Sebastian Lelio - Morto

Morto Sebastián Lelio a 52 anni, il regista di Una donna fantastica e Gloria

È morto a 52 anni Sebastian Lelio, il regista cileno che nel 2018 aveva conquistato l’Oscar al miglior film straniero con Una donna fantastica. Il cineasta è scomparso venerdì 6 novembre 2026, come confermato dalla famiglia, che ha attribuito il decesso a motivi di salute senza fornire ulteriori dettagli.

A comunicare la notizia è stata la compagna Amalia Kassai, attraverso una dichiarazione pubblicata su Instagram. «Stiamo attraversando un momento di grande dolore», ha scritto nel messaggio, chiedendo rispetto e riservatezza per la famiglia.

Secondo quanto riportato dai media cileni, il regista si trovava nella propria abitazione al momento della morte. Lelio era impegnato nella lavorazione di un nuovo lungometraggio, Poeta chileno, tratto dal romanzo di Alejandro Zambra, le cui riprese erano iniziate nelle settimane precedenti.

Sebastian Lelio morto a 52 anni: dall’Oscar al successo internazionale

Nato l’8 marzo 1974 a Mendoza, in Argentina, ma cresciuto in Cile, Sebastian Lelio era diventato uno dei principali rappresentanti del cinema cileno contemporaneo, costruendo una filmografia dedicata soprattutto a personaggi alle prese con convenzioni sociali, discriminazioni e conflitti personali.

Dopo gli esordi con La sagrada familia (2005), Navidad (2009) e El año del tigre (2011), il riconoscimento internazionale era arrivato con Gloria (2013), storia di una donna di mezza età determinata a vivere una nuova stagione della propria esistenza.

Presentato in concorso al Festival di Berlino, il film aveva conquistato l’attenzione della critica internazionale e permesso alla protagonista Paulina García di ottenere l’Orso d’argento per la migliore interpretazione femminile.

Quattro anni dopo, Lelio aveva raggiunto il risultato più importante della sua carriera con Una donna fantastica (2017), interpretato da Daniela Vega.

Il film racconta la vicenda di Marina, una donna transgender che, dopo la morte del compagno, deve affrontare l’ostilità della famiglia dell’uomo e una società incapace di riconoscerne pienamente l’identità e il dolore.

Presentata alla Berlinale del 2017, dove aveva ottenuto l’Orso d’argento per la sceneggiatura, l’opera aveva poi vinto nel 2018 l’Oscar al miglior film in lingua straniera, diventando il primo lungometraggio cileno a conquistare il riconoscimento in quella categoria.

Da Disobedience a Il prodigio: i film di Sebastian Lelio

Il successo di Una donna fantastica aveva aperto a Lelio le porte delle produzioni internazionali, consentendogli di lavorare con alcune delle attrici più conosciute del cinema contemporaneo.

Con Disobedience (2017), interpretato da Rachel Weisz e Rachel McAdams, aveva affrontato il rapporto tra desiderio, religione e appartenenza attraverso la storia di due donne cresciute in una comunità ebraica ortodossa londinese.

Nel 2018 aveva invece realizzato Gloria Bell, remake statunitense del proprio film del 2013, affidando il ruolo principale a Julianne Moore, affiancata da John Turturro.

Successivamente aveva diretto Florence Pugh in Il prodigio (The Wonder, 2022), dramma ambientato nell’Irlanda del XIX secolo, incentrato su un’infermiera chiamata a verificare il caso di una bambina che sostiene di poter sopravvivere senza mangiare.

Tra i suoi lavori più recenti figura La ola (2025), musical politico presentato nella sezione Cannes Première del Festival di Cannes. Ispirato alle mobilitazioni femministe che attraversarono le università cilene nel 2018, il film racconta una protesta studentesca contro molestie e abusi attraverso una combinazione di musica, danza e racconto sociale.

Poeta chileno, il film che Sebastian Lelio stava girando

La morte del regista arriva mentre era ancora in corso la realizzazione di Poeta chileno, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo pubblicato nel 2020 dallo scrittore Alejandro Zambra.

Il progetto, prodotto dalla società cilena Fábula con la partecipazione di Amazon MGM Studios e altri partner internazionali, aveva avviato le riprese tra settembre e ottobre 2026. Tra gli interpreti annunciati figuravano Felipe Zepeda e Clemente Rodríguez.

La storia ruota attorno a Gonzalo, aspirante poeta, e al giovane Vicente, intrecciando i loro rapporti familiari con l’ambiente letterario di Santiago del Cile.

Non sono ancora state comunicate decisioni ufficiali sulla prosecuzione delle riprese o sul futuro della pellicola.

Il progetto avrebbe riportato Lelio a raccontare il proprio Paese dopo una serie di produzioni internazionali, confermando un percorso artistico nel quale il riconoscimento hollywoodiano non aveva cancellato l’interesse per le trasformazioni culturali e sociali del Cile. Una carriera interrotta proprio mentre il regista era tornato dietro la macchina da presa per raccontare una nuova storia.

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