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Pandora Film Center, la visione dei suoi maestri
Pandora Film Center: in occasione della festa di chiusura del primo anno accademico, abbiamo intervistato i tre maestri della scuola di cinema a Caivano.
Grande festa a Caivano (Napoli) per la serata evento finale in occasione della conclusione del primo anno di cinema per Pandora Film Center (con Optima Italia come sponsor ufficiale), tra cultura, divertimento, e ottima risposta del pubblico presente.
Il merito principale va senza dubbio alcuno ai grandi artisti Lorenzo Cammisa, Miriam Candurro e Francesco Vitiello.
Pandora Film Center, i tre maestri fondatori
Ciao Lorenzo, la prima domanda è per te. Quale era la missione iniziale di Pandora, e quanto pensi che questa sia stata effettivamente concretizzata?
L: “La missione iniziale era sicuramente quella di arrivare ad essere un punto di riferimento per la comunità, sia quella caivanese che quella napoletana in generale, e credo che, anche vedendo le emozioni delle persone qui presenti stasera e la loro calorosa partecipazione, stiamo veramente diventando una realtà ormai ben consolidata.”
Una domanda invece per Miriam. Qual è stato il tuo approccio iniziale alla scuola?
M: “E’ stato un approccio molto legato a quella che è stata la mia esperienza lavorativa di 22 anni di set e a tutto quello che ho imparato sul campo, per regalarlo ai ragazzi fornendo loro dei consigli reali su come si svolge al meglio questo mestiere e lavorando poi sulle singole scene, le singole battute, fino a distruggerci, professionalmente parlando.
Visto il risultato di questa sera, che è solo la chiusura di un primo anno, di un inizio di percorso, secondo me abbiamo lavorato bene e i ragazzi hanno risposto alla grande.”
Francesco, invece tu cosa hai portato anche a livello recitativo alla scuola, cosa pensi di aver trasmesso ai ragazzi?
F: “Lo stesso vale anche per me. Noi, soprattutto io e Miriam che facciamo Un posto al sole da così tanti anni, abbiamo costruito un nostro metodo e lavorare con i ragazzi ci è servito anche un pò a chiarire noi stessi, il nostro approccio, mestiere, e in qualche modo abbiamo poi provato a trasmetterlo, quindi è stato un lavoro di dare e avere, una sorta di contaminazione continua.
Al tempo stesso la concretezza è la cosa su cui abbiamo voluto lavorare di più, anche sull’apertura mentale, la disponibilità a mettersi in gioco. Queste secondo me sono le prime cose importanti, le basi su cui lavorare per poi costruire unicamente, anche da un punto di vista proprio strutturale, un intero percorso.”
I primi grandi risultati
Qual è stato il cambiamento più bello, e più grande, che avete riscontrato nei vostri ragazzi in questo primo anno, dal punto di vista professionale, artistico e soprattutto umano?
L: “Io credo la consapevolezza soprattutto di un’emotività, loro quando facciamo lezione tengono molto ad entrare a fondo nelle emozioni, ed è una cosa molto importante perchè significa che è già ben chiaro che probabilmente c’è una parte di noi che dobbiamo cercare e tirare fuori. E loro credo che l’abbiano fatto in maniera anche molto profonda, seria. ”
M: “Si, e poi c’è stata anche una grandissima naturalezza, visti da fuori molti ragazzi erano impostati a livello teatrale in modo molto rigido, invece stasera abbiamo visto dei corti che raccontano una verità, o comunque ci sono andati molto vicini, e questo per noi è una grandissima soddisfazione.”
F: “Condivido totalmente il loro pensiero, il cambiamento più grande è stato proprio quello di diventare una vera compagnia. Sono arrivati che non si conoscevano e hanno finito questo primo anno che sono diventati amici, una vera compagnia insomma, e questo forse è la sorpresa più bella.”
Lorenzo, dal punto di vista dell’insegnamento, a livello pedagogico, cosa differenzia Pandora Film Center dalle altre realtà italiane in questo settore?
L: “Credo che si distingua per l’approccio, per un approccio più legato in maniera molto stretta alla ricerca di qualcosa che abbiamo dentro, quindi una ricerca per così dire spirituale, al di fuori delle logiche commerciali perchè credo sia questo il nuovo viatico, non solo delle scuole di recitazione ma del cinema italiano in generale.”
Miriam, tu hai parlato spesso nelle tue interviste di ascolto. Come mai ritieni sia così importante ascoltare e soprattutto ascoltarsi?
M: “Perchè ascoltare è il più grande esercizio che può fare un attore.
L’attore non recita da solo, interagisce con un partner, ascoltare l’altro significa modulare le proprie emozione in base a quelle che ti vengono lanciate, un pò come una partita di tennis, dove si calibra il colpo rispetto a quello che ti arriva. Ascoltarsi è fondamentale perchè occorre conoscere le proprie emozioni per poterle mettere in campo e giocare con loro.”
Francesco, dal punto di vista territoriale quanto pensi sia importante il rapporto con Napoli nella crescita e nella formazione di questi ragazzi?
F: “Vitale e cruciale perchè questo territorio è ricco di storia, cultura, cinematografica, televisiva, generale, e quindi loro già vivono molti stimoli da questo punto di vista. Quest’area di Napoli era sicuramente ancora fuori da tali dinamiche, per cui pensiamo di star facendo la cosa giusta lavorando in questa zona.”
Da sogno a realtà
La sfida più grande che avete dovuto affrontare nel formare questi ragazzi?
L: “Sicuramente quella di partire con un sogno del genere e riuscire a fare un qualcosa in grado di poter restare nel tempo, e dai ragazzi abbiamo visto molta partecipazione e soprattutto volontà di studio e formazione.”
F: “E’ un posto in cui magari non ci si aspettava una cosa così importante, per cui magari inizialmente non capivano cosa stava succedendo, ma con il tempo siamo riusciti a farci conoscere e apprezzare.”
M: “Assolutamente d’accordo, abbiamo avuto la fortuna di poter lavorare con ragazzi che nonostante fossero alle loro prime esperienze hanno dimostrato tutto il loro cuore e la loro passione, mettendosi in gioco per crescere tutti insieme.”
Ringraziamo Lorenzo Cammisa, Miriam Candurro e Francesco Vitiello per la loro disponibilità e per essersi raccontati ai microfoni di Almanacco Cinema.