Festival Cinema Roma 2026: Non importa dove recensione del documentario su Morgan

Festa del Cinema 2026: Non importa dove, la recensione del documentario su Morgan

Festa del Cinema 2026: Non importa dove, la recensione del documentario sul cantautore Morgan realizzato da Francesco Fei e Consuelo Moschella.

Presentato in anteprima alla Festa del Cinema 2026, Non importa dove racconta la storia del tracollo di Marco Castoldi, in arte Morgan, dopo la sua cacciata dalla televisione. Una discesa che poi ha portato a una risalita, che ha portato l’artista a riscoprire sé stesso ed è nuovamente tornato su un palcoscenico. A realizzarlo sono Francesco Fei, già autore di un documentario su Piero Pelù al cinema a novembre, e Consuelo Moschella.

Ecco la nostra recensione in anteprima.

Festival Cinema Roma 2026: Non importa dove, la recensione

Diametralmente opposto, sotto diversi aspetti, a un altro documentario presentato in anteprima alla Festa del Cinema 2026, Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti, Non importa dove è anche la storia di un uomo che davvero ha toccato il fondo. Dalla giovinezza, quando ha vissuto esperienze che sarebbero difficili da metabolizzare per chiunque, fino all’età adulta, quando la sua incapacità di uniformarsi al sistema e il suo carattere ribelle lo hanno reso un emarginato.

I due documentari sono diversi almeno quanto gli uomini che li hanno ispirati. Morgan è una figura per nulla bipartisan, che non piace a tutti e non se ne interessa. A una sola cosa sembra tenere: essere trattato con rispetto. In Non importa dove non appare subito in scena ma dopo il filmato del crollo di un palazzo. immagini che simboleggiano potentemente il suo tracollo dopo la cacciata dal panorama televisivo.
Travolto da svariate polemiche a partire dal 2020, quando viene squalificato a Sanremo, per il cantautore inizia una vera e propria discesa agli inferi, che tra Covid, sfratti e traslochi continui, lo porta sull’orlo dell’abisso. A salvarlo è, come sempre la musica.

Il Morgan che vediamo in Non importa dove è una persona più che un personaggio, per nulla interessato a compiacere il pubblico e che vive una vita da comune mortale (quasi da angelo caduto) con la compagna Alessandra Cataldo e la loro figlia, Maria Eco. È un artista che è reso nulla dall’opinione pubblica, e che rivendica il fatto di essere vivo. E di restituire vita ai propri strumenti musicali, rimasti a prendere polvere troppo a lungo.

Festival Cinema Roma 2026: Non importa dove recensione del documentario su Morgan

Il documentario rinuncia a ogni fronzolo estetico e lo cattura puntualmente, consapevole davanti all’obiettivo ma allo stesso tempo del tutto calato in sé stesso. Mentre suona, mentre rimprova la madre per l’educazione che gli ha impartito, quando va alla festa di compleanno della figlia (anche se lui avrebbe voluto festeggiarla diversamente). C’è tanto dolore, che esplode in una scena molto potente in cui Morgan si cala letteralmente nei panni di suo padre.

Ed emerge potentemente anche la natura profondamente politica di lui come persona e personaggio: Morgan prende sempre posizione, anche in questo documentario. È contro la guerra in Palestina, contro il sionismo, contro la guerra. E trasmette forte il suo messaggio, con tutto il suo essere. Tra “musiche brutte” (la musica a Sanremo) e “musiche belle” (il Preludio e Fuga numero 12 di Bach che lui suona al piano), Morgan ha le idee chiare. E anche quando l’opinione pubblica lo lapida e lui si barrica in casa, lui è vivo. A tenerlo vivo, come sempre, la musica che arde dentro di lui.

🎬 Valutazione

Regia
★★★★★
Interpretazioni
★★★★★
Storia
★★★★★
Emozioni
★★★★★
🏆 Voto Totale
3.5
★★★⯨★