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Lo squalo

Lo squalo, il capolavoro di Spielberg, compie 50 anni

Giugno 1975: negli Stati Uniti e in molti altri Paesi del mondo debutta Lo squalo di Steven Spielberg, quest’anno il cult assoluto compie mezzo secolo.

50 anni fa un giovanissimo Steven Spielberg dava vita a un nuovo genere cinematografico, un ibrido perfetto tra horror e avventura che, per la prima volta, conquistava le masse come mai era accaduto prima. Lo squalo non solo aveva il potere di spaventare, ma anche di intrattenere a livelli mai visti prima, con una miscela di tensione, dramma e azione che lo rendeva irresistibile per ogni tipo di pubblico.

Per dar vita a questa storia, Spielberg fece costruire un enorme squalo meccanico, che soprannominò Bruce. La creazione di questa macchina, che si rivelò a volte difficoltosa da far funzionare, contribuì a rivoluzionare l’industria degli effetti speciali e a spingere la tecnologia cinematografica verso nuovi orizzonti, lasciando un segno indelebile in tutte le produzioni future.

Dopo il successo straordinario di Lo squalo, l’industria del cinema tentò in ogni modo di replicare quel fenomeno, ma con risultati altalenanti. Il film originario, che è stato un successo senza pari, ha dato vita a tre sequel, ma solo il secondo, Lo squalo 2, ha potuto contare sulla presenza del grande Roy Scheider, che tornava nei panni del protagonista, lo sceriffo Martin Brody, già amatissimo nel primo capitolo. Tuttavia, nessun sequel è riuscito a eguagliare l’impatto e la qualità del film originale, che rimane un punto di riferimento assoluto.

Lo squalo non fu solo il film che superò ogni aspettativa economica, ma anche una pietra miliare della regia e della sceneggiatura, tratte dal romanzo di Peter Benchley.

Le interpretazioni degli attori, da Roy Scheider a Richard Dreyfuss, da Robert Shaw a Lorraine Gary, sono tutte memorabili e contribuiscono in maniera fondamentale al successo del film. Lo squalo è l’esempio perfetto di come il casting giusto possa fare la differenza tra un film che diventa un semplice blockbuster e un vero e proprio capolavoro.

Lo squalo: il primo blockbuster della storia del cinema

Lo squalo è stato definito il primo blockbuster della storia del cinema. Il termine, che indica un film con un successo straordinario ai botteghini, fu coniato proprio per questo film. Con un budget di circa 7 milioni di dollari, Lo squalo ne incassò più di 500 in tutto il mondo, diventando il film di maggior incasso dell’epoca e ponendo le basi per il moderno concetto di film evento. Il film non è solo un thriller, ma un’esperienza cinematografica che coinvolge il pubblico in ogni sua parte, dal terrore crescente alle emozionanti sequenze finali.

Lo squalo

La storia, ambientata sull’isola di Amity, ruota attorno a Martin Brody, il nuovo sceriffo della cittadina, che scopre i resti di una vittima di un attacco di squalo. Nonostante le prove evidenti, il sindaco e gli imprenditori locali sono riluttanti a chiudere le spiagge per non perdere i profitti del turismo. Ma quando un ragazzino viene brutalmente ucciso dallo squalo di fronte agli occhi terrorizzati della madre e di molti altri testimoni, la situazione cambia drasticamente.

Per fermare il mostro, viene ingaggiato Quint, un cacciatore di squali esperto, interpretato magistralmente da Robert Shaw, che accetta di inseguire la bestia in cambio di una ricompensa sostanziosa. Brody e Matt Hooper, un esperto dell’Istituto Oceanografico interpretato da Richard Dreyfuss, si uniscono a Quint per una missione che li porterà ad affrontare il più grande e pericoloso predatore marino. Ma, come ben sanno, avrebbero bisogno di una barca più grande per affrontare la forza distruttiva dello squalo bianco.

Lo squalo non è solo un film che ha cambiato il cinema; è una vera e propria esperienza che continua a emozionare e a terrorizzare il pubblico di tutto il mondo, nonostante siano passati 50 anni dalla sua uscita. La sua influenza è ancora visibile in molte produzioni moderne e resta, senza dubbio, una delle opere più importanti e amate della storia del cinema.

Tematiche e momenti iconici

Le tematiche esplorate in Lo Squalo sono molteplici e sfaccettate, rendendo il film un’opera ricca di significati e di riflessioni. Al centro della narrazione c’è la figura di Martin Brody, il protagonista, che si trasferisce sull’isola di Amity con la sua famiglia per diventare il nuovo sceriffo, nonostante la sua paura dell’acqua. Questo contrasto tra il suo ruolo e le sue paure interiori diventa un elemento centrale nella sua caratterizzazione, costringendolo a confrontarsi con se stesso e con il suo senso di responsabilità.

Brody si trova a dover sfidare i suoi limiti, ma anche a fare i conti con un’altra barriera: quella delle istituzioni locali, che, guidate dall’avidità e dalla ricerca di profitto, preferiscono mettere a rischio la sicurezza dei cittadini pur di non danneggiare l’industria del turismo, che è la principale fonte di reddito dell’isola.

La sua lotta per difendere la sicurezza della comunità, contro una macchina burocratica indifferente e implacabile, lo costringe a fare delle scelte difficili. In questo processo, Brody deve anche imparare a convivere con il senso di colpa per non aver fatto di più per fermare la minaccia dello squalo prima che la tragedia colpisse.

Il film è costellato di momenti iconici che hanno segnato la storia del cinema. Uno di questi è la scena in cui la madre del ragazzino ucciso dallo squalo accusa apertamente Brody, durante un’intervista con un giornalista interpretato dallo stesso autore del romanzo, Peter Benchley, che appare in un cameo.

Questo momento rappresenta l’incarnazione del “popolo contro le istituzioni”, un tema che attraversa tutta la pellicola. La madre, che ha perso il figlio a causa dell’incuria delle autorità locali, simboleggia l’uomo comune che combatte contro l’ottusità, l’avidità e l’indifferenza delle istituzioni. La sicurezza pubblica viene sacrificata sull’altare del profitto, e la vita di un bambino diventa il prezzo da pagare per mantenere intatti gli affari turistici sull’isola. La sua morte, così come quella di altre vittime, scuote le coscienze, ma sembra non scalfire la mentalità degli uomini d’affari e del sindaco di Amity, che preferiscono ignorare la tragedia per salvaguardare il flusso di denaro che arriva dalle spiagge affollate.

L’inizio della caccia allo squalo, che coinvolge esperti e dilettanti provenienti da tutta la nazione, rappresenta un ulteriore errore da parte delle autorità, che, agendo senza una chiara strategia, finiscono solo per alimentare la confusione e peggiorare la situazione. La caccia allo squalo diventa un simbolo della reazione impulsiva e disorganizzata, che, pur se mossa da buone intenzioni, non fa che moltiplicare il caos.

Lo squalo

Lo squalo è anche un precursore delle tematiche ambientaliste che saranno sviluppate più compiutamente in altri film successivi. Il film mostra come lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, in particolare delle spiagge e del mare, possa portare a conseguenze devastanti.

L’isola di Amity, incentrata sulla sua principale attrazione turistica, diventa la meta della vendetta della natura sotto forma di un gigantesco squalo bianco. L’uomo, convinto di essere il padrone incontrastato della natura, sfrutta le risorse del mare senza rispetto né coscienza dei suoi limiti, e lo squalo diventa il suo contrappeso, un avvertimento che la natura può riprendersi ciò che l’uomo ha tentato di dominare.

Questo concetto richiama la figura di Moby Dick, che rappresentava la forza incontrollabile della natura contro l’arroganza dell’uomo. Allo stesso modo, lo squalo di Spielberg si fa simbolo di una natura che, quando messa alle strette o sfidata, può reagire con violenza, rivelando all’uomo la propria fragilità.

In definitiva, Lo squalo è un film che non solo ha definito il genere thriller e horror, ma ha anche sollevato importanti riflessioni sulle dinamiche tra l’uomo e la natura, sul conflitto tra responsabilità individuale e interesse collettivo, e sulla lotta contro l’indifferenza delle istituzioni.

Lo squalo compie 50 anni

National Geographic e Amblin collaborano per creare un documentario che celebra i 50 anni di Lo squalo. Diretto da Laurent Bouzereau, il documentario, intitolato Jaws@50, esplorerà sia il film che il romanzo di Peter Benchley, includendo materiali d’archivio e la collaborazione di Wendy Benchley.

Il progetto sarà disponibile nell’estate del 2025 su Disney+ e Hulu. Bouzereau, noto per i suoi documentari sui grandi registi, ha già trattato Lo squalo nel suo libro Spielberg: The First Ten Years.

Inoltre, in occasione del 50° anniversario di Lo Squalo, l’Academy Museum of Motion Pictures presenterà Jaws: The Exhibition, una grande mostra che esporrà oltre 200 oggetti legati al film, tra cui schizzi, costumi e oggetti di scena. Sarà la più grande esposizione mai dedicata a Lo squalo e la più ampia mai organizzata dall’Academy Museum per un singolo film.

La mostra includerà anche momenti interattivi e proiezioni speciali, con dettagli annunciati in seguito. Inoltre, sarà esposto il modello a grandezza naturale dello squalo Bruce, l’oggetto più grande della collezione del museo. L’evento, che celebra anche i tre Oscar vinti dal film, aprirà al pubblico a settembre 2025.