Le analisi evidenziano un minimo storico per le protagoniste femminili al cinema nel 2025. E mettono in guardia sulla possibile fusione fra Paramout e Warner Bros.
La USC Annenberg Inclusion Initiative, che si occupa di monitorare la presenza delle categorie sottorappresentate al cinema (USA), avverte sulla regressione negli ultimi 7 anni. Infatti, nel 2025 si è raggiunto un minimo storico sulla presenza di protagoniste femminili in film di successo.
Dei 100 film con il maggior incasso del 2025, solo 39 vedono una donna protagonista o co-protagonista. Una flessione decisiva rispetto al record del 2024 con 55 film. È il dato più basso dal 2018, quando il numero totale era stato di 40 film. E proprio la possibile fusione fra le grandi case di produzione e distribuzione Paramount-Warner Bros. potrebbe causare un ulteriore appiattimento della rappresentazione nei film.
Protagoniste femminili e botteghino

La dott.ssa Stacy L. Smith, nel suo studio, si è soffermata sul potere delle case di produzioni e sulle scelte adottate quando si realizzano film ad alto budget.
In particolare, oltre all’esigua presenza di protagoniste femminili in film di successo, nel 2025 si registra anche un’omogeneità nella rappresentazione razziale.
Infatti, solo 15 donne appartenenti a categorie sottorappresentate (non caucasiche) hanno avuto un ruolo da protagoniste o co-protagoniste nel film del 2025. In linea con il 2024 (14) e il 2023 (14).
Altro elemento da tener presente è quello legato all’età anagrafica. Nel 2025, nessun film presentava donne di colore di età superiore ai 45 anni in ruoli da protagonista. Mentre, protagonisti maschili nella stessa fascia di età e categoria sottorappresentata sono stati 6 nello stesso anno.
La questione della sotto-rappresentazione è valida, in particolare negli Usa, perché la società americana è multietnica. Infatti, oltre il 40% della popolazione negli Stati Uniti non è caucasica. Ma spesso questa rappresentazione nei film è assente. La gran parte dei ruoli da protagonista, nei film di maggior successo, vanno a uomini bianchi.
Le strategie delle case di produzione

Lo studio dell’USC è interessante anche perché mostra le diverse strategie messe in atto dalle case di produzione. Paramount e Warner Bros. sarebbero proprio le case meno attente alla sotto-rappresentazione.
L’Universal si è piazzata al primo posto di un trend positivo, con oltre la metà (54,2%) dei propri film incentrati su co-protagoniste o protagoniste femminili. Seguono Lionsgate (50%) e Disney (43,7%). Mentre agli ultimi posti ci sono Warner Bros. (20%) e Paramount (12,5%).
Inoltre, metà di tutti i film distribuiti da Disney (50%), Lionsgate (50%) e Sony Pictures (50%) nel 2025 sono interpretati da una persona di colore. Universal (25%) e Warner Bros. (20%) sono indietro da questo punto di vista. E la Paramount non ha avuto un solo protagonista non caucasico fra i 100 film di maggior successo del 2025.
Nello studio si legge: “Dati i risultati del distributore, è chiaro che un’acquisizione di Warner Bros. da parte di Paramount sarebbe devastante per le attrici donne e le persone di colore”.
Al contrario, visto gli sforzi di Nerflix sulla sotto-rappresentazione, una possibile sua acquisizione di WB potrebbe risultare positiva.
“Dal 2019, almeno la metà dei film Netflix ha avuto una donna in un ruolo principale/co-protagonista“, afferma lo studio. “In tutti gli ultimi anni, tranne uno (2023), i film Netflix hanno anche raggiunto una rappresentanza proporzionale per i ruoli principali/coprotagonisti sottorappresentati”.
Secondo la dott.ssa Smith: “Questi dati sono una chiara indicazione di cosa significherebbe una fusione con Warner Bros. Una fusione tra Paramount e Warner Bros. offre poche speranze per un catalogo di film che presenti donne e persone di colore in ruoli principali significativi. [Mentre] una fusione tra Netflix e Warner Bros. porterebbe a più film con donne e persone di colore al centro”.
In calo anche le registe di film di successo

A calare nel 2025 non sono solo le protagoniste femminili in film di successo. Ma anche le registe di film che hanno sbancato al botteghino.
Secondo l’USC, su 111 registi che hanno diretto i 100 film di maggior incasso del 2025, solo nove erano donne, pari all’8,1%. In forte calo rispetto al 2024, quando la percentuale di registe era del 13,4%. Smith parla di “un’inversione completa di qualsiasi progresso che sia stato ottenuto dietro la macchina da presa negli ultimi anni“. Gli sforzi per l’inclusione fatti negli ultimi anni starebbero vivendo una battuta d’arresto. Sono, infatti, sempre più sotto attacco.
Le nove registe che si sono classificate in cima alla lista del 2025 sono state Nisha Ganatra (Freakier Friday), Emma Tammi (Five Nights at Freddy’s 2), Domee Shi e Madeline Sharafian (Elio). Celine Song (Materialists), Jennifer Robinson (So cosa hai fatto ). Maggie Kang (KPop Demon Hunters), Hikari (Rental Family) e la vincitrice del premio Oscar come miglior regista Chloé Zhao (Hamnet).
Lo sprint delle registe asiatiche

Secondo il rapporto, il numero inferiore di registe di film di successo non sarebbe da imputare alla qualità dei film. In particolare, viene lodato il talento delle registe non bianche (asiatiche), elogiate dalla critica.
“È chiaro che quando si tratta di registe, le decisioni di assunzione non vengono prese esclusivamente sulla base delle prestazioni“, ha affermato Smith. “Se così fosse, le donne di colore avrebbero molte più opportunità di lavorare dietro la macchina da presa nel cinema”.
Infatti, nella classifica dei 100 film di maggior incasso del 2025, su 111 registi, il 5,4%, ovvero 6, erano donne di colore. È la prima volta, in 19 anni, in cui il numero di registe di colore supera quello delle registe bianche.
Quindi di donne con idee e qualità registiche ce ne sarebbero ma le case di produzione farebbero più fatica a dar loro spazio. Tant’è che Paramount, Warner Bros. e Lionsgate non sono riusciti a far arrivare nessuna regista donna fra i film di maggior successo del 2025. E secondo lo studio questa sarebbe una volontà o mancanza di volontà precisa.
Per contro, la percentuale di registe donne sale per le serie tv (37%) e i film Netflix (20,5%). Da notare anche come il Sundance, quest’anno, si contraddistingue per la presenza del 63,3% di registe donne in competizione.