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Spider-Man, da Sam Raimi al MCU: 5 errori comuni
Il vostro amichevole Spider-Man di quartiere è stato protagonista di 8 live-action di successo, che hanno in comune qualcosa in più del loro protagonista. Tutti i film sull’Uomo Ragno, infatti, hanno commesso gli stessi 5 errori.
Inutile negarlo: gli ultimi decenni cinematografici sono stati l’età d’oro del cinecomic. Film come Superman(1978) e Batman (1989) hanno segnato grandi cambiamenti nel cinema degli anni Settanta e Ottanta, ma è tutto ciò che è successo dal 1999 in poi che ha caratterizzato l’exploit dei supereroi. Probabilmente, tuttavia, nessun eroe dei fumetti ha avuto un impatto maggiore di quell’amichevole Spider-Man di quartiere portato in scena da Tobey Maguire nella trilogia di Sam Raimi.
Nel corso degli anni, tre attori diversi hanno interpretato l’Uomo Ragno inotto film live-action (Maguire, Andrew Garfield e Tom Holland), ed è interessante notare come, in ognuno di essi, si siano verificate alcune tendenze sorprendentemente simili… e non tutte positive. Tutti i film diSpider-Manhanno qualcosa in comune, e non si tratta del semplice fatto di essere basati sullo stesso eroe Marvel. A prescindere dall’epoca in cui sono stati realizzati, dai registi e dagli attori, tutti hanno commesso gli stessi errori. Possibile che nessuno si renda conto di quelle piccole imperfezioni che continuano a riproporsi? Ecco le 5 più comuni.
Il mistero delle ragnatele infinite
I film di Sam Raimi hanno tentato di aggirare questo problema scegliendo la strada dello “spara-ragnatele organico”. Con i film di Spider-Man del MCU e la serie diThe Amazing Spider-Man, però, Peter è tornato a dover creare le proprie ragnatele. Un problema ricorrente che Parker ha dovuto affrontare nei fumetti Marvel, però, è proprio quello di non avere improvvisamente abbastanza ragnateleper completare una missione. Invece, sul grande schermo, raramente questo si è rivelato un problema. Spider-Man: No Way Home (2021) ha cercato di sdrammatizzare l’annosa questione nella celebre scena in cui i tre Peter parlano delle loro ragnatele, e due di loro devono crearne altre prima del grande scontro. È una scena divertente, che non si limita a rispondere alla domanda sullo spara-ragnatele. Il suo fulcro è proprio quello di costruirla.
Ci sono pochi personaggi di supporto
Un tratto distintivo dei fumetti di Spider-Man è il suo cast di supporto. La trilogia di Raimi ha ampiamente ignorato questo aspetto, concentrandosi esclusivamente sulle relazioni di Peter con Mary Jane (Kirsten Dunst), Harry (James Franco) e Zia May (Rosemary Harris). I film con Andrew Garfield ruotano attorno alla sua relazione con Gwen (Emma Stone) e al legame con Zia May (Sally Field).
I film di Spider-Man del MCU hanno introdotto molti degli altri personaggi in ruoli più importanti, come Ned (Jacob Batalon), Flash (Tony Revolori) e Betty Brant (Angourie Rice). Tuttavia, ci sono molti più personaggi secondari degni di nota in Spider-Man e, a volte, quelli principali non compaiono affatto per un po’. Sebbene siano stati fatti tentativi di ampliare questo aspetto, i ruoli secondari passano necessariamente in secondo piano rispetto all’azione e, nel caso del MCU, rispetto al rapporto tra Spidey e MJ (Zendaya).
Fisica? Quale fisica?
La sospensione dell’incredulità è l’unica scelta possibile, quando si tratta di film di supereroi e di come trattano le leggi del moto. Ma i film di Spider-Man alzano l’asticella e le infrangono regolarmente senza pensarci due volte. Questo è particolarmente evidente nella capacità dell’Uomo Ragno di fermare oggetti in rapido movimento con una semplice presa o, caso ancora più famoso, di fermare una metropolitana con le ragnatele. È anche vero che tutti abbiamo creduto all’idea che unragno radioattivo abbia dato dei superpoteri a un ragazzino, quindi, in teoria, che ci vuole ad ignorare la realtà di come oscillano i pendoli o di come funziona la gravità? Non diventeremo mica nerd della scienza proprio oggi!
La cronologia degli eventi
Il ritmo con cui accadono le cose nel mondo di Spider-Man, come la fisica stessa, è un altro aspetto al quale non dovremmo dare troppo peso. La cronologia degli eventi, nella maggior parte dei film, è a dir poco serrata. Spider-Man: No Way Home, ad esempio, inizia subito dopo gli eventi di Spider-Man: Far From Home (2019). Scelta apparentemente corretta, dopo il finale cliffhanger in cui viene rivelata l’identità di Peter. Tuttavia, non regge se si considera che quel film è ambientato in estate, e che No Way Home inizia subito con un nuovo anno scolastico (con tanto di domande di ammissione al college). Per non parlare della rapidità con cui i problemi con l’identità di Peter vengono liquidati grazie a Matt Murdock (Charlie Cox) e al successivo incontro con il Dottor Strange (Benedict Cumberbatch): tutto accade sullo schermo in pochi minuti.
Si preoccupano troppo degli ‘altri film’
Il problema con i reboot di Spider-Man è che portano gli studios a prendere meta-decisioni, scegliendo idee per storie e trame in base a ciò che funziona in quel momento a Hollywood, o cercando di distinguersi da ciò che è venuto prima. I film di The Amazing Spider-Man sono stati un chiaro passo avanti da parte della Sony per rendere la serie più moderna, sfruttare l’hype di Twilight e costruire un universo cinematografico. D’altro canto, i film di Spider-Man deiMarvel Studios si sono concentrati sul ritorno alle origini, prendendo le distanze dai film con Andrew Garfield e assicurandosi, al contempo, che l’eroe si integrasse perfettamente con il MCU. Anche la trilogia con Tobey Maguire mirava a distinguersi, ma non dagli altri film di Spider-Man, bensì dai titoli Marvel dell’epoca, in particolare gliX-Men diretti da Bryan Singer.