Oscar per No Other Land (alla cui regia hanno lavorato anche Basel Adra e Hamdan Ballal), hanno presentato la loro nuova opera – NAZA – alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il film è entrato in concorso in extremis.

No Other Land, il primo film di Abraham e Szor

No Other Land, il titolo precedentemente realizzato da Abraham e Szor, è un film del 2024. No Other Land mostra la distruzione di Masafer Yatta, area cisgiordana sotto occupazione israeliana. Co-produzione norvegese e palestinese, ha partecipato al 74° Festival Internazionale del Cinema di Berlino. Ha poi vinto l’Oscar per il Miglior film documentario. Su Rotten Tomatoes No Other Land è considerato un film perfetto, valutato come

un documento straziante che lascia tracce di speranza per un futuro migliore.

NAZA, il film sui bombardamenti israeliani

NAZA è un documentario secondo cui l’IDF, dopo l’attacco terroristico del 7 ottobre 2023, avrebbe avviato una pulizia etnica contro i palestinesi. Il titolo deriva dall’acronimo NAZA, impiegato dalle forze militari israeliane per stimare il numero di morti civili palestinesi che seguiranno un bombardamento aereo. NAZA, girato a Tel Aviv durante la guerra tra Israele e Hamas, accusa il governo israeliano di essere responsabile della tragedia presente a Gaza.

Le parole di Abraham e Szor

Il film è stato girato da due registi israeliani, Yuval Abraham e Rachel Szor. I due hanno sentito il

dovere di usare il nostro privilegio come israeliani per analizzare l’uccisione di massa dei civili palestinesi, cosa di cui il nostro Paese è responsabile. Come può un gruppo di persone permettere la totale disumanizzazione di un altro? Come funziona dall’interno un sistema del genere?

Gran parte del materiale presente nel film era già stata resa nota da The Guardian+972 Magazine Local Call.

Il film ci permette di analizzare qualcosa di più profondo rispetto al solo giornalismo d’inchiesta

hanno però affermato i registi.

Ora potremo osservare, oltre alle parole pronunciate, anche quelle non dette, quel silenzio che dobbiamo rompere.

I primi attacchi a NAZA

Il Giornale riporta una notizia riguardante un’associazione culturale sionista, di cui non viene specificato il nome. Secondo quanto notificato dall’associazione, NAZA è stato ammesso in concorso solo dopo la chiusura del bando; sono stati quindi sollevati dubbi sulle motivazioni e sulle procedure adottati dalla Biennale. E’ tuttavia necessario ricordare all’associazione in questione che la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica può riservarsi il diritto d’inserire in cartellone anche film presentati all’ultimo minuto, a prescindere da eventuali motivazioni politiche.