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David Mamet, Speed-the-Plow e il diritto di voto dell’AI
David Mamet porta al cinema Speed-the-Plow con Anthony Mackie, Ben Mendelsohn, Emily Alyn Lind e Sharon Stone: il film userà il sistema AI ‘New Hollywood’.
David Mamet torna a Speed-the-Plow, la sua satira sul potere degli studi cinematografici del 1988, e lo fa infilando l’intelligenza artificiale, uno strumento pensato per rendere più rapida e controllabile la produzione, proprio dentro la macchina realizzativa del film.
L’adattamento cinematografico diretto da Mamet sarà tra i primi titoli a usare New Hollywood, una piattaforma AI per produzione e finanziamento appena presentata a Cannes. Il sistema può generare breakdown produttivi e piani di lavorazione, aiutare gli attori con self-tape da remoto e intervenire sull’organizzazione del girato.
David Mamet riporta Speed-the-Plow nel posto che conosce meglio: Hollywood
Speed-the-Plow nasce nel 1988 come testo teatrale di Mamet, e la produzione originale di Broadway aveva Ron Silver, Joe Mantegna e Madonna. La storia era già una radiografia spietata dell’industria: due produttori pronti a lanciare un film commerciale con una star, finché una segretaria li spinge verso un copione più “prestigioso” ma meno vendibile.
Ora Mamet dirige personalmente il film tratto dal proprio testo e più che liberare la pièce dal teatro, Mamet la stringe ancora di più attorno al suo vero campo di battaglia: gli uffici della fittizia American Prestige Studios, seguendo Bob Grant, interpretato da Anthony Mackie, promosso a capo della produzione pur essendo emotivamente e filosoficamente inadatto al ruolo.
Attorno a lui ci sono Charlie Fox, interpretato da Ben Mendelsohn, Karen, affidata a Emily Alyn Lind, e Gemma Speed, la diva instabile interpretata da Sharon Stone.
New Hollywood: scheduling, breakdown, organizzazione, audition, materiali preliminari, gestione del lavoro.
In un periodo in cui la pressione dell’AI arriva prima sul tavolo del produttore che sullo schermo, un testo nato per sezionare produttori, calcolo economico, compromesso artistico e attrazione per il prestigio si accinge a diventare uno dei primi casi hollywoodiani di pipeline produttiva assistita dall’intelligenza artificiale.
Il cast rende il progetto ancora più leggibile: Anthony Mackie porta il peso del cinema franchise, Ben Mendelsohn quello del caratterista di lusso, Sharon Stone quello della star come presenza e fantasma industriale, Emily Alyn Lind quello della figura giovane dentro un sistema già compromesso.
Speed-the-Plow è una commedia sul linguaggio del potere cinematografico: chi decide cosa vale, chi può vendere una storia, chi trasforma il gusto in denaro. E nel 2026, un sistema AI come New Hollywood, che razionalizza tempi, accessi e procedure, ha quantomeno diritto di voto.
In definitiva David Mamet torna nel suo territorio naturale, quello de Il Verdetto, di Glengarry Glen Ross: l’ufficio, i contratti, i contatti, le telefonate, le trattative feroci: la differenza è che ora, accanto agli squali, c’è anche il software.