Shelley Duvall

Addio alla grande Shelley Duvall

Se n’è andata a 75 anni Shelley Duvall, da tempo malata di diabete. Lo ha annunciato all’Hollywood Reporter Dan Girloy, suo compagno di vita.

“Vola via”, le dice il suo partner di lungo corso. È morta oggi 11 luglio Shelley Duvall, a causa di complicazioni dovute al diabete, nella sua casa di Blanco, in Texas.

Resa leggendaria dalla sua interpretazione di Wendy in Shining di Stanley Kubrick, Duvall è nota anche soprattutto per il ruolo di Olivia nella versione live-action del 1980 di Braccio di Ferro di Robert Altman, al fianco del collega Robin Williams.

Shelley Duvall, Olivia Braccio di Ferro

Shelley Duvall, i film per cui la ricorderemo

La sua carriera ha preso il via negli anni ’70 proprio con una serie di film di Altman: Anche gli uccelli uccidono, I compari, Gang, Tre donne (con cui vinse come Miglior attrice al Festival di Cannes), Nashville e Buffalo Bill e gli indiani.

Di Altman, l’attrice è stata sia musa che pupilla. L’aveva scoperta lui, quando si trovava a Houston, città natale dell’allora giovanissima artista, per le riprese di Anche gli uccelli uccidono.

Parlando di lei l’aveva descritta come un’interprete estremamente versatile: poteva essere “affascinante, sciocca, sofisticata, patetica, bellissima”, come riporta l’Hollywood Reporter.

Sarà poi una svampita giornalista del Rolling Stone in Annie Hall di Woody Allen, prima di arrivare a recitare accanto a Jack Nicholson, con la parte che l’ha consacrata alla storia del cinema.

La pagina ufficiale X dedicata a Kubrick ha voluto omaggiarla:

Non possiamo però dimenticare le sue parole a People nel 1981, quando confessava che il regista l’aveva fatta piangere 12 ore al giorno per settimane intere: “Non darò mai più così tanto. Se volete soffrire e chiamarla arte, fate pure, ma non con me”, aveva detto.

Tra gli altri lungometraggi è stata anche nel cast de I banditi del tempo (1981) di Terry Gilliam e di Roxanne (1987), commedia e rivisitazione in chiave moderna del Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand, diretta da Fred Schepisi con Steve Martin.

La televisione

Negli stessi anni ’80 Duvall passa alla televisione, anche come produttrice, in programmi per bambini come Nel regno delle fiabe (1982-87), Tall Tales & Legends (1985-87, nomination agli Emmy del 1988), e Nightmare Classics (1989), conosciuto anche col suo nome, Shelley Duvall’s Nightmare Classics (nomination agli Emmy del 1992).

Con le prime due serie antologiche si rivolgeva a un pubblico delle scuole elementari, la terza era indirizzata ad adolescenti e giovani adulti, con adattamenti di famose storie horror di autori quali Henry JamesSheridan Le FanuRobert Louis Stevenson e Ambrose Bierce.

Il decennio successivo è segnato da saltuarie apparizioni, per ritirarsi infine nel 2002 a causa di problemi di salute fisica e mentale.

In un’intervista del 2016 si è mostrata disorientata, in un momento di particolare fragilità, tanto da scatenare l’indignazione di molti a Hollywood, che hanno accusato il conduttore Phil McGraw di aver sfruttato la sua difficoltà per fare audience.

Al cinema…dopo 20 anni

A sorpresa, nel 2022 è nel team attoriale di Forest Hills di Scott Goldberg, in cui figurano anche Edward Furlong e Dee Wallace. Un horror americano che vede confrontarsi volti famosi e gloriosi del genere con nuove leve.

I commenti al trailer su Youtube sono pieni di apprezzamenti e di entusiasmo per il suo ritorno cinematografico.

https://www.youtube.com/watch?v=f42myGvat1A

 

Shelley Duvall ha lasciato veramente le scene questa volta, però. Noi non possiamo che sperare che sia finalmente libera.