Ci sono momenti in cui uno spettacolo si trasforma in un campo di battaglia. A Londra uno spettacolo legato a Harry Potter ha provocato proteste.
A Londra gli attivisti per i diritti delle persone transgender hanno protestato contro J.K. Rowling e l’universo narrativo di Harry Potter. Neil Blair, agente dell’autrice ha definito l’azione pericolosa.
J.K. Rowling e la comunità LGBT
Alcuni attivisti LGBT, nella sera del 15 ottobre, hanno fatto incursione sul red carpet, poco prima che andasse in scena Harry Potter e la maledizione dell’erede. I manifestanti si sono sdraiati sulla passerella, rendendo impossibile l’accesso degli ospiti al teatro, per contestare le posizioni di J.K. Rowling, da loro considerate transfobiche. La scrittrice è stata persino accusata da Lilly Wachowski di essere “una nazionalsocialista”. Secondo la regista di Chicago
se sostenete Harry Potter sostenete il genocidio trans.
Hogwarts appartiene ai fan
Hogwarts è un egregora, una forma simbolica alimentata dall’immaginazione. Si tratta di un contenitore archetipico, nel quale intere generazioni hanno proiettato desideri, scoperte e possibilità. Quando un universo narrativo raggiunge questa intensità, smette di appartenere al suo autore, iniziando a generare significati autonomi. Negli anni, così, si sono moltiplicate fanfiction e fan-art sull’universo di Harry Potter. Si è recentemente sviluppato, ad esempio, il fenomeno Malfoid. In questa serie di fan-art Draco Malfoy, nei film interpretato da Tom Felton, è rappresentato come un’avvenente ragazza.
I rischi di una manifestazione
La protesta londinese non è solo una manifestazione di dissenso. Tenta di modificare il contesto nel quale il prodotto culturale viene percepito. Il tappeto rosso, tradizionalmente consacrato alla celebrazione, è diventato un altare rovesciato. Ma ogni rituale di contestazione comporta un rischio: confondere l’efficacia simbolica con la legittimità assoluta. Un’azione può attirare l’attenzione senza persuadere; può consolidare una comunità già convinta e, contemporaneamente, irrigidirne gli avversari.
Capitale, identità e reputazione di Harry Potter
Il caso rivela tre forze interdipendenti: capitale, identità e reputazione. Il capitale sostiene la diffusione dell’opera; l’identità ne moltiplica il valore affettivo; la reputazione ne determina il contesto morale. Nessuna variabile è indipendente dalle altre. Il successo commerciale non garantisce consenso etico, così come la condanna pubblica non cancella automaticamente il significato dell’opera. La vera battaglia si combatte tra queste dimensioni. E in questo ambito ogni gesto diventa un messaggio, ogni silenzio rischia di diventare una dichiarazione.
J.K. Rowling, Harry Potter e le proteste di Londra
Rowling è la creatrice di Harry Potter; il significato collettivo della sua opera, però, è ormai più vasto. Forse è proprio questa la lezione più scomoda: creare un mito significa liberare qualcosa che non potrà mai essere controllato. E quando il mito entra in conflitto con il presente, nessun incantesimo può sottrarlo alla storia. Bisogna quindi interpretare ciò che accade, senza confondere la complessità con la complicità, né il dissenso con la verità assoluta.
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