Roberto Perpignani

Roberto Perpignani, programmazione e tour del documentario

Roberto Perpignani, programmazione e tour del documentario di Marco Chiarini, dall’anteprima romana alle proiezioni di novembre in Emilia-Romagna.

Il film arriva al Cinema Nuovo Sacher di Roma dopo la presentazione alla Festa del Cinema di Roma, nella sezione Storia del Cinema.

Roberto Perpignani, programmazione nelle sale italiane

Roberto Perpignani: l’emozione dei tagli impropri (2026) debutta in anteprima nella sala romana, prima di iniziare un percorso nei cinema italiani.

Il tour partirà a novembre dall’Emilia-Romagna. Il regista Marco Chiarini e il protagonista Roberto Perpignani accompagneranno le proiezioni a Bologna, Reggio Emilia e Parma.

Le informazioni diffuse non indicano ancora le date dei singoli appuntamenti né le sale coinvolte nelle tre città. Il programma annunciato prevede però un’occasione per incontrare gli autori e approfondire il percorso raccontato dal documentario.

La costruzione del documentario

Il regista Marco Chiarini ripercorre la carriera del montatore italiano attraverso una riflessione sul montaggio come atto creativo. Al centro trovano spazio l’estetica, la visione e il ritmo, elementi attraverso cui le immagini acquistano significato.

Il documentario, prodotto da Cineforum Teramo e Rino Sciarretta per Zivago Film, esplora il legame tra la storia delle immagini e quella delle idee. Il racconto affronta quindi il lavoro di Perpignani e il rapporto con i grandi autori del cinema, interrogandosi sulle scelte che danno forma a un film.

A questo percorso si affiancano le testimonianze di Walter Fasano, Luciana Pandolfelli, Simona Paggi e Silvia Moraes. Intervengono inoltre Marco Spoletini, Jacopo Quadri e i giornalisti Alberto Crespi e Simona Turco.

Il montaggio diventa un racconto personale

Durante le riprese, tuttavia, il progetto cambia progressivamente prospettiva. Accanto alla carriera emergono infatti le esperienze gioiose e dolorose che hanno segnato la vita di Perpignani.

Chiarini riconosce in quelle vicende alcuni riflessi della propria storia. Si sviluppa così una corrispondenza intima, che i due costruiscono attraverso i sentimenti e il proprio modo di fare cinema.

Il rapporto tra il regista e il protagonista diventa parte centrale del documentario. Da questo incontro emerge anche una ragione più personale all’origine del progetto, che accompagna e arricchisce il ritratto del montatore.