Apre a Los Angeles il Lucas Museum of Narrative Art

Lucas Museum of Narrative Art, apre a Los Angeles il museo di George Lucas

Il Lucas Museum of Narrative Art apre a Los Angeles: George Lucas porta insieme cinema, arte, fumetto e illustrazione in un museo dedicato alle storie.

Il 22 settembre aprirà ufficialmente al pubblico il Lucas Museum of Narrative Art, la nuova istituzione culturale fondata da George Lucas e Mellody Hobson a Los Angeles. Situato a Exposition Park, il museo nasce con l’obiettivo di mettere in dialogo linguaggi artistici differenti attraverso un elemento comune: la capacità delle immagini di raccontare storie.

La presentazione alla comunità del 13 settembre ha offerto un primo assaggio degli spazi, accogliendo migliaia di residenti, organizzazioni locali, imprenditori e rappresentanti delle istituzioni.

Il progetto si sviluppa all’interno di un edificio di circa 27.870 metri quadrati, progettato dall’architetto Ma Yansong dello studio MAD insieme a Stantec. Oltre 9.290 metri quadrati sono destinati alle gallerie, distribuite in più di 30 spazi espositivi.

La collezione comprende oltre 1.300 opere e attraversa secoli, culture e forme artistiche diverse, dalla pittura alla fotografia, passando per fumetto, illustrazione, cinema e arte pubblica.

Lucas Museum of Narrative Art: dal cinema alla pittura, una collezione dedicata alla narrazione

Al centro della filosofia del Lucas Museum c’è l’idea della narrazione visiva come linguaggio universale. La collezione accosta così opere di Artemisia Gentileschi, Frida Kahlo, Norman Rockwell, Robert Colescott, Frank Frazetta e Robert Crumb a materiali cinematografici, fumetti, fotografie e murales.

Queste le parole di Lucas in occasione dell’inaugurazione:

Il Lucas Museum of Narrative Art è stato creato per celebrare le storie dell’umanità e gli artisti che le illustrano. Gli artisti presenti in questa collezione non si sono limitati a creare immagini, hanno collegato la nostra immaginazione moderna alle nostre emozioni più antiche, attraverso convinzioni comuni capaci di creare comunità. Il loro lavoro attraversa generi, mezzi espressivi ed epoche. Meritano di essere in un museo.

Il percorso espositivo parte dalle origini della narrazione artistica. La mostra The History of Narrative Art: Heroes • Myths • The Sacred arriva indietro di decine di migliaia di anni e combina opere della collezione con riproduzioni di importanti monumenti, opere d’arte e siti archeologici.

Tra le ricostruzioni figurano il soffitto della Cappella Sistina, realizzato in collaborazione con i Musei Vaticani, i Tori alati con testa umana del Palazzo di Sargon II, sviluppati con il Louvre, le pitture rupestri di Altamira e la Pietra del Sole azteca.

Tecnologie di fotografia ad alta risoluzione e scansione 3D permettono di riprodurre questi luoghi e opere, creando al tempo stesso risorse digitali destinate alle istituzioni coinvolte nel progetto.

Gli artisti e i temi del Lucas Museum of Narrative Art

Salendo all’interno dell’edificio, il percorso si sviluppa attraverso gallerie organizzate secondo temi e mezzi espressivi. Amore, famiglia, comunità, lavoro, sport, fantasia, romanticismo e avventura diventano alcuni dei fili conduttori dell’esposizione.

Il museo mette così in relazione personalità artistiche molto diverse, tra cui Vincent van Gogh, Jacob Lawrence, Beatrix Potter, Charles White, George Méliès, Takashi Murakami, Gordon Parks, Diego Rivera e Judith F. Baca.

Una sezione particolarmente significativa per gli appassionati di cinema e cultura pop è Star Wars in Motion, che attinge agli Archivi Lucas per presentare bozzetti, costumi e oggetti di scena dei primi sei film della saga.

Tra i materiali esposti figurano anche il Landspeeder di Luke Skywalker e la costruzione fisica della Wheel Bike del Generale Grievous.

L’architettura diventa parte del racconto

Anche l’edificio progettato da Ma Yansong è pensato come parte integrante dell’esperienza. L’architetto si è ispirato agli alberi di Exposition Park per realizzare una struttura scultorea caratterizzata dall’assenza di linee rette.

Il grande arco centrale, alto circa 56 metri, si apre su una piazza coperta, mentre un oculo ellittico situato quattro piani più in alto porta lo sguardo verso l’esterno. L’edificio è rivestito da oltre 1.200 pannelli in polimero rinforzato con fibra di vetro, modellati individualmente per creare l’aspetto sinuoso e quasi sospeso della struttura.

Intorno al Lucas Museum of Narrative Art si estende anche il Park and Gardens, progettato da Mia Lehrer e Studio-MLA. L’area di circa 13 acri, un tempo occupata da un parcheggio asfaltato, è stata trasformata in un grande spazio pubblico con oltre 300 alberi, prati, piante fiorite, un giardino sospeso, un anfiteatro e una fontana.

Dieci sculture monumentali portano il progetto artistico anche all’esterno, con opere di Fernando Botero, Prune Nourry e Benjamin Victor.

Lucas Museum of Narrative Art, il cinema al centro dell’esperienza

Il rapporto con il cinema non si limita alla collezione. Il Lucas Museum of Narrative Art dispone infatti del Robert Flaherty Theater e dello Slavko Vorkapich Theater, dove vengono proposti programmi cinematografici a ingresso libero.

Documentario, cinema sperimentale, animazione e montaggio sono alcuni degli ambiti esplorati dalle proiezioni, con film dalla durata compresa tra pochi minuti e 90 minuti. Una formula che permette ai visitatori di costruire liberamente il proprio percorso all’interno della programmazione.

A completare l’offerta c’è una Research Library gratuita, che conserva oltre 30.000 fumetti, libri rari e archivi, circa 3.000 libri d’arte donati da Steve e Ann Martin e oltre 2.900 volumi provenienti dalla biblioteca personale di Joseph Campbell.

In cima all’edificio trova spazio anche lo Skywalker Grill, progettato dal Rockwell Group, con ingredienti coltivati in California e una vista panoramica su Los Angeles.

George Lucas: “Volevamo un museo diverso da qualsiasi altro”

Per Mellody Hobson, il progetto nasce anche dalla volontà di creare un luogo capace di parlare a un pubblico il più ampio possibile. Queste le sue parole:

Volevamo un museo diverso da qualsiasi altro, un luogo capace di far entrare dalla stessa porta persone provenienti da ogni contesto. Per questo la collezione contiene così tanti tipi diversi di storie: perché più persone possano entrare e, da qualche parte nelle gallerie, riconoscere se stesse e il mondo che conoscono. È questo senso di riconoscimento ciò che abbiamo voluto offrire con questo luogo.

Il Lucas Museum of Narrative Art si presenta così come uno spazio in cui cinema, arte, fumetto e illustrazione non vengono considerati mondi separati, ma differenti forme di una stessa esigenza: raccontare.