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Marty Supreme

Marty Supreme e la Campagna Marketing di A24

Quando si parla di A24, negli ultimi anni emerge sempre una notevole cura creativa nelle campagne promozionali dei loro film, spesso accompagnate da gadget e iniziative correlate al film stesso. Lo stesso è accaduto con Marty Supreme, il nuovo film di Josh Safdie con protagonista Timothée Chalamet.

La campagna marketing di Marty Supreme rappresenta uno dei casi più interessanti degli ultimi anni nel rapporto che si sviluppa tra cinema e cultura pop. Più che promuovere l’uscita di un’opera, A24 ha costruito un vero e proprio mondo, un linguaggio visivo, un’estetica riconoscibile, oggetti e contenuti virali che anticipano l’esperienza del film e creano aspettative.
La strategia nasce da una consapevolezza precisa, ad oggi il pubblico non vuole solo vedere un film, ma desidera far parte del prodotto stesso.

La viralità

Il primo trailer esce il 13 agosto, offrendo un primo sguardo al film che sarà distribuito a Natale. Poi, l’8 ottobre, la campagna comincia a intensificarsi. Dopo la presentazione a sorpresa al New York Film Festival, Timothée Chalamet pubblica sul suo profilo Instagram un video in cui promuove il film. All’interno dell’inquadratura compare una figura con una maschera a forma di gigantesca palla da ping-pong arancione che copre interamente la testa, accompagnata da musica techno e palline da ping-pong che rimbalzano ovunque.

La figura si rivela poi essere Chalamet stesso, che indossa una felpa con cappuccio con il titolo Marty Supreme. Poco dopo, lo vediamo in un piccolo studio con un poster del film, dove il silenzio domina la scena, interrotto soltanto dal momento in cui l’attore pronuncia la data di uscita del film.

Esce poi il 17 novembre sul canale YouTube di A24 una finta video call di brainstorming, in cui Timothée Chalamet interpreta una versione egocentrica e sopra le righe di sé stesso mentre propone idee assurde al team marketing.
Lo sketch è volutamente esagerato le proposte di palline da ping-pong che piovono dal cielo, dirigibili arancioni, persino la Statua della Libertà ridipinta sono assurde e funziona come satira delle dinamiche promozionali attuali.

È interessante notare come questa call su Zoom inneschi immediatamente la viralità attorno al film. Il fatto che Chalamet interpreti una versione caricaturale e vanitosa di sé stesso è già un segnale, la campagna non si limita a mostrare, ma interpreta, e la scena che ci viene presentata è grottesca, caotica e volutamente esagerata.

La promozione del film continua poi con proiezioni speciali con i protagonisti del film e con il regista. Inoltre, A24 ha fatto davvero volare un dirigibile arancione con la scritta Marty Supreme su entrambi i lati attraverso gli Stati Uniti e ha documentato la traversata sul proprio profilo Instagram, realizzando così una delle idee presentate nella finta video call.

Il Merchandising

Ma questi elementi sono solo l’inizio. Compare infatti un oggetto di merchandising semplice, una giacca a vento che riprende il titolo del film. Questi elementi rappresentano solo l’inizio. Il film lancia infatti un oggetto di merchandising semplice: una giacca a vento che riprende il titolo. Il brand di Los Angeles NAHMIAS realizza il capo, e lo indossano da  ASAP Rocky, Kylie Jenner, Kendall Jenner, Kid Cudi, Tom Brady e persino Frank Ocean.

A New York, un pop-up store vende il prodotto, attirando una fila enorme. In soli dieci minuti, il prodotto va sold out, diventando subito un pezzo di grande valore nel reselling. In origine, A24 aveva pensato il capo solo per l’attore durante il tour stampa, ma davanti al grande interesse decide di renderlo disponibile anche al pubblico.

Il Ruolo di Chalamet

Tutti questi elementi aiutano a incuriosire il pubblico e a creare hype, portando più persone possibile al cinema. Timothée Chalamet diventa così un veicolo diretto di promozione del film, un’estensione dell’universo narrativo stesso. Il confine tra attore e immagine pubblica si dissolve: ciò che conta è il suo potere di catalizzare attenzione, desiderio e imitazione.

Contro le regole hollywoodiane

La campagna di A24 si propone come alternativa alle classiche logiche hollywoodiane, solitamente basate su poster e trailer.

Non è però la prima volta che vediamo case di distribuzione adottare scelte più legate al coinvolgimento sociale del pubblico. Neon Distribution, ad esempio, per la promozione di Pleasure, ha organizzato un pop-up store temporaneo in cui vendeva T-shirt, bikini e altri gadget ispirati al film. L’evento ha attirato centinaia di persone, generando grande interesse. Per la prima proiezione, gli organizzatori hanno invitato sex worker invece dei tradizionali membri votanti degli Oscar o critici, scegliendo di rifiutare i codici classici e di mettere in primo piano i veri protagonisti del film già nella sua promozione.

A24 e il nuovo pubblico

A24 ha compreso che il pubblico contemporaneo desidera interagire fisicamente con un brand, non solo osservarlo da lontano. In questo contesto, lo stunt marketing rappresenta un’estensione coerente e organica del mondo del film. Oggi il pubblico vuole essere coinvolto attivamente, e sempre più case di distribuzione investono ingenti risorse nel marketing, spesso superiori al budget stesso del film.

Alcune realtà, come A24, sono riuscite a intercettare i gusti di un pubblico giovane e appassionato di cinema, offrendo sul proprio sito, nella sezione shop, la possibilità di acquistare gadget legati ai film più amati.

Questa è una forma di cinema che sconfina nell’arte performativa e nella moda, trasformando la promozione in un’esperienza narrativa a sé stante. Una strategia che non solo rafforza il legame tra spettatori e opere cinematografiche, ma trasforma il marketing in un vero e proprio prolungamento dell’esperienza artistica, capace di creare una comunità di fan attivi e fedeli, pronti a sostenere e diffondere il film ben oltre la sua uscita in sala.