Il documentario Miss Italia non deve morire è la storia di come un marchio divenuto invendibile, sia destinato a scomparire se non riesce a cambiare la sua reputazione.
Miss Italia non deve morire presenta gli eventi così come accadono. Il taglio scelto non è neutrale, ma alla fine della visione non vengono suggerite soluzioni ai problemi sollevati. La domanda sorge spontanea: Miss Italia può davvero cambiare?
Miss Italia: rebranding o morte!
Nel 1859 Darwin scriveva: “Non è la specie più forte che sopravvive, né la più intelligente, ma quella che si adatta meglio al cambiamento”
Nel 2025, il Darwinismo digitale ci parla di rebranding. In parole povere, Brand consolidati si accorgono che qualcosa non va. Non ottengono più risultati competitivi, e così cambiano la strategia utilizzata fino a quel momento, per adattarla alle nuove esigenze di mercato.
Questo non significa cambiare nome o cambiare logo, ma riscrivere la propria identità, per soddisfare le richieste del cliente di oggi, che non è lo stesso cliente di ieri.
Per Miss Italia, l’unica soluzione, per sfuggire all’estinzione, è un efficace lavoro di rebranding. Se volete salvare Miss Italia allora dovete prima distruggerla.
Per una vittoria sicura: conosci il tuo nemico
Che Miss Italia non piace più come prima non è un segreto nemmeno tra gli addetti ai lavori. La Patreon, Patrizia Mirigliani lo sa, gli agenti regionali lo sanno.
La questione però viene affrontata come una lotta di Miss Italia contro Femminismo Cattivo
Le soluzioni, proposte da Patrizia e consulenti, sono più che altro dei contentini. Avanzi da lanciare al branco di detrattori. Il punto è che c’è da spolpare poco anche per i sostenitori.
Se è davvero il femminismo, il nemico naturale di Miss Italia, allora conosciamolo questo “nemico”.
Partendo dalle conoscenze base che potrebbe avere uno a caso dei responsabili regionali di miss italia, ovvero un uomo di 50 anni minimo:
Femminismo = donne/donne al potere.
Anche con queste nozioni riduttive Miss Italia non parte mica male!
Una manifestazione con a capo una donna, le concorrenti sono tutte donne, la vincitrice è per forza una donna…è più di quanto possa offrire sulla carta Sanremo.
E allora perchè Miss Italia non piace alle donne?
Per una vittoria sicura: conosci te stesso
Secondo chi lavora per Miss Italia, il “nemico” è contro la Bellezza Femminile™
Il documentario ci fa sentire anche l’opinione delle concorrenti. Le prime sostenitrici di Miss Italia. La prima linea in questa battaglia.
Ragazze giovani, belle secondo i canoni ufficiali. Chiacchierano, si raccontano e si sostengono tra loro. Parlano di se stesse, ma anche del concorso e dei pregiudizi che si porta dietro.
Di come la loro scelta di essere li comporti l’essere additate come “ragazze superficiali” che si lasciano trattare come oggetti perché non hanno altro da offrire. Loro non ci stanno e lo dicono “io sono qui e non mi sento un oggetto”.
Libertà dal giudizio comune, autodeterminazione, sono discorsi che al nemico piacerebbe approfondire…saranno mica delle infiltrate?
Spoiler No. Sono normalissime ventenni, che vivono dentro il loro tempo e parlano di quello che accade loro adesso, mentre lo stanno ancora vivendo.
Loro lo hanno capito, non c’è più condanna per le donne che decidono di investire sulla bellezza per elevarsi, sostenersi e raggiungere i propri obiettivi. Oggi possiamo essere padrone dei nostri corpi e della nostra immagine.
Se del femminismo cattivo non vi fidate, fidatevi delle vostre bellissime concorrenti!
Battetevi per Miss Italia come baluardo per queste nuove imprenditrici di se stesse!

La nuova Miss Italia pensa al futuro
Miss Italia deve raccontarsi in maniera diversa, basta parlarne come di un traguardo finale.
Quella fascia ormai è solo una fascia e di certo non ha più il peso di una volta, quando ad indossarla fu Sophia Loren e nemmeno lei si è fermata li.
Miss Italia deve proporsi come trampolino di lancio per queste ragazze, per realizzare i sogni che vengono dopo l’incoronazione, quelli che non scadono dopo 365 giorni con la cessione del titolo.
È necessario coinvolgere più donne nella gestione del concorso: professioniste del settore, agenti regionali, addette alla comunicazione.
Opportunità di carriera anche al di fuori del concorso di bellezza, che si dica che Miss Italia pensa a tutte.
Infine si deve investire sulla formazione.
Affinchè essere Miss Italia diventi uno status che valga qualcosa, bisogna dimostrare che le ragazze che si affidano al concorso ne escano con una marcia in più.
Un quid che le distingua come professioniste avviate. Altrimenti perchè ambire a miss italia se basta installare tik tok.
Patrizia Mirigliani durante un’ intervista dice “una volta facevamo gli stessi numeri di Sanremo”
Auguro a lei e al suo team di riuscirci e di abbattere il vero nemico di Miss Italia: Miss Italia stessa.
