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Carol

Cannes 2026: Cate Blanchett riapre il caso #Me Too

Cannes, Cate Blanchett rompe il rito del festival e denuncia il rapido soffocamento del #MeToo, riportando al centro squilibri e abusi nell’industria.

Ci sono apparizioni da festival che servono a promuovere un film e poi ce ne sono altre che riescono a trasformarsi in un momento di riflessione pubblica sull’industria audiovisiva.

L’incontro con l’attrice premio Oscar Cate Blanchett (The Aviator e Blue Jasmine) del 17 maggio 2026 al Festival di Cannes appartiene chiaramente alla seconda categoria.

Cannes: Blanchett “rendez-vous”

Sulla Croisette per presentare Maverick: The Epic Adventures of David Lean, inserita nel programma ufficiale dei “Rendez-vous” con il pubblico, la star non si è lasciata sfuggire l’occasione per una lettura lucida sulle contraddizioni che continuano a segnare il cinema.

Secondo quanto riportato da HuffPost e Variety, Blanchett in merito alla disparità di genere nel settore ha dichiarato:

“Ci sono molte persone con una certa visibilità che possono parlare in relativa sicurezza e dire ‘questo è successo a me’, e la cosiddetta donna media per strada dice #MeToo. Perché tutto questo viene messo a tacere? Ciò che il movimento ha rivelato è uno strato sistemico di abusi, non solo in questo settore ma in tutti i settori, e se non si identifica un problema, non lo si può risolvere”.

Blanchett ha collegato questo ragionamento alla propria esperienza diretta sui set, osservando come gli equilibri numerici tra uomini e donne restino ancora fortemente sbilanciati.

“Sono spesso sui set e conto le persone ogni giorno, e la situazione è sempre la stessa. Ci sono 10 donne e 75 uomini ogni mattina”, ha detto l’attrice. “Amo gli uomini, ma il problema è che le battute diventano sempre le stesse. Bisogna solo prepararsi un po’, e io ci sono abituata, ma diventa noioso per tutti entrare in un ambiente di lavoro omogeneo. Penso che abbia un impatto sul lavoro”.

La sua riflessione non si è fermata alla denuncia simbolica, ma ha insistito sull’effetto concreto che l’omogeneità degli ambienti di lavoro può avere anche sul piano creativo, impoverendo il confronto e la qualità del risultato artistico.

Nel contesto del 79° Festival di Cannes, la sua presa di posizione ha assunto un peso particolare, non solo per la sua statura come interprete in Tár, Carol e Blue Jasmine, ma anche per il legame storico con la Croisette: l’attrice è stata infatti una delle figure simbolo della marcia delle donne del 2018 e continua a rappresentare una voce autorevole nel dibattito sull’accesso, la rappresentanza e il potere nell’industria cinematografica.