Lanterns, la recensione della serie HBO con Kyle Chandler

Lanterns, la recensione della serie HBO con Kyle Chandler

Lanterns porta Hal Jordan e John Stewart nel nuovo DCU: la nostra recensione della serie HBO tra mistero, personaggi e fantascienza

Cosa succede quando si prende uno dei personaggi più legati all’immaginario fantascientifico della DC e gli si toglie, almeno in parte, tutto ciò che ci si aspetterebbe da una storia su di lui? Niente grandi invasioni aliene, niente battaglie intergalattiche a ogni episodio, niente eroi che passano il tempo a costruire gigantesche armi di luce con i propri anelli. Al loro posto ci sono una cittadina del Nebraska, un cadavere e due uomini costretti a lavorare insieme.

È da questa premessa che parte Lanterns, la nuova serie HBO ambientata nel DC Universe di James Gunn e Peter Safran. Un progetto che sceglie deliberatamente di non presentarsi come il classico racconto supereroistico e che, proprio per questo, riesce a trovare una strada interessante per riportare sullo schermo uno dei personaggi più difficili da adattare della DC.

Lanterns, la trama

La serie segue John Stewart, nuova recluta del Corpo delle Lanterne Verdi, e Hal Jordan, veterano ormai vicino a lasciare il servizio. I due vengono coinvolti nelle indagini sulla morte di una Lanterna Verde, un caso che li conduce nella cittadina di Rushville, in Nebraska.

Quello che sembra inizialmente un omicidio isolato si rivela progressivamente qualcosa di molto più complesso. Attraverso una narrazione che alterna passato e presente, Lanterns ricostruisce anche le vicende personali dei suoi protagonisti e il rapporto che si sviluppa tra loro.

Lanterns, Hal Jordan e John Stewart

Il vero punto di forza della serie sono proprio i suoi due protagonisti.

Kyle Chandler interpreta un Hal Jordan sicuro di sé, ironico e spesso arrogante, ma molto più fragile di quanto lasci intendere. È un veterano che conosce bene il proprio mestiere e che non sembra avere particolare interesse a rispettarne sempre le regole.

Aaron Pierre, invece, porta sullo schermo un John Stewart più giovane e controllato, ancora alla ricerca del proprio posto nel Corpo delle Lanterne.

La loro dinamica funziona perché non è semplicemente quella tra un maestro e un allievo. Hal deve insegnare a John, ma il giovane finisce anche per mettere in discussione alcune delle convinzioni del suo mentore.

Sono soprattutto i loro dialoghi a rappresentare i momenti migliori della serie.

Più uomini che supereroi

La scelta più interessante di Lanterns è quella di ridimensionare la componente spettacolare.

Gli anelli e i loro poteri naturalmente ci sono, ma non vengono utilizzati continuamente. La serie preferisce concentrarsi sulle persone che li indossano, sui loro rapporti e sulle conseguenze delle esperienze che hanno vissuto.

Questo vale soprattutto per John Stewart, il cui percorso è legato alla famiglia, all’educazione ricevuta e al rapporto con la paura. Anche Hal porta con sé un passato difficile, creando un interessante parallelismo tra i due.

I traumi dei protagonisti non diventano semplicemente spiegazioni psicologiche, ma influenzano concretamente le loro decisioni e il modo in cui si rapportano agli altri.

È probabilmente qui che Lanterns trova la propria identità: nel chiedersi non tanto cosa possa fare una Lanterna Verde, ma chi sia la persona dietro quell’anello.

Lanterns, un mistero costruito con calma

L’indagine procede senza fretta e la serie richiede una certa attenzione. Informazioni apparentemente secondarie acquistano importanza più avanti e i continui passaggi tra passato e presente contribuiscono a ricostruire gradualmente il quadro.

Il ritmo è anche il principale limite della stagione. Alcuni episodi risultano volutamente lenti e chi si aspetta un racconto supereroistico pieno di azione potrebbe rimanere deluso.

D’altra parte, questa scelta permette agli autori Chris Mundy, Damon Lindelof e Tom King di lasciare spazio ai personaggi e di costruire il mistero senza dover ricorrere continuamente allo spettacolo.

Il paragone con True Detective è inevitabile per atmosfera e impostazione, ma Lanterns non ha bisogno di essere considerata una sua versione supereroistica. L’indagine è soprattutto uno strumento per raccontare Hal e John.

Il nuovo DCU sullo sfondo

Nonostante faccia parte del nuovo universo DC, Lanterns riesce a mantenere una certa autonomia.

I riferimenti alla mitologia più ampia non mancano: Guy Gardner, interpretato da Nathan Fillion, collega la serie agli altri progetti del DCU, mentre Sinestro amplia ulteriormente il mondo delle Lanterne.

Ma la serie non pretende che lo spettatore conosca già tutto. La storia rimane comprensibile anche per chi si avvicina per la prima volta a questi personaggi.

È una scelta particolarmente utile per un universo ancora in costruzione: invece di trasformare ogni produzione in un semplice capitolo di una storia più grande, Lanterns riesce a stare in piedi da sola.

Lanterns, in conclusione

Lanterns è una scommessa riuscita proprio perché non prova a essere il classico prodotto su Lanterna Verde.

Il ritmo non è sempre uniforme e la scarsità di grandi scene d’azione potrebbe non convincere tutti, ma la serie ha una personalità precisa e può contare su due protagonisti ottimamente interpretati.

Kyle Chandler e Aaron Pierre sono il cuore della stagione, mentre l’indagine permette di esplorare il lato più umano dei personaggi senza soffocarlo sotto una quantità eccessiva di mitologia.

Più che raccontare quanto siano potenti le Lanterne Verdi, Lanterns si interessa a cosa significhi esserlo. Ed è proprio questa la scelta che rende la serie una delle proposte più interessanti del nuovo DCU.

🎬 Valutazione

Regia
★★★★★
Interpretazioni
★★★★★
Storia
★★★★★
Emozioni
★★★★★
🏆 Voto Totale
3.8
★★★⯨★