Gli Oasis sono stati uno dei più grandi avvenimenti nella storia della musica contemporanea e di sempre, e finalmente sono tornati a far parlare di sè.
Da pochi giorni, il mondo della musica e quello del cinema sono tornati ad intrecciare saldamente i loro legami e loro profonde radici. La settima arte è tale poichè rappresenta il culmine più alto – fino ad ora – della somma delle arti performative preesistenti. Alla 83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia sono approdati da poco gli Oasis.
Liam e Noel Gallagher si separano artisticamente ed umanamente nel 2009 e, dopo anni di voci, rumors e documentari – Oasis: Supersonic, Oasis: 10 Years of Noise & Confusion, As It Was – decidono di tornare insieme, con la stessa spocchia e con una consapevolezza in più. I fratelli Gallagher sono tornati e lo hanno fatto in grande: Don’t Look Back in Anger è il documentario che ne segna il ritorno definitivo.
Oasis
I fratelli di Manchester ed eterni supporters dei Citizens calcistici, nascono a cinque anni di distanza l’uno dall’altro, passando l’intera infanzia in un sobborgo poco fuori Manchester e in un contesto familiare formato da una madre forse troppo presente ed un padre che non ha mai perso occasione per mettere i due figli nella propria misera e docile ombra.
Tra il 1991 ed il 1993, gli Oasis prende effettivamente forma nelle sembianze di una band: Liam alla voce ed al tamburello, Noel alla chitarra principale, Bonehead alla chitarra ritmica, Guigsy al basso e Tony McCarroll alla batteria. Questa è la formazione ufficiale fino al 1995, anno in cui la band si conferma la più grande al mondo. Dopo l’esordio dell’anno prima Definetely Maybe, esce in tutto il mondo (What’s the Story) Morning Glory?

Grimsby – “Cigarettes & Alcohol”
Cigarettes & Alcohol è il vero inno manifesto degli Oasis: rozzi, ignoranti, divertenti e divertiti, ma soprattutto, fighi. Lo stile e la velata spensieratezza che permeano dalla canzone sono paradossalmente perfetti per il brutto Grimsby, che gode però di un contesto troppo perfetto per non inserire questo assurdo pezzo degli Oasis.
Goal! – “Who Put the Weight of the World on My Shoulders?”
Nel 2005 esce Goal!, uno di quei film di cui gli appassionati di calcio non possono privarsene, uno di quelli che passavano in televisione in un sabato pomeriggio. Diretto da Danny Cannon, racconta la storia di un ragazzo che fugge da Los Angeles, dopo essere scappato dal Messico, per arrivare a Newcastle e raggiungere la Premier League. Who Put the Weight of the World on My Shoulders? è l’incredibile e sprecato pezzo originale che chiude la pellicola.
Mike & Nick & Nick & Alice – “Don’t Look Back in Anger”
Senza dubbio, tra le sorprese più piacevoli del 2026 c’è stato Mike & Nick & Nick & Alice. La piacevole pellicola con Vince Vaughn nel duplice ruolo di protagonista e spalla di sè stesso ci ha regalato dei momenti di alta comicità nonsense – come quella demenziale dei primi anni del 2000 – compresa un’epica scena in cui entrambi i Vaughn canticchiano il capolavoro Don’t Look Back in Anger.
The Bear 4.6 – “Stay Young”
Se c’è una serie recente che ha dimostrato di saper usare alla perfezione la colonna sonora, è sicuramente The Bear. Tra gli onnipresenti R.E.M. e le emozioni dei pezzi dei Radiohead e di Taylor Swift, ci sono anche gli Oasis. Nel grand episodio Sophie, che anticipa l’altrettanto grande matrimonio della puntata successiva, Stay Young risuona mentre i titoli scorrono via.
I Swear – “Stop Crying Your Heart Out”
I Swaer è stata non solo una delle rivelazioni della scorsa stagione cinematografica ma anche un’altro titolo che si aggiunge all’infinita lista di film che difficilmente vedremo mai in Italia, come il recentemente distribuito Train to Busan. Kirk Jones racconta la storia di un ragazzo affetto da Tourette a fine anni ’80. La melanconica e fintamente triste Stop Crying Your Heart Out dall’album Heathen Chemistry è perfetta.
Snatch – “Fuckin’ in the Bushes”
Guy Ritchie è sicuramente un’autore che sa usare la musica molto bene. Nonostante negli ultimi anni si sia scordato forse come fare cinema, il suo Snatch rimane un gran film con un ritmo incessante ed un finale pazzesco. Parte integrante dell’ultimo atto sono proprio gli Oasis con la loro Fuckin’ in the Bushes, che echeggia attraverso le azioni di ciascuno dei personaggi.