Palestina, le donne tra jihad e genocidio

Palestina, le donne tra jihad e genocidio

In provincia di Ascoli Piceno, nelle Marche, sono stati proiettati corti sulla Palestina. L’evento è connesso al Nazra Palestine Short Film Festival.

Piceno per la Palestina è una realtà locale volta a supportare il popolo palestinese. Ha proposto tre cortometraggi che testimoniano il ruolo delle donne nella Striscia di Gaza.

The Bus Driver, affrontare i ruoli di genere in Palestina

Il primo dei tre film proposti è The Bus Driver, di Eyad All-Astal. Il corto si presenta come un documentario sulla vita quotidiana di Salwa Srour, un’autista professionista. Srour si occupa di accompagnare i bambini a scuola e poi ricondurli a casa, ma il fatto che sia una donna genera perplessità in molti gazawi. La signora, nel corso del cortometraggio, spiega infatti che i palestinesi non sono abituati a vedere donne alla guida di autobus commerciali, e che questo la costringe a dimostrare costantemente di poter essere alla pari degli uomini.

The Memory of the Land, il dramma dei check-point

The Memory of the Land è un corto animato psichedelico, realizzato dalla visual artist Samira Badran. Realizzato nel 2017, presenta temi ancora molto attuali, quali check-point, biopolitica e smembramento del tessuto economico-sociale palestinese. Il corto ha due linee narrative: una parla della relazione intima, a tratti ‘esoterica’, tra i palestinesi e la loro terra; l’altra parla delle limitazioni alla libertà di movimento sorte dopo gli Accordi di Oslo. “Sotto occupazione”, secondo Badran, “non c’è certezza, né sicurezza”

Tears of Roses, un reportage sulla Grande Marcia del Ritorno

Tears of Roses, reportage di Emad Abdulrahman, affronta la Grande Marcia del Ritorno. Le protagoniste del corto sono Fatima al-NajjarLamiaa Abu Mustafa Maryam Abu Daqqa, che nel corso delle manifestazioni hanno perso fratelli, mariti e amici. Abdulrahman racconta della tragedia consumatasi tra 2018 e 2019 al confine di Khan-Younis. Nonostante tutto, però, le donne protagoniste hanno scelto di continuare a resistere e a credere nel domani.

La Palestina vista dall’Occidente

Raffaela Baiocchi, dottoressa di Emergency, è stata ospite della serata. La dottoressa è nota per essersi recata nella Striscia di Gaza nel corso dell’estate 2025. Secondo Baiocchi “tutti i palestinesi soffrono, ma le donne soffrono due volte”. Anche se “la vita, a Gaza, continua soprattutto grazie a loro”, sostiene la dottoressa, “affermare che stiano meglio delle donne di altri Paesi arabi è difficile”. I film proposti da Piceno per la Palestina intendono dare una speranza anche alle donne italiane, insegnando loro a combattere per un domani migliore.