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Catherine O’Hara, addio alla “mamma” di Kevin McAllister
La notizia è di ieri: l’attrice Catherine O’Hara è morta all’età di 71 anni. Scopriamo chi era e quali sono stati i ruoli che l’hanno resa indimenticabile.
I nati negli anni Ottanta non possono dimenticarla: da bambini l’hanno conosciuta attraverso uno dei massimi capolavori di Tim Burton, Beetlejuice (oltre che nel suo sequel, Beetlejuice Beetlejuice) e, pochi anni dopo, anche nel classico natalizio Mamma, ho perso l’aereo.
Catherine O’Hara, inconfondibile chioma rosso con capelli al mento, poi diventata più lunga e grigia con l’età, è per tutti noi “ottantottini” una madre putativa. Un po’ sbadata, certo, visto che si è dimenticata il suo Kevin a New York un po’ di anni fa. Ma amatissima.
Catherine O’Hara, la vita e la carriera
Canadese, Catherine O’Hara ha avuto una carriera cinquantennale, tra cinema, televisione e doppiaggio. Nata a Toronto nel 1954, si forma artisticamente all’interno del Second City, storico centro di improvvisazione teatrale, a partire dagli anni Settanta.
Da lì passa al programma Second City Television (SCTV), che le vale un Emmy nel 1982 e le ha regala la celebrità nell’ambito della comicità televisiva.
Gli anni Ottanta e i primi Novanta, tra Burton e Columbus
Nel 1988 interpreta Delia Deetz in Beetlejuice di Tim Burton, un personaggio eccentrico che diventa uno degli elementi più ricordati del film. Tornerà nello stesso ruolo anche nel sequel Beetlejuice Beetlejuice (2024).
Il suo primo personaggio a raggiungere il successo globale è sicuramente quello di Kate McCallister, la madre di Maculay Culkin / Kevin di Mamma, ho perso l’aereo (1990) e del sequel del 1992. Malgrado il successo commerciale dei film, O’ Hara resta non associata a classici ruoli da protagonista.
Catherine O’Hara nei film di Christopher Guest
Una parte centrale della sua carriera è legata ai film diretti da Christopher Guest, costruiti su sceneggiature aperte e improvvisazione: Sognando Broadway (1996), Campioni di razza (2000), A Mighty Wind – Amici per la musica (2003) e For Your Consideration (2006). Progetti nei quali sviluppa personaggi attraverso il lavoro collettivo sul set, libera di sperimentare senza attenersi rigidamente al copione.
In diverse interviste ha spiegato che questo metodo richiede attenzione costante e capacità di adattamento. In una conversazione sul tema dell’improvvisazione ha dichiarato, in sintesi, che il rischio di “non funzionare” fa parte del processo e che l’unico modo per evitarlo è ascoltare gli altri attori.
La televisione e Schitt’s Creek
Il ruolo più rilevante della sua carriera recente è Moira Rose nella serie Schitt’s Creek (2015–2020, disponibile su Netflix), creata da Dan e Eugene Levy: una serie nella quale mette in scena tutto il suo talento comico. Per questo ruolo Catherine O’Hara vince l’Emmy come Miglior attrice protagonista in una serie commedia nel 2020.
In varie interviste ha spiegato di aver costruito Moira come una persona che non percepisce se stessa come caricaturale. L’accento, il comportamento e il linguaggio del personaggio sono pensati come elementi coerenti dal suo punto di vista, non come gag.
L’attività di doppiatrice
Ma Catherine O’Hara si mette alla prova anche come doppiatrice, diventando la voce di un personaggio animato: quello di Sally in The Nightmare Before Christmas (1993), ideato da Tim Burton.
Negli ultimi anni ha continuato a recitare in serie TV e film interpretando ruoli secondari ma regolari, senza interrompere l’attività. In una recente intervista, alla domanda su cosa avesse imparato da una carriera così lunga, ha risposto in modo secco e autoironico: “Niente”. A guidarla l’intuito.
Ciao, mamma di Kevin. E di tutti noi.
