Digger, l’ultimo ruggito degli anti-eroi Warner

Digger, l’ultimo ruggito degli anti-eroi Warner

Digger, considerato ‘testamento’ della Warner Bros., è stato stroncato dalla critica. Il film, però, è l’addio migliore che lo studio potesse dare ai suoi fan.

Digger è l’ultimo film di Alejandro Gonzalez Inarritu. Ha come protagonista Tom Cruise che, nei panni di un magnate petrolifero, deve salvare il mondo da un disastro ambientale. Ultima opera prodotta dalla Warner Bros., acquisita da Paramount lo scorso 6 ottobre, secondo la critica

Digger è un colpo di pala coraggioso che manca il bersaglio.

Il botteghino, sale sulla ferita

I tempi della Warner Bros. ormai sono finiti, lo dimostra anche l’insuccesso economico di Digger. Inarritu aveva presentato il film come una commedia di proporzioni catastrofiche,

ma la vera catastrofe è stata quella vissuta al botteghino. Costato 125 milioni di dollari, nel primo week-end ne ha guadagnati solo otto. Oltre alle recensioni distruttive e al pessimo marketing (puntare sulla commedia, per un film diretto da Inarritu, era una scelta chiaramente pessima), la contemporanea distribuzione di NAZA, Mammina, Verity ed Her Private Hell ha peggiorato le cose.

Un Tom Cruise inedito

Nel film Tom Cruise interpreta Curtis Markson, un attore teatrale che, a sua volta, recita nei panni di Digger Rockwell. E’ il primo film in cui Cruise dimostra i suoi 64 anni. Per poterli dimostrare, al contrario dei comuni mortali, si è dovuto seppellire sotto quintali di trucco, cosa che fa un po’ ridere. La sua performance è stata magnifica, ma l’attore ha fatto errori di marketing. Il film parla di un possibile disastro ambientale, tema al giorno d’oggi scottante, ma negli ultimi mesi sono mancate prese di posizione ambientaliste da parte di Cruise. E questo, in un mondo dove l’attivismo influenza radicalmente le scelte di consumo, è stato un problema.

Digger Rockwell, il cattivo del XXI Secolo

Digger Rockwell si innesta nella lunga tradizione degli anti-eroi Warner. Spregevole, spaventoso, con un gatto malandato degno di un cattivo di 007, è il personaggio migliore che lo studio potesse offrire al pubblico contemporaneo. Inarritu, in un sorprendente esercizio di satira, porta in scena un petroliere texano con la pappagorgia, e con l’ambizione di controllare il petrolio groenlandese (gli intenditori colgano il riferimento). Digger è un film anticapitalista e poco prevedibile, realizzato anche come tributo ai registi della Scuola di New York.

Warner Bros, Digger: l’erede di un secolo

Warner Bros., nell’Età d’Oro di Hollywood, è stata infatti la Cenerentola delle major. Non aveva un gran budget, ma aveva la mente brillante di Jack Warner. MGM si distingueva per lo stile art déco, Paramount per i legami con il cinema europeo, e Universal per il cinema dell’orrore; in questo scenario, il produttore si accorse dell’esistenza di un’area narrativa rimasta interamente scoperta: quella legata alla Grande Depressione e alla cronaca nera. Fu così che Warner Bros. si specializzò nella scrittura di storie anti-eroiche, nate con The Doorway to Hell e arrivate fino a Digger, transitando per Arancia meccanica, Shining e Quei bravi ragazzi. Ma, forse, non è più il tempo degli anti-eroi. Addio, Warner.