Skip to content Skip to footer
Carrie

Carrie: Flanagan espande l’universo ma rimane fedele a King

La serie Carrie arriverà questo autunno su Prime. E promette di approfondire tutti quegli aspetti finora ignorati del romanzo cult di Stephen King del 1974.

Come è noto, Carrie segue la sfortunata storia di Carrie White. Una ragazza succube di una madre fanatica religiosa che l’ha condannata all’isolamento. Questo la porta a essere il bersaglio dei bulli della scuola che frequenta, finché durante il ballo di fine anno non avrà la sua vendetta. Infatti, dopo essere stata orribilmente ricoperta di sangue di maiale dai compagni, scoprirà di avere poteri telecinetici. E scaglierà la sua furia su tutti i presenti, in un delirio sanguinolento.

Mike Flanagan, punto di riferimento delle serie horror moderne, promette di espandere quanto finora visto nelle trasposizioni cinematografiche del romanzo degli anni ’70. In particolare, il regista cerca una nuova caratterizzazione per Carrie e la madre. Ma approfondisce anche tutto l’aspetto legato ai poteri telecinetici della ragazza.

Stephen King è sempre attuale

Carrie 1

In un’intervista concessa a EW, Flanagan ha ricordato:

I temi di cui Steve parlava mezzo secolo fa, ovvero la gentilezza contro la crudeltà, l’empatia contro il bullismo e la violenza a scuola, sono diventati oggi ancora più rilevanti di quanto lui avrebbe potuto immaginare. A causa del nostro rapporto con la tecnologia e della misura in cui la violenza si insinua tra i nostri studenti delle scuole superiori, soprattutto negli Stati Uniti. Questo significava che avevamo l’opportunità di raccontare una storia sull’esperienza adolescenziale moderna, utilizzando i semi di questi personaggi creati da King 50 anni fa, ma esprimendoli in modo completamente diverso.

Infatti, la serie Prime, composta da 8 episodi, è ambientata ai giorni nostri. A interpretare Carrie è Summer H. Howell. Una ragazza che ha trascorso la vita reclusa in casa con la madre, Margaret (Samantha Sloyan). Alla morte del padre, però, le istituzioni si interessano alla sua condizione e Carrie decide di iscriversi al liceo. Il personaggio, secondo Flanagan, “si addentra nella foresta della sua adolescenza senza alcun senso di pericolo e con un’innata fiducia nelle persone e nella bontà“. Questo, però, non la proteggerà dal bullismo.

Dal canto suo, la tirannica madre, viene ora descritta come “una donna che ama profondamente sua figlia e vuole proteggerla da questo mondo e dai pericoli di cui Margaret è consapevole e che Carrie ignora“.

“[Lei] non sa come farlo e pensa che il modo per proteggerla sia isolarla; non in modo punitivo, ma creando una sorta di utopia privata e permettendo a sua figlia di esistere con sincerità, curiosità e a tutto tondo, proteggendola dal mondo”.

Una dinamica molto diversa rispetto a quella finora vista al cinema, sia nella trasposizione di Brian De Palma del 1976, sia nel più recente film del 2013 con Chloë Grace Moretz.

Carrie è al centro di una storia più grande

Flanagan nell’intervista, però, ci tiene in particolare a parlare dell’aspetto telecinetico.

Stephen King parla anche del ‘gene TK’ [per la telecinesi] e della scienza alla base delle capacità di Carrie. Un aspetto che l’adattamento di De Palma ha ignorato è il ruolo di Carrie nell’universo narrativo più ampio. Il fatto che faccia parte di una confraternita di donne dotate di grandi talenti, pur non essendone consapevole. Il libro lo sottolinea chiaramente, ma noi abbiamo potuto riprendere questo elemento e svilupparlo.

Infatti, precisa lo showrunner, che a partire dal secondo episodio, ognuno di questi si aprirà con “una storia diversa e unica di una donna diversa, in un altro luogo del mondo e in un’altra epoca, che fa i conti con le proprie capacità”. E continua: “il ruolo specifico di Carrie all’interno di questo gruppo di donne è parte della vera gioia che scopriremo nel corso della stagione”.

Un approccio, quindi, alla materia originale del “Re del brivido”, molto diverso da quello finora battuto ma che vuole rimanere fedele all’anima del romanzo.

Fra gli altri interpreti, troveremo Chris Hargensen (Alison Thornton), la principale aguzzina di Carrie al liceo, Sue Snell (Siena Agudong), l’adolescente che si impietosisce della ragazza vittima di bullismo e Tommy Ross (Joel Oulette), l’affascinante fidanzato sportivo di Sue.

La serie promette intrattenimento e profondità, fedele al marchio di fabbrica di Flanagan. Come abbiamo già visto in Hill House, Midnight Mass o ne La caduta della casa degli Usher.