Barbie, la recensione su Almanacco Cinema

Barbie, il sequel potrebbe non vedere la luce?

Il sequel di Barbie è a rischio: Warner Bros. e il team di Greta Gerwig sono in stallo. Le richieste economiche potrebbero far saltare il sequel.

Il sequel di Barbie potrebbe non vedere mai la luce.

Il primo Barbie non è stato semplicemente il film dell’estate 2023: è stato un piccolo terremoto rosa che ha finito per insinuarsi nell’immaginario collettivo, al punto che abbiamo cantato tutti almeno una volta I’m Just Ken, abbiamo discusso di patriarcato e, soprattutto, abbiamo scoperto che un monologo sulla condizione femminile poteva diventare uno dei momenti più memorabili di un blockbuster (Il monologo come atto sovversivo femminile).

Il film di Greta Gerwig, uscito nello stesso giorno di Oppenheimer di Christopher Nolan e diventato protagonista della celebre Barbenheimer, ha superato 1,4 miliardi di dollari al box office mondiale, trasformandosi in un fenomeno culturale oltre che cinematografico.

Barbie e Ken sono diventati meme, canzoni, costumi, discussioni e persino strumenti per parlare di identità, aspettative sociali e stereotipi di genere.

Barbie, cosa sta succedendo tra Warner Bros. e il team creativo

Secondo quanto riportato da VarietyWarner Bros. avrebbe presentato più di sei offerte negli ultimi tre anni, ma nessuna sarebbe stata accettata dal team creativo.

L’ultima proposta, arrivata nella primavera del 2026, sarebbe stata descritta da una fonte dello studio come la più importante mai avanzata da Warner Bros. a un gruppo formato da regista, sceneggiatori e protagonisti.

Il nodo delle trattative, però, non riguarderebbe soltanto i compensi iniziali. Una parte fondamentale della discussione sarebbe legata alla partecipazione agli utili del film, il cosiddetto back-end.

Secondo alcune indiscrezioni, il team sarebbe soddisfatto degli stipendi proposti, ma non delle condizioni relative alla partecipazione agli incassi.

Quanto chiedono Margot Robbie e Ryan Gosling

Le richieste economiche dei protagonisti e degli autori sarebbero particolarmente elevate, soprattutto alla luce del successo ottenuto dal primo film.

Ryan Gosling, che nel film interpreta Ken, chiederebbe circa 20 milioni di dollari per tornare nel sequel.

Margot Robbie avrebbe invece guadagnato complessivamente circa 50 milioni di dollari tra compenso e partecipazione agli utili per il primo Barbie. Secondo una fonte dello studio, tuttavia, il compenso finale dell’attrice sarebbe destinato a essere ancora più alto.

Anche Greta Gerwig avrebbe ottenuto decine di milioni di dollari dal primo film.

Per Warner Bros., quindi, riunire nuovamente l’intero team potrebbe comportare un investimento enorme. Il problema è capire quanto lo studio sia disposto a spendere per riportare sul grande schermo il gruppo che ha trasformato Barbie in un fenomeno globale.

Greta Gerwig e Noah Baumbach hanno già un’idea

Nonostante lo stallo nelle trattative, il sequel Barbie non sarebbe privo di un progetto creativo.

Secondo Variety, Greta Gerwig e Noah Baumbach avrebbero già un’idea per il secondo capitolo. I due, tuttavia, non sarebbero intenzionati a svilupparla pubblicamente prima di aver raggiunto un accordo con Warner Bros.

La presenza di Gerwig sarebbe particolarmente importante. Dopo il successo del primo film, la regista è diventata una delle figure più importanti del cinema contemporaneo e il suo ritorno rappresenterebbe una garanzia sia dal punto di vista creativo sia commerciale.

Per questo motivo, il futuro di Barbie dipende anche dalla possibilità di trovare un accordo che soddisfi tutte le parti.

Warner Bros. rischia di perdere i diritti di Barbie

A rendere ancora più delicata la situazione c’è anche una questione legata ai diritti cinematografici di Barbie.

Warner Bros. avrebbe circa quattro mesi per avviare concretamente lo sviluppo di un nuovo film. In caso contrario, i diritti dell’iconica bambola potrebbero tornare a Mattel.

La conseguenza sarebbe particolarmente importante: senza un nuovo accordo, Mattel non potrebbe semplicemente proseguire l’universo cinematografico creato da Gerwig.

Si arriverebbe invece a un reboot completo, con un nuovo approccio creativo e potenzialmente un nuovo cast.

Perché il sequel è così importante per Mattel

La questione non riguarda soltanto Warner Bros. Anche Mattel ha molto da perdere da un eventuale fallimento delle trattative.

Il successo del film del 2023 ha dimostrato le enormi potenzialità del marchio Barbie sul grande schermo, creando un legame molto forte tra cinema, merchandising, moda e cultura pop.

Un secondo film potrebbe quindi rappresentare un’importante opportunità commerciale per Mattel.

Le vendite delle Barbie, dopo il boom registrato nel 2023 in concomitanza con l’uscita del film, hanno successivamente rallentato. La società starebbe inoltre puntando a rafforzare il posizionamento della bambola come icona della moda, attraverso una maggiore attenzione a vestiti e accessori.

In questo scenario, il ritorno di Margot Robbie potrebbe avere anche un importante valore promozionale.

David Ellison potrebbe salvare Barbie ?

Tra i possibili protagonisti del futuro di Barbie potrebbe esserci anche David Ellison, nel caso in cui il suo progetto per Warner Bros. dovesse andare a buon fine.

Secondo una fonte citata da Variety, Ellison potrebbe decidere di riattivare i diritti di Mattel e riportare al tavolo delle trattative il gruppo formato da Greta Gerwig, Margot Robbie, Ryan Gosling e Noah Baumbach.

Si tratta, al momento, soltanto di uno scenario possibile, ma dimostra quanto il futuro di Barbie possa essere legato anche ai cambiamenti ai vertici e agli assetti societari di Warner Bros.