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Biopic C’era una volta in America: il film sul film

Il biopic sulla genesi di un’opera magistrale:  la nascita di un classico tra ossessione creativa e memoria. Un sogno durato 15 anni.

Ogni grande film custodisce dietro la sua forma compiuta una storia di tentativi, fallimenti e intuizioni. La casa di produzione italiana Leone Film Group svela a Variety l’ambizioso progetto di realizzare un lungometraggio sulla genesi di C’era una volta in America (1984), il film capolavoro di Sergio Leone, tratto dal romanzo autobiografico di Harry Grey, Mano Armata.

“È fondamentalmente la storia di un uomo che insegue un sogno per tutta la vita”, ha dichiarato alla stampa Raffaella Leone, figlia del grande maestro. “O, per lo meno, di un uomo che ha impiegato 15 anni per realizzare un film e non ha fatto altro finché non ci è riuscito. Ed è raccontata con l’ironia tipica di mio padre”.

Il film avrà le stesse caratteristiche della serie tv The Offer, incentrata sul making of de Il padrino di Francis Ford Coppola, o l’atteso I Play Rocky, di Amazon Mgm, il biopic su Sylvester Stallone e i suoi tentativi di realizzare il primo film di Rocky Balboa.

Biopic: regia e sceneggiatura

La regia del lungometraggio sarà affidata a Giuseppe Stasi e Giancarlo Fontana (già autori della serie crime dark e comica The Bad Guy per Prime Video) i quali scriveranno anche la sceneggiatura insieme a Ludovica Rampoldi, provando a  ricostruire una narrazione con salti temporali e geografici tra Roma, New York e Cannes.

L’obiettivo è creare un mosaico coerente e suggestivo, senza tralasciare la dimensione umana della creazione, puntando i riflettori sulle tensioni produttive e le scelte artistiche che hanno segnato la nascita dell’opera.

Nelle intenzioni dichiarate, il progetto si preannuncia come qualcosa che va oltre la celebrazione, allo scopo di trasformare la storia di un film in una riflessione più ampia sul processo creativo.

Se realizzato secondo queste premesse, il film potrebbe trasformarsi in un’opera capace di parlare non solo agli appassionati cinefili, ma a chiunque riconosca il valore di un’idea coltivata nel tempo. E una riflessione sul significato stesso del fare cinema, lasciando emergere come ogni capolavoro nasca da un lungo e incerto atto di fede.