Anni Cinquanta, il silenzio della cinepresa

Anni Cinquanta, il silenzio della cinepresa

Gli Anni Cinquanta furono un periodo di forti tensioni. La guerra era appena terminata, ma a dominare era il reciproco sospetto, e non la gioia di vivere.

Negli Anni Cinquanta si sviluppò una vera e propria caccia alle streghe. La popolazione Occidentale, sulla base di alcuni fatti di cronaca (come il Caso Rosenberg, riguardante una coppia di spie al servizio dell’Unione Sovietica), aveva infatti sviluppato il timore di ‘influenze comuniste’. Questo fenomeno ebbe conseguenze anche sul mondo del cinema.

Prima degli Anni Cinquanta, il Codice Hays

Negli Anni Trenta William Harrison Hays aveva già introdotto un codice conservatore, causa di pesanti censure all’interno della settima arte. Il Codice Hays regolamentò in modo rigido la rappresentazione di alcoolismo e tossicodipendenze, omosessualità, turpiloquio, adulterio e baci intensi. Tra le opere colpite dalla censura, famoso è il caso di Betty Boop. Personaggio dei cartoni animati creato da Grim Natwick, Betty doveva rappresentare lo stereotipo della flapper. Il Codice la relegò però al ruolo di casalinga.

Misure anti-comuniste negli Anni Cinquanta

Hollywood, nel decennio del maccartismo (termine derivante da Joseph McCarthy, volto pubblico dell’anti-comunismo), fu oggetto di particolari attenzioni. Il distretto era stato infatti raggiunto da molti intellettuali progressisti europei, che avevano dovuto abbandonare il Vecchio Continente per sfuggire al nazionalsocialismo. La censura maccartista si abbatté contro socialisti, comunisti e liberali. Famosa la vicenda che colpì Charlie Chaplin: recatosi in Europa nel 1952, l’attore si vide cancellato il visto di rientro.

La lista nera

Erano ancora gli Anni Quaranta, quando dieci sceneggiatori e registi furono denunciati per oltraggio al Congresso degli Stati Uniti d’America e resistenza alla Commissione per le Attività Anti-Americane. I dieci furono quindi licenziati dalla Motion Picture Association of America. Furono così poste le basi per una caccia alle streghe (svoltasi tra gli Anni Quaranta e Cinquanta) contro tutti gli esponenti di Hollywood vicini al comunismo o al Partito Comunista degli Stati Uniti d’America. La vicenda ebbe fine nel 1960, quando Dalton Trumbo, ex-esponente del Partito Comunista, fu citato in Exodus come sceneggiatore; in seguito Kirk Douglas riconobbe anche la sua partecipazione alle riprese di Spartacus.

Cosa resta di questi Anni Cinquanta

Il fenomeno del maccartismo fu così grave da segnare un’intera generazione. Portò anche alla realizzazione di importanti opere teatrali (Il crogiuolo di Arthur Miller), letterarie (Fahrenheit 451 di Ray Bradbury) e cinematografiche (Indiziato di reato di Irwin Winkler). E’ importante ricordare le vicende degli Anni Cinquanta, perché l’imposizione del conformismo come ideologia egemone resta, e resterà sempre, un pericolo.