Le Giornate del Cinema Muto 2026 proseguono oltre i confini italiani con due rassegne internazionali a San Paolo del Brasile e Parigi. Dopo la conclusione della 45ª edizione a Pordenone, una selezione dei film presentati al festival torna sul grande schermo grazie alla collaborazione con la Cinemateca Brasileira e la Fondation Jérôme Seydoux-Pathé.
La tappa brasiliana, inaugurata il 5 novembre, proseguirà fino al 15 novembre, mentre quella francese prenderà il via l’11 novembre e si concluderà il 1° dicembre. Due programmi dedicati alla riscoperta del cinema delle origini, tra restauri, opere rare e proiezioni accompagnate da musica dal vivo.
Il direttore artistico Jay Weissberg parteciperà a entrambe le iniziative, presentando alcuni dei film selezionati e approfondendo il ruolo degli archivi nella conservazione del patrimonio cinematografico.
Giornate del Cinema Muto 2026: i film in programma a San Paolo
La Cinemateca Brasileira ospita la rassegna Le Giornate del Cinema Muto em São Paulo, organizzata in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura. Il programma comprende una decina di lungometraggi e numerosi cortometraggi, con ingresso gratuito e accompagnamento musicale dal vivo al pianoforte di Carlos Ranoya.
Tra le opere più significative figura L’arzigogolo, interpretato dalla diva del cinema italiano Italia Almirante Manzini. Il film è stato restaurato dal Museo Nazionale del Cinema di Torino e dalla Cineteca del Friuli in collaborazione con la Cinemateca Brasileira, utilizzando materiali cinematografici conservati tra Italia e Brasile.
La selezione comprende anche Don Q, Son of Zorro (1925), con Douglas Fairbanks, il film giapponese Una pagina di follia (1926) di Teinosuke Kinugasa e M’liss (1918) di Marshall Neilan, interpretato da Mary Pickford.
Spazio inoltre a Stellina, la pescatrice di Venezia (1912), caratterizzato dalle colorazioni delle immagini, a cortometraggi spagnoli delle origini e alle cosiddette corse fantasma, riprese effettuate a bordo dei tram nelle città dei primi del Novecento.
Domenica 8 novembre, alle 17 ora locale (21 in Italia), Jay Weissberg incontrerà il pubblico per discutere della storia del festival e delle difficoltà affrontate dagli archivi cinematografici. L’appuntamento sarà trasmesso in diretta sul canale YouTube della Cinemateca Brasileira.
A Parigi 24 proiezioni tra cinema italiano e avanguardie tedesche
La seconda tappa internazionale si svolgerà alla Fondation Jérôme Seydoux-Pathé, che dall’11 novembre al 1° dicembre presenterà dodici film selezionati dal programma di Pordenone. Ogni titolo sarà proposto in due date differenti, per un totale di 24 appuntamenti.
Accanto a Don Q, Son of Zorro e L’arzigogolo, la rassegna comprenderà due rarità dirette da Marshall Neilan, The Girl at Home (1917) e Diplomacy (1926), oltre a La grande passione (1922), nuovamente interpretato da Italia Almirante Manzini, e Villa Falconieri (1928) di Richard Oswald.
Particolare attenzione sarà riservata alla retrospettiva Weimar senza censure, dedicata alla produzione cinematografica tedesca nel periodo successivo alla Prima guerra mondiale, quando l’abolizione temporanea della censura favorì la rappresentazione di temi considerati tabù.
Tra le opere selezionate figurano Die Teufelskirche (1919), Heddas Rache (1919) e Genuine (1920) di Robert Wiene, regista de Il gabinetto del dottor Caligari. Film che permettono di esplorare un versante meno conosciuto del cinema tedesco, oltre i titoli più celebri dell’espressionismo.
La retrospettiva proseguirà con una seconda parte alle Giornate del Cinema Muto del 2027.
Il restauro di Lest We Forget e la memoria del Lusitania
Tra le opere più interessanti della rassegna parigina compare Lest We Forget (Sfida alla morte, 1918), diretto da Léonce Perret e presentato in una versione restaurata dalla Cinémathèque française.
Il film vede protagonista Rita Jolivet, attrice sopravvissuta all’affondamento del transatlantico Lusitania, silurato da un sommergibile tedesco il 7 maggio 1915. Nell’opera, Jolivet rievoca una tragedia realmente vissuta, creando un legame particolarmente significativo tra testimonianza personale, ricostruzione cinematografica e memoria storica.
La presenza del film nel programma rappresenta anche un esempio del lavoro di recupero svolto dalle cineteche, che consente di riportare all’attenzione opere rimaste a lungo difficilmente accessibili.
Il cinema muto continua a vivere grazie agli archivi
L’espansione internazionale delle Giornate del Cinema Muto conferma il ruolo assunto dal festival di Pordenone nella valorizzazione di un patrimonio ancora in parte inesplorato.
Come sottolinea Jay Weissberg nella presentazione della selezione parigina, anche dopo 45 edizioni sono numerose le opere che attendono di essere riscoperte negli archivi internazionali. Una ricerca resa complessa dalla scarsità di finanziamenti e dalla limitata attenzione riservata ai film precedenti all’avvento del sonoro.
Il caso di L’arzigogolo riassume concretamente questa attività: il restauro è stato possibile anche grazie al ritrovamento di una copia in Brasile, integrata con materiali conservati in Italia. A oltre un secolo dalla sua realizzazione, il film torna così proprio nel Paese che ha contribuito al suo recupero.
Per programmi e calendari delle proiezioni sono disponibili i siti ufficiali della Cinemateca Brasileira e della Fondation Jérôme Seydoux-Pathé.