Biennale Cinema 2026, i film da non perdere a Venezia 83

Biennale Cinema 2026, film imperdibili che vedremo a Venezia

La Biennale Cinema 2026 riscalda i motori in attesa dell’inaugurazione del 2 settembre. Ecco una selezione di film da non perdere, in concorso e fuori concorso.

Biennale Cinema 2026, i film in concorso da non perdere

Naza – Yuval Abraham, Rachel Szor

Un film potente che racconta la strage dei palestinesi ad opera di Israele. In concorso alla Biennale Cinema 2026.

La sinossi ufficiale:

Girato di notte sui tetti di Tel Aviv, il film rivela in dettaglio i sistemi alla base della calcolata uccisione di massa di civili palestinesi da parte di Israele a Gaza.

Company – Casey Affleck

Il fratello minore di Ben Affleck, giunto al suo terzo lungometraggio da regista, è ormai un artista maturo. Nel suo ultimo lavoro pone l’accento sul significato delle storie e sul modo in cui si può provare a far pace con la propria esistenza. In concorso alla Biennale Cinema 2026.

La sinossi ufficiale:

In una notte d’inverno del 1975, una misteriosa donna di nome Evelyn si presenta non invitata a una festa e racconta la storia di Tom, un anziano solitario che nel 1953 trae in salvo un’attrice rimasta bloccata durante una bufera di neve in Colorado. L’attrice, per ingannare il tempo durante la notte, rievoca a sua volta una storia più antica: quella di una coppia di contadini che accoglie un giovane vagabondo tormentato, mentre lungo la frontiera si diffonde il terrore per una serie di efferati omicidi.

InkDanny Boyle

Ink (“Inchiostro”) ci piace e ci interessa perché parla di noi: i giornalisti. E nella fattispecie del giornalismo visionario che ha dato origine al giornalismo contemporaneo. Nel 1969 Rupert Murdoch e Larry Lamb acquisirono e rilanciarono un quotidiano destinato a rivoluzionare il settore: il The Sun. In concorso alla Biennale Cinema 2026.

La sinossi ufficiale:

Un’esplosiva sarabanda cinematografica che racconta di un gruppo di visionari e outsider che ebbero l’idea di un nuovo modo di fare informazione: un giornalismo capace di dare al pubblico ciò che desiderava e che avrebbe cambiato per sempre il volto del mondo contemporaneo.

Bucking Fastard, Werner Herzog

L’ultimo film di Werner Herzog racconta la storia (vera) di due gemelle omozigote e vede per la prima volta insieme sullo schermo due attrici che sono anche sorelle nella vita vera: Rooney e Kate Mara. Intrigante. In concorso alla Biennale Cinema 2026.

La sinossi ufficiale:

Bucking Fastard è un film su due sorelle, Jean e Joan Holbrooke, così unite da parlare all’unisono, amare lo stesso uomo e condividere gli stessi sogni. Persino i loro lapsus sono identici e pronunciati all’unisono. Non possiamo vedere il mondo attraverso i loro occhi, ma possiamo osservare il modo in cui il mondo reagisce a loro: attraverso i tribunali e la stampa, attraverso coloro che cercano di aiutarle e coloro che vogliono sfruttarle, attraverso lo sguardo di animali domestici e selvatici, e persino attraverso l’eco delle loro stesse vite nelle profondità della terra.

Il fuoco che ti porti dentro, Edoardo De Angelis

Un film che si inserisce a pieno titolo nel solco dei “film teatrali”, recuperando la tradizione dei film natalizi caustici alla Parenti serpenti di Monicelli. Qui siamo a Napoli ed è la cena della Vigilia di Natale, che si preannuncia a dir poco scoppiettante. Si preannunciano strepitose prove attoriali da parte di Vanessa Scalera e Lino Musella. Nella sceneggiatura c’è lo zampino di Francesco Piccolo. In concorso alla Biennale Cinema 2026.

La sinossi ufficiale:

Antonio, fuggito molti anni fa da Napoli, ha costruito a Milano una famiglia e una carriera di successo, lontano da sua madre Angela, una donna esagerata nel bene e nel male, irresistibile, antica e ostile come poche, che lo ha raggiunto per Natale e sembra decisa a restare.

La cena della Vigilia diventa così un campo di battaglia emotivo, comico e feroce al tempo stesso, che fa riemergere un passato di sopraffazioni e incomprensioni.
Con un tenace cappone che non vuole saperne di finire in pentola, una figlia che non si sa se mai arriverà e un illustre ospite inatteso, la serata si trasforma in una resa dei conti tra madre e figlio destinata a cambiare per sempre il senso del loro legame: un amore che brucia dentro come un fuoco e che mai si consuma, neppure andandosene.

Ga-neung-han sa-rang (Possible love), Lee Chang-dong

L’ultimo film dell’autore di Burning parla di intrecci familiari pericolosi con il tramite del cinema. Stando a quanto dichiarato da Lee, questo è un film che parla del desiderio di libertà, “che, forse, è già una forma d’amore”. In concorso alla Biennale Cinema 2026.

La sinossi ufficiale:

Due coppie sposate, due mondi che si incontrano attraverso la macchina da presa: un lavoratore licenziato e sua moglie, una documentarista e suo marito. Mentre collaborano alla realizzazione di un film, le loro strade si intrecciano, rivelando differenze profonde e desideri inconfessati.

The Echo Chamber, Andrea Pallaoro

Da una sceneggiatura di Bernardo Bertolucci, il nuovo film di Andrea Pallaoro si propone di esplorare “il fragile e spesso impercettibile confine tra intimità e dipendenza, affetto e ossessione, cura e controllo”, per dirla con le parole del regista stesso. Protagonisti il “nostro” Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon. In concorso alla Biennale Cinema 2026.

La sinossi ufficiale:

Una storia d’amore in cui i confini tra presenza e assenza, cura e dipendenza, desiderio e controllo si confondono fino a dissolversi. Leo e Anne si inseguono, si sfiorano, si perdono, si cercano. Non riescono a lasciarsi né a liberarsi. Tra le stanze risuona la voce di Ava che attraversa il tempo e lascia affiorare ciò che resiste, o che non può più essere trattenuto.

L’estranea, Paolo Strippoli

L’ultimo lavoro di uno dei registi più originali e promettenti del nostro cinema: malgrado la trama in apparenza non particolarmente originale, scommettiamo ciecamente sul fatto che questo film farà parlare di sé. Con Jasmine Trinca e Romana Maggiora Vergano, lanciata da È ancora domani. In concorso alla Biennale Cinema 2026.

La sinossi ufficiale:

Una donna si presenta all’improvviso a casa della propria figlia per raccontarle la verità sulla loro famiglia, segnata da un patto stretto molti anni prima con un’estranea. Un segreto custodito a lungo che ora torna a reclamare il suo prezzo.

Bunker, Florian Zeller

Un film che riunisce la talentuosa e bellissima coppia (anche nella vita) Javier BardemPenelope Cruz, che si trova qui ad affrontare un film che mette in discussione un matrimonio (nella fiction). In concorso alla Biennale Cinema 2026.

La sinossi ufficiale:

Quando un architetto accetta un progetto moralmente ambiguo – costruire un bunker per la sopravvivenza destinato a un magnate della tecnologia – sua moglie comincia a mettere in discussione il loro matrimonio, dopo diciassette anni insieme.
Bunker è un thriller drammatico che esamina le sfide emotive e morali affrontate da una coppia mentre le angosce di un mondo sempre più incerto iniziano a ridefinire il loro legame, indagando le paure, i dubbi e i dilemmi etici che caratterizzano il nostro tempo.

Biennale Cinema 2026, i film fuori concorso da non perdere

Nessun dolore, Gianni Amelio

Con questo film, Gianni Amelio torna a un tema che gli è carissimo: quello dell’immigrato. A 32 anni da Lamerica, film che raccontava gli affari di due malavitosi italiani nell’Albania degli anni Ottanta, ecco Nessun dolore, che racconta l’emigrazione inversa: quella verso l’Italia. A impreziosire il cast, Alessandro Borghi e Valeria Golino. Fuori concorso alla Biennale Cinema 2026.

La sinossi ufficiale:

Davide è un trentenne con la passione dei libri: non ne legge tanti ma li vende, in una piazza di Roma. La sua cliente più fedele, Elsa, è anche sua complice, gli fornisce i volumi di seconda mano e lo colma di affetto e tenerezza. Qualcosa però s’incrina in un giorno come tanti: a Davide viene “consegnato” d’improvviso, per strada, come un pacco, un bambino che viene dal Nordafrica, e che non lo lascia più, lo segue in silenzio come un cagnolino fedele. Un incidente, la corsa in ospedale con il piccolo sconosciuto tra la vita e la morte. E Davide che entra in un inferno personale fatto di reticenze, rimorsi, smarrimento.

Jupiter, Alexandre Smia

Un film di fiction che collima con il mondo reale, avvelenato dal conflitto russo-ucraino. Non un semplice disaster movie, ma, per usare le parole di Smia, un'”autopsia del potere”. Fuori concorso alla Biennale Cinema 2026.

La sinossi ufficiale:

Da poco eletto, il presidente della Repubblica francese Paul Archambault viene convocato nel bunker antiatomico Jupiter situato sotto il palazzo dell’Eliseo per affrontare una crisi internazionale. Il presidente russo è scampato a un attentato, attribuisce la colpa agli ucraini e si dispone alla rappresaglia. La tensione sale e la guerra nucleare incombe: Paul Archambault e i suoi consiglieri politici e militari si trovano di fronte a una decisione impossibile.
In gioco c’è il destino dell’umanità.

Dio ride, Giovanni Veronesi (film di chiusura della Biennale Cinema 2026)

Il film più “spirituale” di questa edizione della Biennale Cinema. Nel cast due mostri sacri del cinema italiano come Silvio Orlando e Pierfrancesco Favino, qui nei panni del frate Leopoldo da Casamacchia, realmente esistito. Fuori concorso alla Biennale Cinema 2026.

La sinossi ufficiale:

Nel cuore del Seicento c’è un uomo che parla di Dio come nessuno ha mai fatto: è frate Leopoldo da Casamacchia. Mentre la Chiesa predica in latino, fra Leopoldo racconta il Vangelo con una gioia contagiosa che genera sollievo e speranza. Parla di un Dio vicino agli uomini, capace di ridere insieme a loro. Il suo messaggio si diffonde conquistando il cuore di migliaia di persone che iniziano a seguirlo ovunque, mentre le chiese si svuotano. ​L’eco di quella voce giunge a Roma e suona pericolosa per chi governa attraverso la paura; il Papa decide di affidare il caso al cardinale Maculani, il più autorevole inquisitore del suo tempo. Quello che nasce come un processo si trasforma in un confronto inatteso, che mette in discussione convinzioni incrollabili. Mentre il destino di Leopoldo sembra segnato, per Maculani e per chi è colto dal dubbio si aprono strade impensate. Perché si può spegnere una voce, ma non ciò che essa ha lasciato negli altri.

Tu quali di questi film aspetti con trepidazione di vedere?