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Amazon riattiva RoboCop, ma la Direttiva 4 riguarda lei
Prime Video ordina otto episodi della nuova serie di RoboCop e affida a Peter Ocko una missione delicata: aggiornare la satira delle corporation senza disinnescarla.
Amazon MGM Studios ha annunciato l’ordine di otto episodi della nuova serie di RoboCop, destinata in esclusiva a Prime Video. Peter Ocko, già autore e produttore di Lodge 49 e Pushing Daisies, sarà sceneggiatore, showrunner e produttore esecutivo. Al suo fianco ci sarà Ed Neumeier, coautore del film originale del 1987, mentre James Wan produrrà il progetto con Blumhouse Atomic Monster.
Quasi quarant’anni dopo il film di Paul Verhoeven, il problema non è trovare un’altra armatura, ma stabilire quali direttive inserirle dentro. Una storia sulle corporation che controllano tecnologia, sicurezza e corpi umani sta per essere prodotta da uno dei maggiori conglomerati tecnologici e audiovisivi del pianeta. Alla OCP la chiamerebbero probabilmente sinergia.
La prima direttiva è non disinnescare il film di Verhoeven
La sinossi diffusa da Amazon conserva il nucleo della storia:” In RoboCop, un gigantesco conglomerato tecnologico convince la città a inserire un potente robot nel proprio corpo di polizia: un robot nel quale è stata impiantata la coscienza di un amato agente caduto in servizio”. Cambiano il formato e il pubblico di riferimento, ma resta il conflitto tra la persona che sopravvive nel metallo e l’azienda convinta di possederla.
Nel film del 1987 Peter Weller interpretava Alex Murphy, agente di Detroit ucciso e ricostruito dalla Omni Consumer Products. La OCP non si limitava a fabbricare RoboCop: voleva privatizzare la sicurezza, ridisegnare la città e trasformare perfino la memoria di un uomo in proprietà aziendale. Verhoeven impacchettava tutto tra violenza, pubblicità televisive e satira del consumo, come se il futuro fosse già uno spot sfuggito al controllo del reparto marketing.
Il ritorno di Neumeier garantisce un collegamento diretto con quella matrice, non la sua automatica sopravvivenza. Ocko dovrà tradurla in otto episodi; Wan, Michael Clear e Rob Hackett figurano tra i produttori esecutivi, mentre Danielle Bozzone seguirà la serie per lo studio. Cast, regia, riprese e data di uscita non sono ancora stati annunciati: per ora il cyborg possiede una squadra creativa, ma non ancora un volto.
La Direttiva 4 ora passa per Prime Video
Peter Friedlander, responsabile globale della televisione di Amazon MGM Studios, ha presentato RoboCop come uno specchio ancora provocatorio del rapporto tra tecnologia e potere. Wan ha richiamato identità, umanità e interessi serviti dalle corporation, promettendo rispetto per l’originale e un aggiornamento per il pubblico contemporaneo. È il linguaggio previsto per la riattivazione di un marchio; meno prevedibile è il cortocircuito che il marchio porta con sé.
Amazon non è la OCP, ma produrre una satira sul potere tecnologico dall’interno di una piattaforma globale espone la serie al suo stesso bersaglio. Il punto non sarà ripetere l’armatura, le sparatorie o le battute più celebri. Sarà permettere al racconto di guardare verso l’alto, dove si trovano i proprietari della macchina, dei dati e dell’infrastruttura che la mette in servizio.
Amazon ha appena snobbato Luca Guadagnino abbandonando Artificial, il suo film su Sam Altman, quando era ormai quasi completato, decisione arrivata subito dopo il maxiaccordo tra Amazon e OpenAI. Nel film, una direttiva segreta impediva a RoboCop di agire contro i vertici della OCP. Il nuovo adattamento funzionerà soltanto se, questa volta, la Direttiva 4 non riuscirà a proteggere chi lo possiede.
